La diffusione pervasiva dell'Internet of Things nei prossimi quattro anni produrrà una proliferazione senza precedenti di dispositivi connessi tramite reti wireless. Macchinari industriali e medicali, lettori di badge, porte computerizzate e una miriade di altri device saranno, infatti, sempre collegati, h24, alla LAN. Gartner prevede che si sfiorerà la soglia dei 5 miliardi di oggetti IoT già entro fine anno, per arrivare a 25 miliardi nel 2020. Questo si rifletterà, oltre che sul bisogno d'infrastrutture di gestione dei dati che gli oggetti intelligenti generano, anche su un incremento deciso del traffico sulle reti Wi-Fi.

Con la progressiva saturazione della banda dei 2,4 GHz (quella sulla quale operano le attuali specifiche Wi-Fi come 802.11b, 802.11g e 802.11n), l'aggiornamento a una rete wireless che consenta un'esperienza utente più fluida e aumenti la sicurezza delle comunicazioni si rende necessaria. All'orizzonte delle aziende si sta affacciando una nuova specifica, la 802.11ac Wave 2, che opera  sulla banda dei 5 GHz usando chipset che supportano (retroattivamente) anche le trasmissioni a 2,4 GHz. In prospettiva, Wave 2 supporterà la trasmissione dati a una velocità di 7 Gigabit al secondo (Gbps). Spesso indicato anche come Gigabit Wi-Fi, Wave 2 è una specifica che inizia a essere utilizzata in modo massivo all'interno di case, edifici e hotspot pubblici. Si rivela, al momento, come una delle soluzioni più indicate per governare la proliferazione delle connessioni Wi-Fi provenienti da device mobili e oggetti interconnessi in ottica IoT.

I suoi benefici? Uno snellimento deciso del traffico che transita attraverso le reti wireless residenziali e pubbliche e un consumo decisamente più contenuto delle batterie per i device mobili. Wave 2, infatti, utilizza un sistema di downlink Mu-Mimo (Multi-user multiple input/multiple output) per inviare e ricevere i dati simultaneamente a un massimo di 4 client, migliorando in modo significativo il throughput e, in ultima analisi, l'esperienza utente.

Mu-Mimo è una tecnologia software che permette di raggruppare e schedulare il traffico proveniente da ogni singolo dispositivo, per ottimizzarlo. La versione Wave 1 dello stesso standard 802.11ac utilizza, invece, la tecnologia di trasferimento Su-Mimo (Single-user Mimo) potendo, quindi, può comunicare con un solo dispositivo alla volta. Per supportare le connessioni di una pluralità di client contemporaneamente, pertanto, si sfruttano le tecniche di beamforming - la sovrapposizione delle onde di due o più antenne con l'obiettivo di potenziare il segnale Wi-Fi - per indirizzare il segnale a ogni singolo client.

15 giugno 2016