La progressiva disaggregazione dei network dall'hardware di rete piace e piace parecchio. A riprova del fatto che questa tendenza prende piede all'interno delle aziende ci sono le proiezioni di mercato dell'analista IDC. Approcci come il SDN (Software Defined Networking), l'SD-WAN (Software Defined Wide Area Network) e la NFV (Network Function Virtualization) attraggono una quota crescente di investimenti da parte delle organizzazioni.

Per il mercato piuttosto recente delle SD-WAN, ad esempio, IDC prevede un giro d'affari di 6 miliardi di dollari nel 2020. Secondo l'analista, il 70% delle imprese utilizzerà questo approccio alla "softwarizzazione" delle Wide Area Network nel prossimo anno e mezzo. Più maturo ma comunque interessante il comparto SDN, per il quale IDC stima un giro d'affari globale di 12,5 miliardi di dollari nel 2020.

La virtualizzazione delle funzioni di rete permette alle aziende e ai service provider di erogare una miriade di nuovi servizi, contenendo i costi e migliorando l'agilità del network nel supportare le esigenze delle applicazioni.

Il mondo dell'Internet of Things, secondo Brad Casemore, direttore dell'area Datacenter Networking di IDC, rappresenta il vero elemento trainante, con le tecnologie collegate che nel 2020 genereranno un fatturato di 1,46 trillioni (migliaia di miliardi) di dollari. Ma una buona parte del merito va anche ai cloud sia pubblici che privati, con il Software Defined Networking che, secondo Casemore, sarà un driver chiave per sostenere le organizzazioni nel loro percorso verso la virtualizzazione server e l'adozione pervasiva della nuvola.

Anche il networking open source è destinato a crescere, si dice convinto l'esperto, specie nei segmenti dei servizi di sicurezza e nel monitoraggio delle applicazioni di rete.

11 maggio 2016