Il WiFi libero della Pubblica amministrazione ha continuato a crescere, anche se in sordina, dopo essere sparito dai grandi riflettori mediatici. È stato il 2014 che ha segnato il suo boom, anno in cui queste reti WiFi cittadine create dalla PA non solo si sono diffuse a macchia d'olio ma sono state anche usate come strumenti di propaganda politica dalle amministrazioni comunali e provinciali. Erano un modo per dimostrare quanto la PA ci tenesse a diffondere Internet tra i cittadini, portandolo nei bar, nelle piazze, nei parchi e in altri luoghi pubblici. Il culmine di questo processo è stato la nascita di Free ItaliaWiFi, promosso dalla Regione Sardegna, Comune di Roma e Comune di Venezia: una rete di hot spot WiFi pubblici interconnessi, dove gli utenti possono navigare gratis con un solo account

Free ItaliaWiFi resta il principale esempio di rete pubblica utilizzabile in questo modo, ma non è cresciuta negli ultimi dodici mesi. A oggi conta 5.513 hot spot, 78 reti federate (di cui solo 35 interconnesse però), 1,34 milioni di utenti registrati. Stessi identici numeri a marzo 2015, mentre a giugno 2014 erano circa la metà. Insomma, significa che nel 2015 non solo non si sono aggiunte altre amministrazioni alla rete, ma non sono nemmeno aumentati gli hot spot in quelle già attive. Le novità arrivano, però, da Roma e Milano, sulla scorta di due grandi eventi: il Giubileo e l'Expo. 

Dal 2 dicembre la rete gestita dalla Città metropolitana di Roma Capitale ha cambiato nome: da ProvinciaWiFi a WiFimetropolitano. "La scelta è conseguente alla trasformazione dell'Ente da Provincia di Roma a Città metropolitana di Roma Capitale", si legge sul sito. La rete "WiFimetropolitano" della Città metropolitana di Roma Capitale mette a disposizione di romani e pellegrini la propria infrastruttura per la navigazione gratuita su Internet senza fili. 

 

Il legame con le smart city

Il progetto WiFi libero della PA servirà, insomma, di supporto al flusso dei visitatori previsti per il Giubileo. Un po' com'è stato per Open WiFi di Milano in vista dell'Expo. Il Comune è stato per anni in ritardo, sullo sviluppo delle reti WiFi libere, ma ha dovuto recuperare in fretta per l'apertura della grande fiera. A fine 2015 contava già oltre 500 punti di accesso (obiettivo 535 a marzo), di cui 445 outdoor e il resto indoor. Il progetto iniziale contava di fermarsi a quota 500.

Una novità è la copertura - non prevista inizialmente - del Parco Lambro, sfruttando 21 colonnine per l'SOS. A fine dicembre c'erano 622mila iscritti. "Lo sviluppo di Open WiFi si collega al progetto smart city - ha detto l'Assessore al Lavoro e allo sviluppo economico Cristina Tajani -. È una struttura che consideriamo abilitante, ovvero che serve a rendere più fruibili e fruite alcune zone della città. Siamo riusciti a superare le nostre stesse previsioni di inizio mandato grazie a una collaborazione proficua tra diversi soggetti dell'amministrazione". 

Come si vede, lo spirito originario del WiFi delle PA è rimasto inalterato, nonostante la fine del boom di attivazione. Aspettiamoci, adesso, uno sviluppo più mirato, a supporto di esigenze specifiche, soprattutto in occasione di eventi internazionali.

31 marzo 2016