I termoscanner saranno, finchè non finirà l'emergenza, uno strumento indispensabile per le aziende che vorranno riaprire le sedi, filiali e stabilimenti. La possibilità di identificare tempestivamente i soggetti che hanno contratto il virus, spesso inconsapevoli veicoli di potenziale contagio, permetterà alle aziende di evitare lo sviluppo di focolai. Per farlo, oltre alle precauzioni prese a livello personale, occorre attrezzarsi con strumenti idonei a verificare quotidianamente lo stato di salute di chi varca i confini dell'azienda, che si tratti di dipendenti o di fornitori di servizi.

Come ripartire coniugando produttività e sicurezza

E' ormai fondamentale adottare tutte le precauzioni utili a scongiurare il pericolo di una nuova ondata di contagi. Le misure adottate sono diverse. Da un lato, il tracing su base volontaria dei contagi attraverso App per smartphone; l'aumento dei tamponi, per individuare anche gli asintomatici, e dei test sierologici utili per comprendere chi è entrato in contatto con il virus. Dall'altro, tutta una serie di "accorgimenti", che vengono richiesti alle persone fisiche, alle aziende e agli enti. L'obbligo di indossare sempre una protezione per bocca e naso quando si è al di fuori delle mura domestiche per esempio, e il distanziamento sociale. Gli spazi – uffici, ristoranti, mezzi pubblici – dovranno essere ripensati per garantire alle persone la possibilità di sedersi a distanza di sicurezza e, in molti casi, anche essere separate fisicamente, per esempio tramite barriere "drop stop". E poi l'obbligo, ormai dato per certo, di misurare la temperatura corporea negli uffici pubblici e privati, così come nelle stazioni, aeroporti, porti e terminal. Termo scanner, video termo scanner, varchi e tecnologie similari che, secondo il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, dovranno essere considerati "accorgimenti indispensabili" e collocati all'ingresso di tutti i luoghi di lavoro, insieme a gel disinfettanti, guanti monouso e mascherine. Si fa presto, però, a parlare di termoscanner. In realtà la tecnologia è variegata: si parte da soluzioni stand alone a veri e propri sistemi che sfruttano l'infrastruttura dei sistemi di videosorveglianza IoT. Ecco, quindi, qual è il ventaglio delle possibili opzioni di scelta, con i relativi vantaggi e svantaggi.

Termometri a infrarossi

Abbiamo imparato a conoscerli tutti in questa fase di lockdown quando, prima di entrare in molti supermercati, un operatore addetto alla sicurezza ci puntava verso la fronte un termometro a pistola e, dopo un paio di secondi, ci indicava se potevamo accedere o meno al punto vendita. Questi termoscanner manuali hanno indubbiamente il pregio del costo contenuto ma il difetto di costringere a lunghe file le persone in ingresso. Ogni rilevazione va fatta in modo puntuale e richiede alcuni secondi per essere svolta. Oltre a questo, l'operatore che compie la scansione deve avvicinarsi alla persona da controllare e questo mette in pericolo la sua stessa salute. Infine, elemento da non sottovalutare, in questo modo non è possibile creare uno storico digitale degli eventi di rilevazione e comprenderne l'andamento a fini statistici.

Termoscanner manuali

Si tratta di termoscanner portatili già utilizzati per attività di ispezione e manutenzione industriale, oggi convertiti alla rilevazione della temperatura corporea. Questi dispositivi sono in grado di fornire una risposta in pochi secondi ma hanno il difetto di richiedere comunque la prossimità fisica dell'operatore che compie il rilevamento. Si pongono, quindi, gli stessi problemi di sicurezza dei termometri a infrarossi. Con questa soluzione rimane irrisolta anche la questione delle attese. Pensiamo alle orde di persone che, specie negli orari di punta – in prossimità dell'inizio della giornata di lavoro, nelle tre ore che precedono l'orario fissato per un volo o nella mezz'ora prima della partenza di un treno – si affollano verso l'ingresso di uffici, aeroporti e stazioni.

