L'abitudine all'e-commerce e la progressiva diffusione di tecnologie a supporto dei pagamenti digitali sta portando anche gli shopper italiani a trovare più pratiche e funzionali le alternative all'uso dei contanti. Se è vero che i supermercati senza cassa proposti oltreoceano da Amazon sono probabilmente ancora un'ipotesi nel nostro Paese è anche vero che i colossi della GDO stanno da sperimentando nuove strade di servizio. Qualche mese fa, ad esempio, in tutti i punti vendita Bennet ma anche Esselunga o PennyMarket era stato attivato un nuovo servizio di smart payment indirizzato agli utilizzatori di device Samsung. In che modo? Tramite Samsung Pay, un servizio che permette ai clienti di usare il proprio smartphone Samsung per pagare alle casse in modo sicuro attraverso un'app dedicata. La base dell'integrazione tecnologica è associata all'uso della carta fedeltà degli shopper. L'obiettivo? Rendere il momento del pagamento ancora più veloce. Usare Samsung Pay è semplice: l'utente deve accedere alla app e registrarsi al servizio con il Samsung Account, selezionare aggiungi carta per registrare la propria carta di credito, e poi inquadrarla con lo smartphone e seguire le istruzioni. Al momento del pagamento basta scegliere la carta desiderata, identificarsi e avvicinare lo smartphone al terminale di pagamento.

In Auchan si paga con l'app

Auchan Retail Italia, in collaborazione con Mastercard, ha lanciato l'applicazione Auchan-Speedy che consente di evitare il passaggio in cassa. L'utente, una volta che ha scaricato la app può scansionare i prodotti e acquistarli utilizzando una delle carte di pagamento registrate nel proprio wallet digitale attraverso Masterpass (la soluzione che velocizza il processo di pagamento finale sviluppata da Mastercard). Il servizio è associato al programma fedeltà di Auchan Italia: chi ha aderito a LaTua!Card, infatti, può fare comodamente la spesa e pagare senza dover fare file o code di alcun tipo. Ad oggi il servizio è attivo in MyAuchan a Milano, in Corso San Gottardo, e nel supermercato Auchan di via San Bartolomeo a Brescia ma, secondo la pianificazione della direzione, entro la fine del 2018 i punti vendita abilitati saranno 50. LaTua!Card è una app disponibile per iOS e Android: al cliente, una volta effettuato il download è richiesto di inserire il codice associato alla propria carta fedeltà, i dati anagrafici compresi email e numero di cellulare nonché i dati della carta di pagamento di qualsiasi circuito. Grazie a Masterpass è possibile associare alla app quante carte di pagamento si desiderano. L'ultima fase della registrazione prevede l'impostazione di un pin da parte dell'utente, che servirà per autorizzare il pagamento, anche attraverso l'autenticazione biometrica, come l'impronta digitale o il face ID. Il cliente ha due possibilità di check in nel punto di vendita: abilitare il Bluetooth per sfruttare la tecnologia beacon, oppure inquadrare manualmente con la fotocamera dello smartphone il QR code. Nel primo caso, basterà passare vicino all'entrata e poi all'uscita, per ricevere dalla app la conferma del nome del punto di vendita in cui ci si trova, e per poter aprire e chiudere la spesa. Lo stesso vale anche per la lettura con QR code. Sarà poi sufficiente scansionare con la fotocamera del proprio smartphone il codice a barre dei prodotti e inserirli così nel carrello di spesa virtuale. Con il self scanning, inoltre, sono disponibili tutte le informazioni relative al prodotto: il prezzo e le eventuali promozioni. Alla conferma del pagamento, la app genera un barcode utile per l'apertura del cancelletto o da mostrare al personale dedicato. Lo scontrino si genera in formato pdf e viene inviato all'utente via email e memorizzato nella sezione archivio della app. La piattaforma che gestisce il servizio è interamente basata sul cloud ed è in grado di integrare i differenti modelli di acquisto dei clienti: in-store (mobile self-scanning), e-commerce (online), ibrido (prenota e ritira). Un altro servizio di smart payment per acquistare online la spesa quotidiana è invece quello tramite PayPal. Grazie a una partnership strategica nel settore dei pagamenti digitali, infatti, i clienti dalla fine di settembre possono pagare gli acquisti effettuati sul sito di www.auchan.it anche con un account PayPal. In questo modo, collegandosi al sito gli shopper possono pagare i prodotti nel carrello virtuale in maniera semplice, sicura e veloce, sempre con l'opzione di scelta della consegna a domicilio oppure tramite ritiro gratuito nell'ora e nella data concordata. A oggi il servizio è attivo nelle provincie di Milano, Bergamo, Piacenza e Olbia Tempio Pausania e nei prossimi mesi sarà esteso su altre parti del territorio nazionale.

Carrefour offre il cashless via app

Sullo stesso filone, Carrefour Italia garantisce ai clienti delle sue insegne iper, market ed express di poter pagare la spesa via smartphone in modo semplice, veloce e sicuro. In che modo? Grazie a un nuovo servizio app-centrico, denominato Jiffy, reso disponibile grazie alla partnership con SIA e Intesa Sanpaolo. Una volta scaricata l'app Intesa Sanpaolo Mobile, i clienti di Carrefour Italia possono inquadrare con il proprio smartphone il QR code generato dalla cassa e la transazione è completata in modalità assolutamente cashless. L'innovativa esperienza di pagamento digitale introdotta con Jiffy prevede vantaggi immediati sia per il cliente finale che per i brand della GDO: gli shopper, infatti, dal loro portafoglio digitale XME Pay in pochi semplici passaggi possono pagare presso le casse self o quelle presidiate. In che modo? Anche in questo caso (come il precedente proposto da Auchan) utilizzando l'impronta digitale o il riconoscimento facciale per confermare la transazione. Carrefour Italia, d'altro canto, ha a disposizione un'avanzata modalità di gestione e incasso dei pagamenti. Il servizio Jiffy, già attivo in più di 130 banche italiane, permette anche di scambiare denaro tra privati semplicemente utilizzando i contatti della propria rubrica telefonica ed effettuare pagamenti nei negozi e online. Un altro punto di forza è rappresentato dal recente annuncio di integrazione di Jiffy in BANCOMAT Pay. L'evoluzione digitale del circuito nazionale estenderà la fruibilità dei servizi ad una potenziale platea di 37 milioni di persone titolari di una carta PagoBANCOMAT e oltre 440 banche.

