È una profonda trasformazione quella che sta investendo il mondo dell'istruzione pubblica italiana in questi ultimi anni. La "Buona Scuola" è il leitmotiv del momento, ma cosa significa concretamente? Il punto di partenza è la presa di coscienza da parte delle istituzioni pubbliche che il mondo dell'istruzione – studenti anzitutto, ma anche insegnanti – sta virando decisamente verso nuove modalità di apprendimento, studio, ricerca e didattica.

La possibilità di essere sempre connessi a Internet, attraverso collegamenti a banda ultra larga fino al plesso scolastico e in WiFi al suo interno, apre un orizzonte di nuove possibilità per "scollare" il Piano di Offerta Formativa (POF) dai libri, abbracciando nuove modalità interattive che permettono di sperimentare e apprendere in modo più rapido e coinvolgente. È l'obiettivo che il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) si propone di raggiungere con il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), una serie di interventi utili a promuovere in tutto lo Stivale, nessuna Regione esclusa, le nuove opportunità dell'educazione digitale.

Dall'adozione massiccia della Lavagna Interattiva (LIM), multidisciplinare, multimediale e connessa a Internet, per arrivare fino allo snellimento dei processi operativi all'interno delle segreterie – nell'ambito degli interventi battezzati "amministrazione digitale" –; dall'apprendimento attraverso contenuti sempre più digitali e non più cartacei per arrivare fino all'inserimento delle competenze digitali nel curricula di studenti e professori, lungo un percorso fatto di investimenti in tecnologie di connessione, creazione di nuovi spazi e ambienti utili a promuovere una didattica più inclusiva e attiva, abbandonando progressivamente l'approccio "trasmissivo" che ha caratterizzato la scuola degli ultimi decenni, fatto di nozionismo e scarsa interazione con la realtà circostante.

Una scuola che diventa un'interfaccia educativa aperta al territorio, più pragmatica e più vicina al tessuto economico, già pronto oggi ad accogliere gli impiegati, i professionisti e i manager del futuro.

Una scuola che, sempre più spesso, per riuscire nell'impresa di evolvere in direzione di una didattica più innovativa si consorzia con altri enti e organismi pubblici, dando vita a macroprogetti che impattano sulla digitalizzazione di interi comuni, regioni e province. Iniziative che possono essere gestite solo da operatori con la potenza di fuoco necessaria a garantire non solo connettività e tecnologie ICT ma, più in generale, un supporto di project management che risulta fondamentale in questi contesti.

In questo InsideReport troverete molte informazioni utili a comprendere meglio come cambia la scuola italiana, quali sono le sfide che dovrà affrontare nel prossimo futuro e quali sono le tecnologie che impatteranno sulla didattica di nuova generazione.

Buona lettura!

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21 settembre 2016