Secondo gli ultimi dati resi noti da IDC, la spesa tecnologica mondiale relativa ai progetti di digital transformation (DX) arriverà a sfiorare i 1.300 miliardi di dollari quest'anno, in crescita del 16,58% rispetto al 2017. Nel 2019, poi, toccherà quota 1.682 miliardi di dollari, ovvero il 42% in più rispetto all'anno scorso. Nel prossimo biennio, l'analista ipotizza un investimento di circa 400 miliardi di dollari nelle 4 tecnologie alla base di quella che i suoi esperti hanno definito Terza Piattaforma: cloud, mobile, Big Data e social media. Ulteriori 1.300 miliardi di dollari saranno convogliati verso le tecnologie di "accelerazione" dell'innovazione, ovvero AI, cognitive computing, realtà aumentata e virtuale (AR/VR), Blockchain, robotica e IoT.

Oggi, 9 aziende su 10 (l'86%, per la precisione) ritengono la digital transformation una priorità a livello strategico, con obiettivi chiari e precisi. Questo non significa solo adottare tecnologie di ultima generazione ma fare della digital transformation un processo continuo e costante, che porti a innovare non solo prodotti e servizi ma più in generale i modelli di business. Le aziende che hanno più successo sulla strada della DX sono, secondo gli analisti di IDC, quelle che adottano una strategia d'eccellenza votata allo sviluppo dei talenti digitali e al presidio delle tematiche del change management.

 

Nascono nuovi ecosistemi digitali

Ma dove investiranno le aziende? Oltre la metà della spesa (54,5%) verrà convogliata sullo sviluppo dei modelli operativi: le tecnologie serviranno, quindi, per fluidificare e rendere più efficienti i processi aziendali creando veri e propri ecosistemi digitali che coinvolgono tutti gli asset aziendali, quelli fisici ma anche le risorse umane e i partner. A seguire (23%), il digitale sarà utilizzato per trasformare l'UX, ovvero la customer experience, con l'obiettivo di creare prodotti e servizi sempre più personalizzati e intuitivi, e per gestire meglio informazioni e asset (19,1%).

Quella che si profila all'orizzonte è un'innovazione sempre più calata nelle linee di business, perché la digital transformation paga. Per il 49% delle aziende del Belpaese, infatti, investire in DX si traduce in un ampliamento delle fonti di fatturato e per il 35% in un una crescita del volume d'affari proveniente dai clienti già in casa.

Il ruolo dell'organizzazione

IDC si è spinta oltre ed è arrivata a fare un vero e proprio "identikit" degli innovatori digitali, sulla base delle modalità con cui le aziende approcciano la digital transformation. In particolare, l'analista ha individuato tre tipologie di aziende, classificate in relazione alla maggiore o minore propensione a gestire la DX in modo completo: digital transformer, technology optimizer e technology disruptor. Della prima categoria fanno parte le aziende che operano sulla frontiera della trasformazione digitale. Queste organizzazioni adottano un approccio strategico alla digital transformation, che vedono come la via privilegiata per trasformare il business creando al contempo anche nuovi modelli economici. Si tratta di una strategia che richiede il contributo di tutta l'organizzazione e si riverbera in tutti i processi aziendali, che richiede tempo per perfezionarsi e portare risultati. A un livello inferiore ci sono i technology disruptor. In queste aziende, la tecnologia è usata per creare nuove opportunità di mercato o espandere il business in nuove geografie. Si tratta di organizzazioni che prediligono la rapidità d'implementazione di un modello di digitalizzazione dove la tecnologia guida il business (in buona parte sono startup) anziché trasformarlo. Infine, ci sono technology optimizer, aziende che intendono la DX come un approccio tendenzialmente tattico, finalizzato all'efficientamento dei processi e alla razionalizzazione dei costi.

 

IT ibrido e cloud per supportare la DX

I modelli di IT ibrido sono quelli privilegiati dalle grandi aziende per incorporare le tecnologie digitali nelle operazioni quotidiane e, in definitiva, accelerare la digital transformation. Il dato emerge da un'indagine condotta di recente dalla stessa IDC ("The Future of Hybrid IT Made Simple") su un campione di un centinaio di decisori IT e responsabili di LOB (linee di business) di aziende Fortune 1000.

Tra le principali evidenze del report emerge come l'hybrid IT, gli ambienti multi cloud e il cloud ibrido rappresentino oggi la via privilegiata per ottimizzare le performance del data center e ridurre i costi dell'IT, minimizzando i rischi connessi alla digital transformation. Le funzioni ICT delle aziende si stanno progressivamente trasformando in veri e propri service provider. Sfruttando le tecnologie cloud, infatti, sono in grado di mettere a disposizione degli utenti portali e marketplace di servizi e risorse informatiche gestibili in modo fluido e in autonomia direttamente dagli utenti finali, nell'ambito di policy predefinite.

 

11 aprile 2018