Fotocamere termografiche

Queste termocamere intelligenti, montate su appositi cavalletti e collegate in Wi-Fi a un PC, possono essere utilizzate per rilevare la temperatura delle persone che, una alla volta, vi si posizionano davanti. Non veri e propri termoscanner, dunque, ma comunque tecnologie che assolvono le stesse incombenze. Anche in questo caso, il vantaggio è quello del costo tutto sommato contenuto degli strumenti, peraltro già utilizzati per migliorare la sicurezza sul lavoro all'interno di fabbriche e impianti di raffinazione industriale. Il limite di queste soluzioni risiede nella lunghezza delle procedure di acquisizione della temperatura, che si riflette nelle code di persone in attesa. Rispetto alle due tecnologie precedenti, questa opzione assicura però una maggior tutela degli operatori che eseguono i controlli.

Videocamere termografiche (sistemi evoluti di video termoscanning)

Questi sistemi assolvono una doppia funzione. In prima battuta, la smart security, la protezione intelligente di uffici e fabbriche: telecamere IoT collegate a un software di Big Data Analytics che rielabora in tempo reale le immagini acquisite e allerta gli operatori della centrale di vigilanza nel caso in cui si verifichino situazioni anomale – tentativi di effrazione, incendi? Sfruttando la medesima infrastruttura e gli stessi apparati, però, è possibile anche misurare la temperatura corporea di più soggetti contemporaneamente, a distanza e senza l'ausilio di alcun operatore. Di fatto, quindi, si può parlare di questi sistemi come di termoscanner intelligenti. Le videocamere acquisiscono le immagini fotografiche e termografiche del volto al passaggio delle persone da un varco d'ingresso, o in corrispondenza dei comuni tornelli elettronici, evitando la formazione di code. Gli apparti smart sono collegati a un sistema di videoanalisi: i motori di Machine Learning, nell'arco di frazioni di secondo analizzano i frame e determinano se l'immagine termica indica una temperatura rilevata superiore a una soglia impostata a priori (generalmente 37°). I dati vengono poi passati a un Video Management System gestito in cloud che predispone le azioni del caso, tipicamente l'invio di allarmi o l'eventuale chiusura del tornelli in ingresso per la persona febbricitante. Gli allarmi, con lo snapshot del volto e il grado di temperatura rilevata, sono inviati sotto forma di eMail o messaggi SMS diretti allo smartphone dell'operatore di vigilanza. I dati rilevati sono poi conservati all'interno di un database e potranno essere eventualmente consultati in qualunque momento dai soggetti interessati.

Il nodo della privacy

Il GPDR (Regolamento UE 679/2016) stabilisce un divieto generale al trattamento dei dati relativi alla salute. Un divieto che, tuttavia, non si applica nel caso di "finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro, valutazione della capacità lavorativa del dipendente, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale?".
Il Garante Privacy con una comunicazione pubblicata lo scorso 2 marzo sul proprio sito web ha ribadito che i datori di lavoro devono astenersi dalla raccolta a priori, in modo "sistematico e generalizzato" dei dati sull'eventuale presenza di sintomi influenzali nei propri dipendenti e collaboratori. Come potranno fare, quindi, le aziende, gli enti e gli uffici territoriali a non incorrere nelle sanzioni previste? Dovranno apporre all'ingresso degli edifici un'informativa dettagliata, che contenga tutte le informazioni richieste dal Regolamento Privacy illustrando chiaramente le modalità di raccolta, le finalità del trattamento, i titolari e i tempi di conservazione dei dati e delle immagini acquisite. Inoltre, dovranno privilegiare tecnologie che assicurano la conformità ai principi di anonimizzazione, che ha lo scopo di impedire l'identificazione dell'interessato, e minimizzazione, limitando la raccolta dei soli dati pertinenti e nella misura strettamente necessaria alle finalità per le quali sono trattati. La funzione di rilevamento volto "on the go" dei termoscanner intelligenti, usata per misurare la temperatura, non riconduce all'identità univoca della persona (si tratta di rilevamento del volto, non di riconoscimento) per cui risulta conforme sia alla normativa Privacy italiana (DLGS 196/2003) sia al GDPR (Regolamento UE 679/2016).

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22 aprile 2020