Dal tracciamento in tempo reale di persone e macchinari alla Cartella Clinica Elettronica, sono numerose le esperienze documentate di nosocomi, cliniche e ospedali pubblici e privati che hanno migliorato l'esperienza del paziente e le prestazioni erogate (riducendo anche i costi) grazie alle tecnologie IoT, al cloud, alla gestione documentale.

 

La Cartella Clinica Elettronica Ospedaliera dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano

L'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano è il primo ospedale per numero di ricoveri ortopedici della Regione Lombardia, con un giro d'affari di oltre 100 milioni di euro l'anno e un migliaio di dipendenti impiegati. Da un paio d'anni, l'Istituto ha implementato una nuova soluzione di gestione end-to-end del percorso terapeutico, una vera e propria cartella clinica elettronica o, meglio, digitale, del paziente chirurgico che va dall'accoglienza al decorso post operatorio, tracciando in dettaglio ogni interazione e mettendo a disposizione del personale medico e sanitario informazioni sempre aggiornate in tempo reale. L'obiettivo principale di questa soluzione di document management evoluta è migliorare l'esperienza del paziente e condividere in real time i suoi dati attraverso un repository, ospitato in cloud, cui possono accedere medici, infermieri, equipe chirurgica e pazienti stessi, attraverso qualunque device connesso a Internet. Il repository contiene l'indicazione della terapia, degli esami (RX, analisi di laboratorio?), degli eventuali impianti chirurgici (garantendone la tracciabilità dalla fabbrica all'arto del paziente). Il sistema permette alla direzione del nosocomio di aggregare i singoli elementi del database per generare indicatori prestazionali (KPI) dell'equipe della sala operatoria. O, ancora, dati utili per ottimizzare tutto il workflow di processo e monitorare la qualità del servizio. In futuro, poi, lo stesso sistema permetterà di monitorare remotamente il paziente dimesso.

 

Smart triage all'ombra della Statua della Libertà per il Mount Sinai Medical Center di New York

La congestione dei servizi di urgenza (il cosiddetto Pronto Soccorso) è una condizione diffusa. Gli operatori sono spesso costretti a prolungare i propri turni di lavoro per far fronte alle necessità dell'ultimo momento. I pazienti, invece, spesso rimangono in attesa diverse ore prima di ricevere un consulto medico. Il Mount Sinai Medical Center di New York ha implementato le tecnologie IoT di Smart Health per dimezzare i tempi di attesa al Pronto Soccorso. La clinica gestisce circa 60mila pazienti ogni anno e ha una capienza di 1.127 posti letto. Grazie a un software che impiega l'Intelligenza Artificiale (AI), oggi l'ospedale è in grado di tracciare le richieste di accettazione e prioritizzarle (in un triage "evoluto") sulla base di 15 diverse metriche, per venire incontro alle esigenze individuali dei singoli pazienti e razionalizzare la gestione dell'emergenza.

Smart surgery e telesurgery: al St Joseph di Hamilton (Canada) il paziente è operato a 400 km di distanza

Il St Joseph Hospital di Hamilton (Canada) offre già da alcuni anni il servizio di chirurgia a distanza (telesurgery) ai suoi pazienti remoti. Da una console situata all'interno del nosocomio, il dottor Mehran Anvari controlla un robot-chirurgo dall'altra parte del Paese, , a 400 chilometri di distanza, al General Hospital di North Bay incidendo, asportando e cauterizzando i tessuti di una ventina di pazienti diversi ogni giorno. La tecnologia in questione sfrutta la robotica avanzata, il cloud e le reti Internet broadband per offrire servizi di Smart Health. Le sue origini risalgono agli anni Settanta, quando la NASA, l'ente spaziale americano, iniziò a studiare un modo per operare gli astronauti in orbita intorno alla Terra. È del 2001 la prima operazione a distanza, condotta da un chirurgo che si trovava a New York su un paziente ospitato in un ospedale francese. I progressi ottenuti sul fronte dell'Intelligenza Artificiale, oggi, permettono di anticipare le possibili situazione anomale, quelle che più di altre possono mettere in forse l'esito di un intervento, e prevenirle. Ma l'AI spiana anche la strada a operazioni completamente robotizzate, che non richiederanno più nemmeno un intervento minimo da parte del chirurgo "umano".

 

Tracking di pazienti, staff e asset: le best practice dell'IRCCS Galeazzi di Milano

L'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano è una vera e propria "cittadella della salute" che si estende su un'area di quasi 36 chilometri quadrati. Difficile per i pazienti non perdersi? Da qualche mese, però, i visitatori del nosocomio possono essere letteralmente guidati in percorsi ottimizzati per raggiungere il proprio medico o il laboratorio analisi. Questo è possibile grazie a un'App mobile che è un vero e proprio sistema di navigazione indoor coadiuvato da una mappatura digitale degli spazi dell'IRCCS. Lo stesso sistema, che sfrutta la tecnologia dei Beacon Bluetooth, è stato utilizzato anche per tracciare (ma si tratta di un progetto ancora in fase sperimentale) la posizione delle apparecchiature medicali all'interno dell'ospedale e agevolare, così, il lavoro del personale addetto alla manutenzione. I manutentori potranno sempre sapere dove si trovano le apparecchiature e scaricare in tempo reale i manuali d'uso dei macchinari. In futuro c'è l'idea di sperimentare anche il people tracking e di riuscire a sapere, quindi, in ogni istante dove si trovano medici e infermieri in turno.

Smart bed: la sfida del Caithness General Hospital di Wick (Scozia)

Il "caos organizzato" dei moderni ospedali è frutto dalla capacità che hanno i responsabili organizzativi di predisporre la presenza delle persone giuste – medici, chirurghi e infermieri – laddove servono e nel preciso istante in cui sono necessarie. I tempi di attesa al pronto soccorso e i ritardi nel trasferimento del paziente da un luogo all'altro dell'ospedale sono alcune delle metriche utilizzate per misurare le performance nei nosocomi del gruppo NHS Highland, nel Regno Unito. Entrambi gli indicatori prestazionali sono in crescita negli ultimi anni e, con questo problema da risolvere, la direzione del Caithness General Hospital di Wick, in Scozia, ha deciso di equipaggiare il nosocomio con 68 smart bed sensorizzati con tecnologie IoT. In passato, i lettini (dotati di attrezzature mediche in grado di tenere in vita il paziente in ogni condizione) dovevano essere sottoposti a check-up mensili, con una procedura manuale che portava via parecchio tempo ai manutentori. Oggi, invece, lo stato d'uso degli smart bed è monitorato continuamente e in modo automatico dai sensori ed è quindi possibile operare gli interventi di manutenzione in modo predittivo, anticipando le cause di possibili malfunzionamenti migliorando l'efficienza operativa in ospedale. La tecnologia digitale dei letti intelligenti (tag Bluetooth) permette di tracciarne i movimenti in tempo reale all'interno del nosocomio, ma anche di trasferire di continuo i dati del paziente a un portale centralizzato, che li rielabora per garantire il monitoraggio costante dei suoi parametri vitali.

 

27 febbraio 2019