Per garantire una shopping experience di qualità ai clienti della moda i brand della moda devono smartificare la fase distributiva. Ci sono diverse tecnologie che, consentono di potenziare la capacità di offerta e personalizzazione dei brand. Grazie alla realtà aumentata, ad esempio, è possibile provare un capo e verificare la sua vestibilità restando comodamente a casa. La stessa tecnologia può essere usata nei negozi fisici, riducendo così le necessità di sanificazione da parte degli addetti alla vendita. Grazie alla formula del Click & Collect provare il capo fisico avrà un più alto margine di probabilità che lo stesso sia acquistato. In modo analogo, le teche interattive trasparenti, che all'interno contengono il prodotto reale, grazie a immagini e informazioni in sovraimpressione permettono di osservare in sicurezza orologi, gioielli, scarpe e altri prodotti. Grazie alle app i clienti possono prenotare la loro visita nel negozio, ricevendo informazioni aggiornate su promozioni e scontistiche. Per gli operatori
della moda diventa indispensabile orchestrare smart control, smart management, smart
infotainment e smart payment,
investendo su piattaforme di gestione integrate, con una
tracciabilità messa a sistema e una gestione dei dati in ingresso e in uscita aiutano a capire
meglio cosa succede e cosa succederà.

 

Fase 3: come cambiano gli scenari

Cosa devono aspettarsi le case di moda nel corso dei prossimi mesi? Questi gli scenari più plausibili:

  • Alternanza tra Stop & Go
    Finché non si troverà un vaccino, ci saranno continui stop-and-go della domanda e della produzione legati a eventuali ricadute dei contagi e ai conseguenti brevi periodi di lockdown che serviranno a tenerli sotto controllo. Una dinamica che richiederà molto sforzo alle aziende per diventare resilienti e restare efficienti nonostante questi continui transitori. Dove si potrà, si previlegerà lo smartworking (leva strategica della business continuity), unitamente a sistemi di delivery diversificati.
  • Dal global sourcing al nearshoring
    Per fronteggiare la crisi della produzione e dei trasporti ma anche per potenziare la salute e la sicurezza dei lavoratori, le supply chain verranno tutte ridisegnate. Per garantire maggiore rapidità, e soprattutto visibilità e controllo, diventeranno meno globali e più locali. Già da tempo al fenomeno dell'offshoring delle fabbriche verso il Lontano Oriente aveva fatto seguito il reshoring o quanto meno il nearshoring verso fornitori più vicini e maggiormente allineati ai fusi orari e alle regolamentazioni di produzione e consegna nazionali. Tutti questi fenomeni subiranno una nuova accelerazione. E probabilmente spingeranno a investire di più e meglio sul mercato italiano, il che potrebbe aiutare a rilanciare l'autentico Made in Italy.
  • Granularizzazione della produzione
    Occorrerà ridisegnare le fabbriche, per favorire l'igiene, mantenere la distanza degli operatori, evitare la propagazione degli agenti patogeni, garantire la disinfezione delle superfici e via dicendo. Questo non richiederà solo una diversa disposizione dei layout produttivi, ma certamente spingerà l'automazione tramite l'uso di cobot, veicoli autonomi circolanti nei magazzini ma anche su strada o rotaia. Una delle ricadute possibili potra essere la progressiva eliminazione del modello fordista delle grandi fabbriche, a favore di fazonisti e minifabbriche più distribuite sul territorio, capaci di investire anche sulle tecnologie additive.
  • Digitalizzazione a tutto campo
    Al di là delle contromisure sanitarie, la premessa indispensabile sarà digitalizzare tutti i
    processi di approvvigionamento. Eliminando la necessità di usare la carta e la firma manuale a supporto della gestione di ordini, bolle di consegna e fatture, le informazioni messe a sistema consentiranno di velocizzare le procedure e di introdurre meccanismi di controllo, valutazione e analisi sempre più avanzati a supporto dei processi decisionali. Integrazione e interoperabilità saranno abilitate da un crescente ricorso alle tecnologie che potenziaranno lo smartworking ma anche il controllo a distanza di mezzi di produzione, remotizzando anche molte attività di supervisione dei processi industriali, di manutenzione e perfino di installazione di impianti e macchinari complessi, tramite ad esempio l'impiego di mixed reality.

