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I testi generati con Claude nasconderanno un watermark invisibile

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Claude introdurrà un watermark invisibile nei testi generati dall'intelligenza artificiale, utile per riconoscere i contenuti creati con il chatbot di Anthropic.

Claude gguy / Shutterstock.com

In Breve (TL;DR)

  • I futuri modelli Claude inseriranno un watermark invisibile nei testi generati, senza aggiungere simboli, caratteri nascosti o informazioni identificative sull'utente.
  • Il sistema utilizza una versione di SynthID-Text e crea uno schema statistico attraverso le scelte linguistiche effettuate dal modello, senza modificare in modo percepibile qualità e leggibilità.
  • Anthropic introdurrà il watermark anche per adeguarsi agli obblighi dell'AI Act europeo e sta preparando un'API che consentirà di verificare la probabilità del coinvolgimento di Claude nella produzione di un testo.

I testi prodotti con Claude potranno essere riconosciuti grazie a un watermark invisibile. Anthropic ha annunciato che i futuri modelli del suo chatbot genereranno contenuti contenenti una sorta di firma digitale, non percepibile durante la lettura ma rilevabile attraverso uno specifico sistema di verifica.

A differenza dei watermark che siamo abituati a vedere sulle immagini, però, Claude non aggiungerà scritte, simboli o caratteri nascosti al testo. Il sistema interviene direttamente sul processo con cui il modello sceglie le parole, creando uno schema statistico che permette successivamente di stabilire la probabilità che Claude sia stato coinvolto nella generazione del contenuto.

La novità è legata anche all'entrata in vigore degli obblighi previsti dall'AI Act dell'Unione Europea per la trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. Anthropic ha aderito al Codice di buone pratiche europeo sulla trasparenza dei contenuti AI e, almeno inizialmente, applicherà il watermark a livello globale e non soltanto nell'UE.

Come funziona il watermark nei testi di Claude

Per capire il funzionamento del nuovo sistema bisogna considerare il modo in cui opera un modello linguistico. Quando Claude genera un testo, sceglie progressivamente le parole tra diverse alternative possibili sulla base di quanto è stato scritto fino a quel momento.

In molti casi possono esserci più parole ugualmente appropriate. È proprio in queste situazioni che entra in gioco il watermark. Il sistema utilizzato da Anthropic è una versione dell'approccio SynthID-Text sviluppato da Google DeepMind.

Invece di aggiungere qualcosa al contenuto dopo averlo generato, il metodo modifica la fonte di casualità utilizzata dal modello quando deve scegliere tra parole equivalenti. Ripetendo queste scelte lungo il testo viene prodotto uno schema riconoscibile attraverso una chiave specifica.

Per il lettore, invece, non cambia nulla. Anthropic sostiene che i propri test non abbiano rilevato effetti pratici sulla qualità, sulla creatività o sulla leggibilità delle risposte. Il watermark non richiede nemmeno token aggiuntivi e dovrebbe avere un impatto trascurabile sulla velocità di generazione e nessun costo aggiuntivo per l'utente.

Un altro elemento importante riguarda la privacy. La firma non contiene informazioni sull'utente, sull'organizzazione a cui appartiene o sulla conversazione nella quale è stato prodotto il contenuto. Non può quindi essere utilizzata per risalire alla persona che ha chiesto a Claude di generare un determinato testo.

Come riconoscere un testo generato con Claude

Il watermark non sarà visibile a occhio nudo. Per verificarlo sarà necessario utilizzare uno strumento capace di riconoscere lo schema statistico lasciato durante la generazione. Anthropic ha annunciato che metterà a disposizione una API dedicata alla rilevazione del watermark, anche se i dettagli sul suo funzionamento e sulle modalità di accesso devono ancora essere definiti.

La verifica non permetterà comunque di affermare con certezza che un testo è stato interamente scritto da Claude. Il risultato indicherà invece la probabilità che il chatbot sia stato coinvolto nella sua produzione. Non consentirà nemmeno di stabilire se un contenuto sia stato creato da un'altra intelligenza artificiale, perché gli altri sistemi possono utilizzare metodi e chiavi differenti.

L'efficacia dipende inoltre dalla quantità e dalla tipologia di testo analizzato. Su un contenuto molto breve ci sono meno scelte linguistiche da osservare e quindi la rilevazione è meno affidabile. Lo stesso vale per testi strettamente fattuali, nei quali il modello ha minore libertà nella scelta delle parole.

Il watermark potrebbe essere poco evidente anche quando Claude viene utilizzato soltanto per correggere grammatica e punteggiatura di un testo scritto da una persona. In questo caso gran parte delle parole resta quella originale e il modello compie troppo poche scelte per lasciare necessariamente una traccia rilevabile.

Diverso è il caso delle traduzioni: poiché Claude deve scegliere tutte le parole del testo tradotto, Anthropic specifica che queste saranno sottoposte al sistema di watermarking. Anche nel codice la presenza della firma sarà generalmente più limitata, perché molte istruzioni richiedono termini precisi e lasciano meno possibilità di scelta al modello.

Perché Anthropic introduce il watermark

La decisione è collegata alle nuove regole europee sulla trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. Anthropic, insieme ad altri importanti sviluppatori di modelli AI, ha firmato nel luglio 2026 il Codice di buone pratiche europeo sulla trasparenza dei contenuti generati dall'AI.

Il sistema verrà applicato ai futuri modelli Claude e, inizialmente, sarà introdotto globalmente. Anthropic spiega infatti di non avere ancora un sistema sufficientemente stabile per limitare il watermarking in base alla regione geografica. Per i modelli lanciati prima del 2 agosto 2026 è previsto invece un periodo di transizione e l'azienda sta lavorando per estendere progressivamente la tecnologia anche a questi.

Il watermark, in ogni caso, non deve essere considerato una prova definitiva dell'autore di un testo. Può indicare che Claude è stato probabilmente coinvolto nella creazione o nella modifica del contenuto, ma non stabilisce chi ne sia l'autore né modifica i diritti dell'utente sul risultato prodotto.

C'è infine un limite inevitabile: modificando pesantemente il testo il watermark può essere indebolito o eliminato. Piccole modifiche potrebbero non essere sufficienti, mentre una riscrittura completa può farlo scomparire.

L'obiettivo è quindi soprattutto aumentare la trasparenza sull'origine dei contenuti generati dall'AI, introducendo un segnale che resta completamente invisibile durante il normale utilizzo di Claude.

Per saperne di più: Claude AI, guida completa al chatbot di Anthropic

Come Google marca i contenuti generati con AI e perché lo fa

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Domande frequenti (FAQ)

  • Cos'è il watermark dei testi di Claude?
    È uno schema statistico invisibile inserito durante la generazione che permette di valutare la probabilità che Claude abbia contribuito alla produzione del testo.
  • Il watermark di Claude sarà visibile nei testi?
    No. Non vengono aggiunti scritte, simboli o caratteri nascosti e il testo apparirà normalmente al lettore.
  • Come si potrà riconoscere il watermark di Claude?
    Anthropic sta preparando un'API dedicata che permetterà di verificare la presenza della firma statistica, ma non ne ha ancora comunicato tutti i dettagli.
  • Il watermark permette di sapere chi ha usato Claude?
    No. Non contiene informazioni sull'utente, sull'organizzazione o sulla conversazione e non permette di risalire alla persona che ha generato il contenuto.
  • Il watermark di Claude può essere eliminato modificando il testo?
    Piccole modifiche potrebbero non rimuoverlo completamente, mentre una riscrittura molto ampia o totale può rendere il watermark non più rilevabile.
A cura di Cultur-e
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