Il Sole ha affascinato l’uomo sin dalla notte dei tempi. Molte antiche civiltà lo consideravano addirittura una divinità tra le più importanti. Basti pensare a Elio, il dio Sole greco, o Ra, il suo omologo egiziano; ma figure simili le troviamo anche nella mitologia azteca, in quella cinese e indiana. Un fascino che la nostra stella mantiene immutato ancora ai giorni nostri, tanto che ancora oggi molti dedicano interi giorni alle osservazioni solari. E il fenomeno che più affascina i novelli Galileo Galilei (il primo a monitorare il Sole e la sua attività grazie al cannocchiale) è quello delle tempeste solari. Questi fenomeni altro non sono che violente esplosioni che si verificano a livello della corona solare (la parte più esterna della nostra stella) con rilascio di materia solare (carica elettricamente e magneticamente e per questo sono dette anche eruzioni magnetiche) che viaggia nel Sistema Solare sotto forma di vento solare. Se queste esplosioni sono particolarmente violente, il vento solare (e le particelle che lo compongono) può arrivare ad “investire” la Terra, interagendo con il nostro campo magnetico e producendo quel fenomeno eccezionale che va sotto il nome di aurora boreale.

 

 

Non tutti, però, possono permettersi un telescopio (e relativa attrezzatura) che dia l’opportunità di osservare senza pericoli il Sole. Oppure non sono abbastanza pazienti. Per tutte queste persone che vorrebbero comunque guardare da vicino il Sole senza troppa fatica, possono ricorrere ad Internet. Grazie alle decine di satelliti artificiali che ogni giorno osservano e tengono sotto controllo il nostro astro, possiamo restare continuamente aggiornati sull’attività solare giorno e notte stando comodamente seduti alla nostra scrivania. Uno dei siti che raccoglie il maggior numero di informazioni è il “nostrano” Passione Scienza, che nella sezione dedicata all’osservazione solare mette a disposizione degli utenti dati riguardanti la situazione del Sole in tempo reale. Ma anche la NASA fornisce moltissime risorse. Ad esempio, attraverso il sito Internet del progetto Solar Dynamics Observatory, nel quale vengono raccolte le immagini in tempo reale del Sole visto attraverso differenti spettri e lunghezze d’onda. Il Solar Data Analysis Center, invece, raccoglie tutti i dati storici sull’attività solare e li mette a disposizione degli internauti.

 

 

Ma l’osservazione solare può servire anche a prevedere le aurore boreali. L’aurora boreale, infatti, non è nient’altro che l’interazione tra il campo magnetico terrestre e le particelle cariche magneticamente che il Sole sprigiona a ogni tempesta. Le aurore sono visibili soprattutto tra novembre e marzo e la stagione che sta per terminare è stata particolarmente fortunata per i cacciatori di aurore. Il Sole, nella fase crescente della sua attività undecennale, ha regalato moltissime tempeste, colorando di un verde acceso molte notti dell’emisfero boreale.

 

6 febbraio 2013

 

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb