Facilitazioni per usare tecniche innovative di scavo, semplificazioni burocratiche, abbattimento dei costi imponibili agli operatori dagli enti locali. È il senso dell'ultima tornata di norme che il Governo ha prodotto a favore della realizzazioni di reti in fibra ottica.

Il decreto è passato a febbraio al Consiglio dei Ministri dopo un lungo braccio di ferro istituzionale, proprio sulla falsa riga di semplificazioni analoghe arrivate nel 2013 (che sono state le prime figlie dell'impegno dell'allora Governo Monti a sbloccare le grandi infrastrutture digitali del Paese e in generale lanciare l'Agenda Digitale). 

Due le principali novità dell'ultimo decreto, peraltro richieste all'Italia non solo dagli operatori telefonici ma anche da una Direttiva europea del 2014, ora recepita dal decreto. Primo: "Le specifiche delle tecniche di posa su tralicci e pali, di scavo tradizionale e di scavo a basso impatto ambientale, nonché dei relativi ripristini sono definite dall'Ente nazionale italiano di unificazione attraverso le apposite norme tecniche e prassi di riferimento".
Nasce, quindi, un ente incaricato di definire gli standard tecnologici con cui gli operatori possono scavare e posare in modo sempre più efficiente ed economico. Finora, invece, hanno dovuto attendere successivi interventi normativi che sbloccassero le nuove tecniche di scavo o i nuovi materiali utilizzabili. C'è sempre stata l'esigenza, infatti, dei gestori delle strade di controllare le mosse degli operatori delle telecomunicazioni.  

La svolta normativa dovrebbe accelerare il tutto, togliendo potere decisionale ai gestori delle strade e alle loro lobby, affidandolo invece a un ente terzo, tecnico.

Gli incentivi fiscali

La seconda novità riguarda canoni e tasse imposti dagli enti locali per chi scava. Gli operatori si lamentano di doverne subire molteplici e ridondanti. Il decreto, invece, afferma: "Gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica possono essere soggetti soltanto alle prestazioni e alle tasse o canoni espressamente previsti dal comma 2 della medesima disposizione", cioè quelli per la sola occupazione di suolo pubblico (Tosap e Cosap). I Comuni non saranno più liberi di imporre ulteriori tasse sui lavori. 

Non è ancora chiaro se sia terminata la stagione di semplificazioni richieste dagli operatori per svolgere meglio la propria opera d'infrastrutturazione del Paese. Per capirlo bisognerà attendere lo studio e l'attuazione del nuovo decreto.  Certo è che con l'ultimo decreto si è fatto un grosso passo avanti, che dovrebbe rendere più semplice ed economico cablare reti in fibra ottica nelle strade e nei palazzi italiani, verso l'obiettivo - definito nell'Agenda Digitale - di copertura totale della popolazione italiana entro il 2020.

29 febbraio 2016