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Finestra Johari, che cos’è e come aiuta a dare feedback migliori

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La finestra Johari, o schema Johari, è uno strumento che permette alle persone di auto-conoscersi e di avere maggiore autoconsapevolezza di se stessi

finestra di johari per i feedback Shutterstock

Conoscere se stessi e avere una maggiore consapevolezza della propria personalità, delle proprie conoscenze e competenze è necessario per poter comunicare con gli altri, per poter restituire feedback e per poter valutare il proprio lavoro nella maniera corretta.

Per poter assumere una maggiore consapevolezza è richiesto tempo, esperienze di vita e lavorativa e un lavoro di autoanalisi e di introspezione in cui si analizza il proprio comportamento in determinate situazioni cercando di essere il più oggettivi possibili e lasciando da parte l’emotività. Si può ricorrere ad alcuni metodi e ad alcune tecniche, che rendono più semplice conoscersi, scoprire i propri punti di forza, quelli di debolezza e comprendere come migliorarsi. Tra queste vi è la finestra di Johari.

La finestra o schema Johari viene spesso usato dai manager per conoscersi meglio e per migliorare le qualità comunicative con il proprio team di lavoro. Scopriamo di cosa si tratta e come questo prezioso strumento può diventare un valido alleato per raggiungere obiettivi, risultati e portare a termine i propri progetti.

Finestra di Johari, che cos’è

feedback

Shutterstock

Per comprendere l’utilità della finestra di Johari è bene sapere che le persone non hanno un solo aspetto caratteriale, ma molte sfaccettature. Ci sono aspetti di sé che tengono nascosti o che mostrano solo alle persone più vicine, aspetti che sono riservati, ad esempio all’ambito lavorativo e aspetti che si palesano nel momento della socializzazione.

Per poter comunicare meglio, ognuno dovrebbe essere consapevole di tutte queste caratteristiche ed è per questo che, nel 1955, due psicologi americani, Joseph Luft e Harry Ingham, hanno elaborato uno schema, il cui nome proviene dall’unione dei loro nomi: la finestra Johari.

Questo modello è nato per poter studiare le dinamiche di gruppo e per poter essere utilizzato in uno studio che i due stavano conducendo presso l’Università della California. In seguito, fu solo Joseph Luft ad approfondire la tecnica, perfezionando uno strumento che consente di analizzare sia altri gruppi di persone (un team) o noi stessi.

La finestra di Johari è stata elaborata da Joseph Luft e Harry Ingham, due psicologi statunitensi. È uno strumento che consente di analizzare se stessi o gruppi di persone e rilasciare feedback migliori e puntuali

La finestra di Johari è stata realizzata dopo che è stato osservato il modo in cui gli individui effettuano scambi comunicativi tra di loro e come espongono le informazioni personali. In questi studi si è evidenziato come non tutti riescono a mostrare in modo volontario alcuni lati e a comunicare con consapevolezza. Per aumentare questa qualità è opportuno ottenere dei feedback, che sono particolarmente utili per favorire l’integrazione all’interno dei gruppi e il raggiungimento di obiettivi comuni.

Lo strumento realizzato semplifica e spiega come una persona si relaziona con gli altri. È costituito da quattro quadranti, ognuno dei quali ha un significato specifico. I due pannelli che appartengono alla riga superiore contengono tutte le informazioni dell’individuo che gli altri conoscono. Nella riga inferiore ci sono quelle sconosciute. 

Ci sono, poi, le colonne. I quadranti presenti nella colonna di sinistra contengono quello che è conosciuto a se stessi, in quella di destra quello che non conosciamo. Dall’intersezione di righe e colonne risultano specifici settori che contengono informazioni preziose per sviluppare la propria consapevolezza.

Finestra di Johari, cosa indicano i quattro quadranti

finestra di johari

Shutterstock

Il primo quadrante posizionato in alto a sinistra nasce dall’intersezione della colonna che indica ciò che è noto a se stessi e dalla riga che contiene ciò che è noto agli altri. Viene definito ‘Aperto’ o ‘Arena’ e contiene tutte le informazioni che vengono condivise volontariamente.

Tra queste vi rientrano i dati più noti, come il proprio nome, la professione svolta, eventuali amicizie e informazioni familiari, le proprie competenze, gli interessi o gli hobby. Possono esservi inserite anche emozioni o sentimenti, comportamenti che vengono quotidianamente assunti, i bisogni o dei desideri rivelati. Il primo quadrante, quindi, fa riferimento ad un’area pubblica e si arricchisce man mano che la conoscenza di una persona si fa più profonda.

Il secondo quadrante nasce dall’intersezione di ciò che la persona conosce di sé stessa, ma che rimane ignoto agli altri. Fa riferimento ad un’area privata, perché contiene tutto ciò che la persona decide consapevolmente di non far diventare di pubblico dominio. Viene chiamato ‘Facciata’ o ‘Segreto’, e può contenere informazioni come il proprio stipendio, eventuali insuccessi, problemi personali o di salute, paure e tanto altro ancora.

Più informazioni si decidono di condividere con gli altri, più il quadrante Facciata si svuota in favore di quello denominato Arena

Il terzo quadrante, che si trova in alto a destra, è chiamato ‘Punto cieco’ e può rivelare informazioni interessanti, perché contiene tutto ciò che è conosciuto dagli altri, ma sconosciuto a se stessi. Contiene qualità e dati che gli altri riconoscono alla persona, ma che la stessa persona ignora o di cui non si rende conto. Questo pannello si svuota quando si richiedono e si ottengono feedback da terze persone e si comincia ad avere una maggiore consapevolezza di sé stessi. 

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Il quarto e ultimo quadrante viene chiamato ‘Ignoto’ e dovrebbe contenere le informazioni ignorate da tutti. Questo pannello, che fa parte dell’area dell’inconscio, viene spesso ignorato, poiché richiede uno sforzo maggiore: studiarsi e mettersi alla prova con nuove attività e facendo nuove esperienze. Solo così si può essere in grado di scoprire lati del proprio carattere o competenze di cui si era all’oscuro.

Come utilizzare la finestra di Johari

feedback di gruppo

Shutterstock

La finestra di Johari può essere utilizzata in maniera semplice. Si può creare una lista di aggettivi, di soft skills e hard skills, di comportamenti, emozioni, qualità e tanto altro ancora. Chi compila il modello può inserire nel primo quadrante quelli che ritiene che facciano parte di sé, mentre gli altri partecipanti possono attribuirgliene altri.

Ricevendo e dando dei feedback si completano i primi tre quadranti. Allo stesso tempo, si riceveranno stimoli per poter riempire il quarto con nuovi attributi.

Per saperne di più: Cos'è il Self Empowerment Personale

A cura di Cultur-e
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