Amazon Go rivede il customer journey eliminando le casse

Amazon Go è la risposta a tutti i desiderata dei consumatori (e dei retailer). Il supermercato intelligente che ha aperto i battenti a Seattle, infatti, è molto più di un semplice concept store di 167 metri quadri che vende le solite cose. Amazon ha eliminato le casse e non lo ha fatto per sostituire con l'automazione il lavoro umano. Cliente al centro, ha letto i dati, ha scoperto quanto e come gli shopper non amino perdere tempo in coda, e ha risolto il problema dei pagamenti cablando il negozio di tecnologie invisibili (come i sensori e l'Intelligenza Artificiale) e visibili (come i gate intelligenti che registrano l'ingresso e l'uscita delle persone e tante telecamere sparse un po' ovunque). Amazon Go, ibrida app, carta fedeltà, gestione degli accessi e dei pagamenti con un sistema di tracciabilità e rintracciabilità che supporta sia la logistica sia il marketing. Una volta scaricata, la App Amazon Go permette di entrare in negozio e iniziare l'itinerario in maniera assolutamente libera: i prodotti si prelevano dagli scaffali e si possono mettere direttamente in borsa. Quando la spesa è finita, si può uscire altrettanto liberamente così come si è entrati. Amazon Go lavora per noi, andando ad addizionare il costo di ogni prodotto selezionato e caricando la spesa sulla carta di credito (che è la stessa già registrata per fare gli acquisti su Amazon). Come avviene tutto questo? Impiegando in maniera nativa mobile experience, sensori, pagamenti digitali, cloud, Internet of Things, AI, BI e analitiche. Qualsiasi tipo di informazione che racconta tutto del viaggio del consumatore: non solo che cosa compra ma anche come cammina, cosa guarda, cosa tocca, cosa prende, cosa fa quando è incerto o cambia idea. Il sistema realizzato è talmente efficiente che, se qualcuno prende un prodotto e poi lo rimette sullo scaffale anche innumerevoli volte perché non si sa decidere, sensori e telecamere lo capiscono e lo fanno sapere all'app, che storna immediatamente il prodotto dalla lista. Lo stress test lo hanno fatto in prima persona le famiglie degli stessi dipendenti di Amazon, che per un anno hanno fatto da cavie, aiutando i tecnici a correggere eventuali problemi. Ad esempio, persone con corporatura e aspetto simili che nello stesso momento acquistavano lo stesso prodotto o persone che, dopo aver preso un prodotto, lo rimettevano su uno scaffale diverso.

 

Le tecnologie abilitanti per gli smart services

Rispetto a un processo di digital transformation, la GDO è stato forse l'ultimo settore ad aver capito quante opportunità potevano arrivare dall'innovazione tecnologica. Negli ultimi anni le cose sono cambiate: oggi sono tantissime le tecnologie che concorrono ad aiutare gli operatori della GDO a cortocircuitare processi e sistemi, mettendo a fattor comune dati e innovazioni utili al business. Dal back end al front end. IoT, cloud e networking sono una triade che abilita l'era della GDO 4.0. Smart control, smart management, smart infotainment e smart payment, infatti, hanno come denominatore comune l'uso di una sensoristica avanzata fatta di tag RFID ed NFC, telecamere, beacon a supporto dell'identificazione automatica univoca e della geolocalizzazione ma anche di sistemi che viaggiano attraverso architetture sempre più As a Service che hanno nel cloud la loro culla di elezione. La gestione delle risorse da un concetto di proprietà si sposta a modelli di servizio incentrati su una potenza computazionale, una sicurezza e una compliance demandati a un provider di riferimento che diventa l'owner della complessità lasciando alle aziende i benefici di una governance più evoluta. Prodotti connessi e comunicanti garantiscono una tracciabilità e una rintracciabilità allo stato dell'arte, che promuove nelle filiere un concetto di value of chain dal produttore al consumatore.

Conclusioni

Gestionali integrati e condivisi permettono di velocizzare la gestione degli ordini e dei riordini, ottimizzando i magazzini e riducendo l'out of stock, favorendo una logistica capace di offrire prodotti e servizi contestuali e personalizzati. Piattaforme di visual content management sempre più performanti e funzionali garantiscono la capitalizzazione di ogni tipo di contenuto. È così che anagrafiche di prodotto, fotografie, video, brochure, volantini, promozioni o intere campagne vengono ragionate attraverso palinsesti sviluppati in un'ottica multimediale e multicanale che permette di veicolare informazioni e messaggi attraverso qualsiasi touch point della relazione e del business: da un totem interattivo a una mail, da una soluzione di digital signage a un SMS. Sistemi di gestione dei pagamenti sempre più convergenti e integrati mettono a regime transazionali di cassa, siti di e-commerce, app e meccanismi di couponing per gestire una dimensione multicanale dei pagamenti che riesce a conciliare le mille derive analogiche e digitali in cui si muovono i consumatori.

 

24 aprile 2019