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Apple si affida a Nvidia e a Gemini per rendere Siri più smart

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Apple potrebbe usare Gemini e chip Nvidia Blackwell B200 per delle richieste della nuova Siri AI, garantendo comunque elevati livelli di privacy. Cosa sappiamo

Siri sdx15/Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • La nuova Siri potrebbe usare Gemini di Google per le richieste AI più complesse, mantenendo le attività quotidiane gestite direttamente su iPhone.
  • Apple punta a proteggere la privacy con i chip Nvidia Blackwell e tecnologie che mantengono i dati crittografati anche nel cloud.

Apple sta ridisegnando da zero Siri, potenziando il celebre assistente vocale con l’intelligenza artificiale in modo da colmare il divario con i chatbot di ultima generazione.

Secondo le indiscrezioni condivise da 9to5Mac, però, la vera sorpresa di questa evoluzione sta nel motore che muoverà questo nuovo assistente AI che si affiderà ai modelli Gemini di Google, eseguiti sull'infrastruttura Google Cloud.

Per rendere questa partnership accettabile sul fronte della sicurezza, l'azienda di Cupertino ha approvato l'impiego dei nuovissimi chip Nvidia Blackwell B200 all'interno dei server di Mountain View. Il fulcro dell’accordo è l'adozione del cosiddetto confidential compute (calcolo riservato), una tecnologia hardware avanzata che promette di blindare la privacy degli utenti, cifrando i dati sensibili persino nel momento esatto in cui vengono elaborati dalle potentissime GPU di Nvidia.

Perché Apple potrebbe usare Gemini per potenziare Siri

Importante sottolineare che Apple non intende sostituire Siri con l’AI di Google, ma integrerà una versione in licenza dei modelli Gemini per delegare loro la gestione delle query generiche e più articolate, come la sintesi di lunghi testi, la scrittura creativa o l'analisi di codici complessi.

Questa decisione evidenzia un netto cambio di strategia da parte del colosso di Cupertino, dettato essenzialmente dalla necessità di recuperare rapidamente terreno sulla concorrenza che è ben più avanti nel settore dell'intelligenza artificiale generativa.

Da quello che sappiamo, le richieste quotidiane e personali (come fissare un promemoria, inviare un messaggio o controllare la domotica) continueranno a essere gestite on-device grazie ai chip Apple Silicon, garantendo dunque gli elevati livelli di privacy da sempre al centro della strategia della celebre mela.

Quando l'utente formulerà una domanda più elaborata o chiederà qualcosa che supera le capacità di calcolo dello smartphone, Siri passerà la mano a Gemini, sfruttando la scalabilità e la potenza dei modelli linguistici di Big G.

In che modo Nvidia dovrebbe proteggere i dati della nuova Siri

Il passaggio di dati personali dall'iPhone ai server di Google solleva ovviamente degli interrogativi legati alla riservatezza. Per rassicurare i consumatori, Apple ha imposto requisiti di sicurezza rigidissimi all'interno dei data center partner, individuando nei chip Blackwell B200 di Nvidia la soluzione ideale.

La difesa della privacy, come già accennato, si baserà sul concetto di confidential compute. Tradizionalmente, i dati sono protetti quando sono salvati in memoria o mentre viaggiano sulla rete, ma devono essere decifrati quando la GPU li elabora per generare una risposta. Il confidential compute di Nvidia supera questo limite, creando un'area di memoria totalmente isolata e protetta, chiamata Trusted Execution Environment.

Ovviamente, all'interno di questa "cassaforte digitale" i dati inviati da Siri vengono elaborati rimanendo sempre crittografati. Né Google, né Nvidia, né eventuali accessi esterni non autorizzati possono, quindi, intercettare, leggere o archiviare il contenuto delle richieste o le informazioni dell'utente.

Grazie a questo sistema di sicurezza, Apple punta a offrire un assistente virtuale molto più intelligente e versatile di quello attuale ma senza scendere a compromessi sulla tutela della privacy, da sempre uno dei pilastri dell'identità del colosso di Cupertino.

Per saperne di più: IOS, caratteristiche del sistema operativo Apple

La nuova Siri è in arrivo, ma Apple cambia strategia e punta sull'AI di Gemini

Apple ha confermato l’arrivo della nuova Siri nel 2026, ma si prevede un cambio di strategia. L’assistente potrebbe basarsi su Gemini e integrare altre AI

Domande frequenti (FAQ)

  • In che modo Apple sta potenziando Siri con l'intelligenza artificiale?
    Apple sta ridisegnando da zero Siri, potenziandolo con l'intelligenza artificiale per colmare il divario con i chatbot di ultima generazione.
  • Qual è il motore che muoverà il nuovo assistente AI di Siri?
    Il nuovo assistente AI di Siri si affiderà ai modelli Gemini di Google, eseguiti sull'infrastruttura Google Cloud.
  • In che modo Apple utilizzerà i chip Nvidia Blackwell B200 per Siri?
    Apple impiegherà i chip Nvidia Blackwell B200 all'interno dei server di Google per garantire la sicurezza dei dati sensibili elaborati da Siri.
A cura di Cultur-e
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