A quasi due anni dall'approvazione della legge sul Lavoro Agile (81/2017), in Italia lo Smart Working continua a crescere. Anzi, tra le grandi e grandissime aziende si può parlare di un vero e proprio "boom" e di una tendenza che inizia ad affermarsi anche nella Pubblica Amministrazione. La conferma arriva dai dati dell'ultimo Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2018 gli smart worker – ovvero i dipendenti che godono di autonomia e flessibilità nella scelta dell'orario e del luogo di lavoro, e dispongono di idonei strumenti digitali per lavorare in mobilità – sono circa 480.000, pari al 12,6% degli occupati, in crescita del 20% rispetto al 2017. Oltre una grande impresa italiana su due (il 56%, contro il 36% del 2017) ha avviato progetti strutturati di Smart Working e ha adottato modelli di lavoro che prevedono la flessibilità di orario e luogo. A questa percentuale si aggiunge un 2% di organizzazioni che sostiene il Lavoro Agile in modo informale e un 8% che prevede di introdurlo quest'anno. In totale, quindi, a oggi due aziende su tre intendono sperimentare lo Smart Working. Ma questi approcci si diffondono anche nella PA: con l'abbrivio della Riforma Madia, oggi già l'8% degli enti pubblici ha attivato progetti strutturati di Lavoro Agile, contro il 5% del 2017. Un altro 8% di amministrazioni prevede di inaugurare iniziative di Lavoro Agile quest'anno mentre un 36% lo introdurrà con tutta probabilità negli anni a venire.  

 

I numeri del Lavoro Agile in Italia

L'Osservatorio stima una crescita media della produttività del singolo del 15% per le aziende che implementano lo Smart Working, e una parallela riduzione del tasso di assenteismo del 20%. L'Osservatorio stima che i modelli maturi di lavoro smart siano in grado di incrementare la produttività del singolo dipendente del 15%. Rapportato all'intero paese, i lavoratori che potenzialmente hanno le caratteristiche per essere inseriti all'interno di logiche di Smart Working sono, secondo la stessa fonte, oltre 5 milioni, ovvero il 22% del totale degli occupati. Proiettato su una dimensione nazionale, l'incremento della produttività media stimabile in Italia è di poco inferire ai 14 miliardi di euro (13,7) nel momento in cui lo Smart Working si diffonderà almeno al 70% degli individui potenzialmente coinvolgibili.
Ma i benefici dello Smart Working sono numerosi. Anche i costi di gestione degli immobili e delle scrivanie attrezzate si riducono, in media del 30% per le aziende che accompagnano ai nuovi approcci organizzativi anche il ripensamento degli spazi di lavoro. A guadagnare è, poi, il singolo lavoratore, che potrà sperimentare un miglior equilibrio tra vita privata e lavorativa, oltre che la collettività tutta, in virtù della riduzione degli spostamenti e, di conseguenza, del traffico e dell'inquinamento. Grazie al Lavoro Agile, migliorano i rapporti con i colleghi e i superiori, per cui ben 4 smart worker su 10 si dice completamente soddisfatto contro il 23% dei lavoratori tradizionali.

I benefici dello Smart Working

Il cambio di paradigma dalle postazioni d'ufficio tradizionali allo Smart Working permette all'organizzazione di soddisfare al meglio le esigenze dei propri collaboratori, dipendenti e manager, da sempre alla ricerca di un equilibrio migliore tra vita lavorativa e vita privata (work-life balance). A guadagnare non è solo la produttività dei singoli ma anche il conto economico dell'azienda. Alla facilità di soddisfare i requisiti di compliance e facilitare quelli di audit, si sommano altri benefici, in particolare in queste aree:

  • Razionalizzazione degli investimenti immobiliari
    Il miglior sfruttamento degli spazi attrezzati a uso ufficio (per loro natura piuttosto costosi) permette all'azienda di ridurre i canoni di locazione che, specie nelle grandi città, sono sempre più salati.
  • Riduzione dei consumi energetici
    La possibilità di sfruttare il Cloud per erogare, gestire, aggiornare e manutenere gli ambienti di produttività d'ufficio libera risorse dal data center aziendale. L'organizzazione avrà comunque accesso ad applicazioni allo stato dell'arte senza dover investire in costoso hardware aggiuntivo.
  • Controllo e gestione centralizzate di applicazioni e hardware
    A guadagnare è, in prima battuta, la sicurezza dei dati aziendali. Scongiurato il pericolo del "fai-da-te", ovvero l'installazione autonoma di App e software da parte del singolo dipendente o dipartimento (anche noto come Shadow IT), con lo Smart Working tutti i lavoratori hanno la garanzia di applicazioni sempre aggiornate e protette.
  • Maggior produttività dei dipendenti
    La facilità di reperire, condividere e aggiornare in ogni istante le informazioni rilevanti permette ai membri dell'organizzazione di essere più produttivi.
  • Creatività e innovazione
    La possibilità di sfruttare tecnologie di collaborazione evoluta e spazi fisici riprogettati appositamente per scambiarsi le idee e comunicare in tempo reale permette all'organizzazione di creare community e team trasversali che potenziano e mettono a fattor comune le competenze individuali e le rendono disponibili in azienda a prescindere dai vincoli legati al luogo di lavoro.
  • Attrattività ed engagement potenziati
    Le aziende che sostengono modalità di lavoro più collaborative e moderne risultano più attrattive non solo per i Millennials (i nati tra gli anni Ottanta e il Duemila) ma anche per i loro colleghi meno giovani. Lo Smart Working è un elemento chiave di quell'employer branding che non solo attrae i migliori talenti, ma li ingaggia e li fidelizza.

 

 

I vantaggi per la collettività e l'ambiente

Oggi anche i servizi tradizionali di telefonia, posta elettronica, videocomunicazione e le applicazioni di produttività d'ufficio possono essere convertiti in nuovi servizi accessibili in Cloud da qualsiasi tipo di terminale, che si tratti del notebook aziendale o dello smartphone personale. Soluzioni e servizi di Unified Communication and Collaboration (UCC) ed e-learning rappresentano un tassello fondamentale degli approcci di Smart Working. L'utilizzo di questi servizi permette di ridurre sensibilmente gli spostamenti su gomma e ferrovia di dipendenti e manager. A guadagnare è la qualità dell'aria: Legambiente stima che la riduzione delle emissioni di CO2 per ogni audioconferenza sia nell'ordine dei 49,5 kg. L'impatto medio sull'ambiente di ciascun smart worker è pari, secondo la stessa fonte, a circa 378 kg di CO2 risparmiati ogni anno.

 

26 giugno 2019