Un sondaggio condotto da 451 Research e pubblicato oggi dimostra come le preoccupazioni riferite alla tutela dei dati nei nuovi ambienti cloud, IoT e big data siano percepite come molto rilevanti dai CIO.

L'indagine ha interrogato 1.114 alti dirigenti IT, in rappresentanza di altrettante grandi e grandissime aziende. Oltre l'80% degli intervistati ha dichiarato che prevede di utilizzare i dati aziendali all'interno dei nuovi ambienti tecnologici come il cloud, i big data o l'Internet of Things. Di questi, la stragrande maggioranza (85%) ha dichiarato di essere preoccupato o molto preoccupato per la sicurezza dei dati nella nuvola.

Oltre la metà degli intervistati ha espresso preoccupazioni simili riguardo la tutela dell'integrità degli ambienti analitici di gestione dei Big Data, mentre oltre un terzo (36%) è convinto che la protezione dei record che arrivano dagli oggetti interconnessi in ottica IoT sarà la principale preoccupazione per i prossimi mesi.

CISO cloud sicurezza dati

Va forte il cloud ibrido

In cima alle preoccupazioni dei rispondenti ci sono le violazioni della sicurezza o gli attacchi mirati alle infrastrutture del Cloud Service Provider (70%), seguite da un aumento delle vulnerabilità che affliggono le infrastrutture condivise (66%), dalla mancanza di controllo sulla reale posizione dei dati (66%) e dalle carenze a livello di privacy (65%). La scarsa sicurezza percepita risulta, ancora una volta, il fattore più spesso citato come freno tra le aziende riluttanti a spostare i propri dati nella nuvola, ma forte è il ricorso alle soluzioni ibride dove i "gioielli della corona" rimangono gestiti on premise e le applicazioni non core finiscono nel cloud.

Alla luce dell'indagine, 451 Research prevede che la gestione delle policy di sicurezza e la crittografia saranno parte integrante di tutti le future implementazione del cloud, con la crittografia supportata dai cloud provider sia nativamente che tramite le soluzioni di terze parti.

24 febbraio 2016