Nell'attuazione dei progetti di smart GDO non si può prescindere da un'attenta considerazione delle ricadute in termini di infrastruttura. Alcuni aspetti, in particolare, sono da valutare in anticipo. Flessibilità, per non trovarsi a dover rinunciare di fronte ai problemi di connessione o integrazione con le tecnologie esistenti, tipicamente ERP, CRM, sistemi di gestione del magazzino. Scalabilità, per garantirsi la possibilità di investire quanto è giusto per partire, ma anche di sostenere in modo granulare la crescita delle esigenze infrastrutturali nel tempo. Non da ultimo, sicurezza, per evitare che la rete di oggetti e sensori connessi si riveli il Tallone d'Achille dell'infrastruttura di protezione dei dati aziendali.

Per creare una rete IoT efficace, che colleghi tutta la filiera della GDO dal produttore al consumatore, gli operatori del settore devono garantire che la loro infrastruttura sia affidabile e snella. Il sostegno del cloud è diventato indispensabile per supportare i percorsi evolutivi delle insegne verso la smart GDO. La possibilità di avvalersi di un ambiente virtuale sicuro per avere accesso sia alle funzionalità di rete e comunicazione sia a quelle di elaborazione dei dati provenienti dalla rete di sensori IoT si rivela, nella maggior parte dei casi, una scelta vincente.

Il valore dell'infrastruttura fissa e mobile

La possibilità di posizionarsi come veri e propri fornitori di soluzioni a 360° in ambito IoT permette agli operatori delle TLC e ai cloud provider di essere considerati come veri e propri "partner strategici", in grado di aiutare le aziende della GDO a rivoluzionare il proprio business sfruttando le nuove tecnologie digitali, le analytics in real time e le reti di oggetti connessi.

I software che gestiscono gli ambienti IoT aziendali necessitano di molta potenza di calcolo e ampiezza di banda di trasmissione per funzionare a dovere. Inoltre, devono obbligatoriamente essere sostenuti da un'infrastruttura storage adeguata e protetti in modo efficace contro il rischio di data breach. La possibilità di rivolgersi a un unico interlocutore, un provider con la potenza di fuoco e le competenze sufficienti per presidiare al meglio tutte le ricadute delle strategie di smart GDO può contribuire a decretare il successo di questo tipo di progetti.

Sono sempre più numerose le aziende della GDO che si rivolgono a telco, security e cloud provider per:

  1. Avere potenza di calcolo in real time utile per processare i dati provenienti da telecamere smart del punto vendita, App mobile utilizzate in store o in prossimità dello stesso, dati provenienti da carte fedeltà, scaffali e carrelli smart.
  2. Sostenere con una connettività adeguata le applicazioni di smart marketing nel punto vendita, che prevedono l'uso di App mobile e la predisposizione di messaggi promozionali e scontistiche inviate direttamente sullo smartphone del consumatore mentre fa la spesa.
  3. Supportare le comunicazioni cellulari e wireless tra sensori e oggetti connessi. Non va dimenticato, infatti, che il 5G rappresenta lo standard "de facto" degli ambienti IoT del futuro.
  4. Sostituire il workflow cartaceo della gestione di magazzini e logistica con un workflow digitale, evitando errori di trascrizione e inutili duplicazioni.
  5. Avere un'infrastruttura storage in grado di assicurare la conservazione a norma dei dati personali relativi ai clienti dell'insegna.
  6. Avere la garanzia della Business Continuity dei servizi nel punto vendita, in ottemperanza ai dettami del GDPR, anche in caso di fermi o guasti del data center primario della catena di punti vendita.
  7. Supportare con un'infrastruttura adeguata le strategie di clusterizzazione e profilazione intelligente operate integrando il CRM in uso dalle catene della GDO con le altre fonti dati.

 

Data protection e sicurezza

Il settore della Distribuzione Organizzata non è immune dai fenomeni del cybercrime. L'eterogeneità dell'infrastruttura e la molteplicità di soluzioni di protezione stratificate, frutto delle strategie di acquisizione e fusione che hanno segnato la storia degli anni Novanta della GDO, hanno lasciato le insegne della distribuzione pericolosamente esposte alle minacce più sofisticate. Senza contare la progressiva diffusione di beacon e sensori IoT, che rappresentano pericolosi vettori di attacco se non opportunamente protetti da adeguati servizi di sicurezza. Con la definitiva applicazione del GDPR, lo scorso maggio, la tutela della privacy e la protezione contro i data breach hanno assunto un'importanza ancora più cruciale rispetto al passato. Questo vale in particolar modo per gli operatori della distribuzione. Quelli "in mano" alla GDO, infatti, sono dati spesso sensibili. Basta pensare alle informazioni personali acquisite all'atto del rilascio delle tessere fedeltà. Per non parlare, poi, degli estremi della carta di credito utilizzata per il pagamento della spesa. Proteggere i dati dei propri consumatori significa, per gli attori della GDO, assicurarsi di aver attivato meccanismi di protezione sofisticati. Tecnologie che, oggi, sono accessibili anche in modalità pay-per-use, grazie all'offerta dei Managed Security Provider.

 

23 gennaio 2019