L'investimento nella scuola ha il potere di trainare l'innovazione a livello di Paese in una nazione, la nostra, fortemente segnata nel suo percorso recente dalla piaga della disoccupazione giovanile che, secondo gli ultimi dati OCSE, supera ormai il 40%.

Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) è un pilastro fondamentale della Buona Scuola che vede nel digitale lo strumento abilitante, il connettore e il volano di cambiamento, sia per le attività orientate alla formazione e all'apprendimento, sia per l'amministrazione e il backoffice.
La digitalizzazione dei processi organizzativi e gestionali, in particolare, è strategica per il funzionamento della scuola digitale, perché l'efficienza in termini di risparmio di tempo e risorse che può determinare ha un forte impatto migliorativo su tutta la comunità scolastica.

Secondo i dati di un recentissimo studio condotto dall'Osservatorio eGovernment della School of Management Politecnico di Milano in collaborazione con ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) e con il supporto dell'Università degli Studi Roma Tre, nelle scuole italiane si riscontra un buon livello di digitalizzazione dei processi amministrativi e gestionali. Il 75% degli istituti, infatti, ha digitalizzato (in parte o in toto) i processi chiave come la gestione delle classi, delle iscrizioni, del rilascio dei diplomi o delle comunicazioni scuola–famiglia e quelli di supporto (come la gestione della documentazione del personale, dell'organico docenti, delle supplenze?). Tuttavia, è ancora decisamente immatura la diffusione delle tecnologie nell'attività didattica, per cui a oggi sono utilizzate in larga scala solo le dotazioni minime, come la connessione Internet in classe, la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), i PC e (raramente) i tablet personali forniti dalla scuola. Per favorire l'adozione del digitale a tutti i livelli, poi, è cruciale lo sviluppo delle competenze del personale, che permettono l'introduzione degli strumenti tecnologici più avanzati in grado di accompagnare l'innovazione del mondo scolastico.

All'atto pratico, i cambiamenti determinati dalla diffusione pervasiva del digitale nei contesti economici e sociali hanno fatto il loro ingresso, sia pure con qualche tentennamento, nel sistema educativo dello Stivale. È fondamentale, però, a questo punto predisporre interventi sistematici per accompagnare il processo e consentire la valorizzazione delle cosiddette "best practice", soprattutto all'interno delle aule, dove la resistenza al cambiamento ancora persiste.

Il percorso digitale può quindi dirsi avviato nelle scuole italiane, ma la sfida dei prossimi anni sarà di raggiungere la digitalizzazione completa di tutti i processi e i sistemi di comunicazione.

Per allineare i percorsi didattici e formativi del presente alle necessità occupazionali del prossimo futuro occorre investire in tecnologie digitali e puntare sulla formazione del personale scolastico tutto, dai dirigenti agli insegnanti, sino al personale amministrativo. Un percorso avviato con il Piano Nazionale Scuola Digitale che oggi inizia a dare i primi frutti. C'è ancora molto da fare per creare quei prerequisiti (leggasi infrastrutture) fondamentali per abilitare una digitalizzazione pervasiva della scuola italiana. Fondamentali saranno le collaborazioni con le aziende e le community.

In questo white paper trovate tutti i dati aggiornati sulla digitalizzazione nella scuola, oltre a tantissimi spunti di riflessione su come si può innovare (e rinnovare) il settore dell'educazione.

Buona lettura!

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14 giugno 2017