 

Smart services per il consumatore smart

In un settore come quello della moda, artigianale per definizione, l'industrializzazione della produzione e l'avvento delle tecnologie digitali ha portato grossi cambiamenti. Oggi il prodotto è una condizione fondamentale necessaria, ma non sufficiente per fare la differenza. Dalla produzione di massa alla personalizzazione di massa, la serratissima
rotazione delle collezioni e la ricerca di efficienza e razionalizzazione hanno spinto i brand a lavorare con sempre più anticipo rispetto al reale andamento stagionale. In tutto questo rimane fondamentale il livello di informazione che lo specifico prodotto riesce a trasmettere al consumatore attraverso se stesso in quanto tale, la sua confezione, il luogo dove è esposto in negozio, l'immagine del negozio stesso e i servizi di pre e post vendita sviluppati dal
retailer, dal brand o in co-sinergia retailer/brand. Tutte queste informazioni possono essere gestite da una serie di tecnologie preposte che offrono le risposte giuste, al momento giusto e alla persona giusta, previa un'analisi dettagliata di tutti i dati disponibili o valorizzabili, organizzati secondo criteri di interrogazione funzionali alla domanda. È il principio fondamentale della progettazione e della creazione di smart object e smart services. On line e off line si integrano, si affiancano, si completano per creare un circolo virtuoso dell'offerta, garantendo ai clienti le modalità di scelta e di acquisto preferite anche in casi di emergenza.
Commessi preparati, negozi ben forniti e servizi a valore aggiunto fanno davvero la differenza. Ma dietro deve lavorare un'architettura di tecnologie composite, integrate, agili, scalabili. E, grazie al cloud, a basso impegno dal punto di vista della gestione e dell'interazione. La pandemia degli ultimi mesi ha dimostrato che chi ha saputo lavorare in questo senso, è riuscito a mantenere la sua continuità operativa ed evitato l'out of stock. A beneficio di tutti.

  • Dematerializzazione e digitalizzazione: piattaforme di gestione e di scambio delle informazioni in modalità integrata e multicanale con modalità di accesso via web browser
  • Modeling 3D e simulazione: per lo studio di prodotti e accessori, prima della messa in produzione, utilizzo di tecnologie per il rendering 3D, il look book in 3D
  • IoT e product track&trace: utilizzo di tag RFID e sensori per rendere connessi e comunicanti gli item lungo tutta la supply chain, punti vendita inclusi
  • IoT e dematerializzazione: messa a sistema di tutte le attività di filiera (fornitori, produttori, fazonisti, operatori logistici, punti vendita, addetti alla pre e post vendita) per la tracciabilità e la rintracciabilità
  • IoT e geolocalizzazione: gestione e monitoraggio in tempo reale di tutte
    le attività della supply chain a livello di produzione, logistica e distribuzione (Real Time Location System)
  • Iot e Blockchain: unendo veridicità del dato garantita dall'IoT, la tecnologia dei registri distribuiti abilita una condivisione dei dati certificata e immodificabile dal produttore al consumatore per una notarizzazione più sicura
  • Realtà aumentata e virtualizzazione: tante le applicazioni dell'AR, dalle sfilate virtuali alle virtual fitting room che consentono ai clienti di provare la vestibilità di capi e accessori
  • Robotica e AI: dalla produzione al magazzino, robot e cobot affiancano gli operatori mentre, grazie al Machine Learning, i chatbot ottimizzano le relazioni
  • Big Data Analytics e Advanced Analytics: l'utilizzo spinto dell'AI a supporto dei processi di elaborazione e valutazione, includendo modalità predittive e prescrittive
  • Cybersecurity e Business Continuity: securitizzazione e persistente disponibilità di dati,applicazioni e servizi, grazie a procedure di disaster recovery ad alta affidabilità 
  • Cloud e As A Service: gestione on demand di infrastrutture e applicazioni (ERP, SCM, Datawarehouse Management, UCC, CRM, BI & Analytics, E-commerce, ...)

 

1 luglio 2020