Negli ultimi anni, la sanità italiana è stata investita da un profondo vento di rinnovamento. La digital disruption è partita da ospedali e cliniche private ma da qualche anno anche il settore pubblico ha iniziato a comprendere le potenzialità del fenomeno.

La spinta arriva, come spesso accade, dai vincoli normativi, tuttavia ASL, ospedali e centri di ricovero pubblici e privati hanno imparato in fretta che la digitalizzazione non è solo un obbligo ma un'opportunità. Opportunità di migliorare i servizi offerti ai pazienti, opportunità di risparmiare denaro pubblico e di agevolare la miglior condivisione della conoscenza sulle patologie.

Diverse sono le aree coinvolte nella digitalizzazione ad ampio raggio: la cartella clinica elettronica e i terminali bordo letto, che seguono l'evoluzione del percorso di ricovero fino alla dimissione; la telemedicina, ovvero il monitoraggio a distanza dei pazienti con malattie croniche, utile a ridurre il numero di ricoveri non necessari e assicurare una miglior qualità della vita agli individui con problemi di salute. Ma anche le teleconferenze, per un aggiornamento più facile del personale sanitario e molto altro ancora. Più in generale, a queste innovazioni si fa riferimento come all'eHealth, a indicare l'uso efficiente e sicuro delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per attività di assistenza sanitaria, ricerca, educazione alla salute.

I benefici sono evidenti da subito sia ai pazienti – informazioni più aggiornate e puntuali sul loro stato di salute, sempre accessibili anche in remoto, riduzione delle code agli sportelli – sia ai dirigenti – riduzione dei costi amministrativi, miglior gestione del personale e degli asset fisici – sia, infine, al personale sanitario – collaborazione in tempo reale, informazioni sempre aggiornate sullo stato di salute del paziente, presidio delle condizioni del paziente dimesso anche al di fuori della struttura di ricovero.

In questa videointervista, Chiara Sgarbossa, Direttore dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management Politecnico di Milano, ci illustra quali sono le novità che stanno impattando sulla sanità italiana.

Buona visione.

19 luglio 2016