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La batteria per la casa di Tesla

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Presentata per la prima volta nel 2015, immagazzina energia usando i pannelli solari oppure la prende dalla rete elettrica quando costa meno

Powerwall montata sul muro esterno di un'abitazione | Fastweb Plus

Quando, nel maggio 2015, vennero svelate per la prima volta, furono molti quelli che alzarono il sopracciglio quasi a chiedersi se Elon Musk fosse serio. Lui, fondatore di PayPal, Tesla e SpaceX (tra le molteplici aziende create), invece, di dubbi non ne aveva poi molti. Le sue Powerwall avrebbero risolto una volta per tutte il più grande problema degli impianti solari ed elettrici domestici: l'accumulo dell'energia prodotta e il suo consumo nei momenti in cui l'efficienza dei pannelli solari è minore (durante la notte o i temporali, ad esempio).

L'obiettivo era quello di trasformare le abitazioni - ma anche gli uffici e piccoli impianti produttivi - in una sorta di mini centrale elettrica, in grado di coprire il proprio fabbisogno energetico in maniera autonoma, grazie all'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico. Nascono così le Powerwall (traducibile letteralmente con "Energia da muro"), la soluzione di Elon Musk per rendere energeticamente autosufficienti tutte le abitazioni del mondo.

 

Una Powerwall

 

Che cosa sono le Powerwall

Da un punto di vista tecnico, le Powerwall sono delle batterie domestiche collegate a un impianto fotovoltaico che accumulano il surplus energetico prodotto dai pannelli solari di casa. Questa energia può essere poi utilizzata nel corso della sera e della notte o in momenti nei quali la produzione di energia fotovoltaica non è sufficiente a coprire il fabbisogno domestico. Si tratta, quindi, di un sistema di accumulo composto da varie batterie agli ioni di litio immerse in una soluzione liquida che ne garantisce il raffreddamento e l'efficienza di carica-scarica. Arrivate alla seconda generazione - presentata nell'ottobre 2016 - le Powerwall sono progettate e pensate per rendere energeticamente autonome le abitazioni e abbattere così i costi della bolletta elettrica.

Un paragone potrebbe aiutarci a comprendere in maniera più semplice cosa sono effettivamente le Powerwall. Accade sempre più di frequente che i possessori di smartphone utilizzino delle batterie esterne per ricaricare il dispositivo mentre non sono né in casa né in ufficio. Ciò permette loro di arrivare a fine giornata con lo smartphone ancora acceso e di non essere costretti ad attivare la modalità di risparmio energetico o disattivare la connessione dati. Le Powerwall hanno, a grandi linee, lo stesso scopo: fornire una fonte energetica secondaria in caso di necessità. Le batterie a energia solare di Tesla accumulano energia nel corso della giornata per poi essere "scaricate" nel corso della sera e della notte, quando la fonte energetica principale (i pannelli fotovoltaici) non sono più in grado di alimentare l'impianto elettrico domestico.

 

App Tesla per gestire la Powerwall

 

A cosa servono e come funzionano le Powerwall

Alta più di un metro e pesante circa 120 chilogrammi (le misure esatte sono 115 x 75 x 15 centimetri per 125 chilogrammi), una Powerwall serve, come accennato, ad alimentare l'abitazione - o l'ufficio - quando l'efficienza produttiva dei pannelli solari o la loro capacità produttiva è inferiore alla "richiesta interna". Dotate di una capacità di carica di 13,5 kilowattora, è in grado di erogare istantaneamente fino a 7 kilowatt (dato di picco) o 5 kilowatt in maniera continuativa. Se venisse usata sempre al massimo, dunque, una Powerwall sarebbe in grado di garantire un'autonomia minima di 2,5 ore.

La Powerwall, gestibile da smartphone grazie all'app sviluppata da Tesla, può accumulare carica sfruttando due fonti differenti. Da un lato, trattandosi di una batteria a energia solare, sfrutta il surplus produttivo dell'impianto fotovoltaico, garantendo così un forte risparmio energetico; dall'altro attinge direttamente alla rete elettrica nazionale nei momenti di minor carico e minor costi, così da abbattere i costi della bolletta della corrente elettrica.

PowerWall e Solar Roof

 

Solar Roof di Tesla

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La prima generazione di Powerwall, come detto, venne presentata da Elon Musk nel maggio 2015, ma non ebbe vita lunghissima. Già nell'ottobre 2016 il papà di Tesla e SpaceX lancia sul mercato la seconda versione della sua batteria domestica a energia solare, rinnovata sia nell'aspetto che nelle caratteristiche tecniche (maggior capacità di carica e maggior potenza). In quella stessa occasione, Musk toglie i veli anche dal Solar Roof (o tetto solare), vere e proprie tegole fotovoltaiche capaci di eliminare definitivamente l'impatto visivo causato dai pannelli fotovoltaici. Le tegole del Solar Roof, infatti, incorporano al loro interno le celle fotovoltaiche che hanno il compito di trasformare l'energia solare in energia elettrica, rendendo così superflua l'installazione dei pannelli.

 

6 maggio 2018

A cura di Cultur-e
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