La sanità italiana ha speso nell'ultimo anno 1,34 miliardi di euro per modernizzare l'organizzazione e digitalizzare i processi, ma i risultati raggiunti non sono ancora soddisfacenti in tutti i settori, né sono tantomeno diffusi in modo omogeneo sul territorio. Questo è quanto emerge dai dati raccolti dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management Politecnico di Milano.

"A fronte di un elevato livello di maturità nell'applicazione delle tecnologie digitali in campo amministrativo e clinico-sanitario si affianca l'arretratezza in ambiti come l'integrazione socio-sanitaria con il territorio", ci spiega Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano.

Sia pure con le notevoli difficoltà di budget, procede anche in Italia il percorso di evoluzione della sanità pubblica verso l'e-health. "Diverse aziende hanno completato l'integrazione a livello dipartimentale e stanno introducendo nuovi strumenti come la cartella clinica elettronica e il diario medico-infermieristico", precisa l'esperto. Oltre i due terzi delle aziende prese in esame dalla ricerca, però, devono ancora superare il problema della segregazione "a silos" dei propri dati e nessuna appare in grado di farsi carico "a tutto tondo" della salute del cittadino, integrando i servizi sociali sul territorio di competenza.

26 maggio 2016