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L’impianto a gas è davvero sicuro? Segnali di rischio e controlli da fare

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L’impianto a gas è un elemento centrale per la sicurezza della casa: ecco quali controlli da fare, come riconoscere e prevenire fughe di gas e altri rischi

Fornelli a gas Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • L’impianto a gas domestico richiede controlli periodici per garantire sicurezza ed evitare rischi come perdite o malfunzionamenti.
  • Segnali come fiamma anomala, odore di gas o consumi elevati possono indicare problemi da non sottovalutare.
  • La manutenzione affidata a tecnici qualificati e l’uso di dispositivi di rilevazione aiutano a prevenire situazioni pericolose.

Capire se un impianto a gas è sicuro è fondamentale, ma spesso non è così immediato. Perdite, malfunzionamenti o una manutenzione insufficiente possono aumentare i rischi in casa senza segnali evidenti, soprattutto nel tempo. Senza contare che un malfunzionamento può causare sprechi di gas e aumento della bolletta.

Bastano però controlli semplici e periodici per ridurre sprechi e pericoli, anche i più gravi, come le fughe di gas. Sapere cosa verificare, riconoscere i segnali di pericolo e intervenire nel modo corretto permette di gestire l’impianto in sicurezza e prevenire situazioni critiche.

  • 1. Cosa comprende l’impianto a gas domestico e come funziona
    Impianto gas

    Shutterstock

    Un impianto a gas domestico è composto da diversi elementi che lavorano insieme per distribuire il combustibile in modo sicuro all’interno della casa. Tra i principali ci sono le tubazioni, i raccordi, il contatore e gli apparecchi collegati, come piano cottura, caldaia e scaldabagno. Il funzionamento è semplice: il gas arriva dall’esterno attraverso la rete di distribuzione o da una bombola, viene regolato e convogliato verso gli apparecchi che lo utilizzano per la combustione.

    Da questa combustione si ottiene calore per cucinare, riscaldare l’acqua o alimentare l’impianto di riscaldamento. Proprio perché si basa su un processo di combustione, è fondamentale che ogni componente sia in buono stato e che l’aria nei locali sia adeguatamente ventilata. Anche piccoli difetti possono compromettere l’efficienza e la sicurezza dell’intero sistema.

  • 2. Cosa dice la normativa sugli impianti a gas
    Gas domestico

    Shutterstock

    La sicurezza degli impianti a gas è regolata da regole precise che stabiliscono come devono essere installati, controllati e mantenuti nel tempo. In Italia, la normativa da tenere in considerazione è il DM 37/2008, che disciplina l’installazione degli impianti negli edifici e stabilisce l’obbligo di certificazione da parte di tecnici abilitati.

    A questo si affiancano norme tecniche come la UNI CIG 7129, che definisce i criteri per progettazione e verifica degli impianti, e la UNI 10738, dedicata ai controlli sugli impianti esistenti. Un altro aspetto importante riguarda l’efficienza energetica, regolata anche dal Decreto Legislativo 192/2005, che introduce controlli periodici sugli impianti termici. Per l’utente, questo si traduce in un principio semplice: ogni intervento deve essere eseguito da personale qualificato e ogni impianto deve essere certificato e mantenuto nel tempo secondo le scadenze previste.

  • 3. Quali sono i controlli da fare sull’impianto del gas
    Controlli sull'impianto a gas

    Shutterstock

    La sicurezza di un impianto a gas dipende quasi sempre dalla manutenzione: i controlli devono essere fatti da un tecnico abilitato, che al termine dei lavori rilascia un documento di conformità. La caldaia va revisionata periodicamente, per esempio una volta l’anno, ma è proprio il tecnico a dare indicazioni precise. In quella occasione è utile controllare anche lo stato generale dell’impianto, incluse tubature e raccordi che possono usurarsi nel tempo. Il controllo dei tubi del gas è spesso trascurato. I tubi flessibili in gomma, ad esempio, si deteriorano progressivamente e devono essere sostituiti ogni cinque anni, anche se non presentano problemi evidenti.

    È importante verificare anche i fornelli: i modelli più recenti sono dotati di termocoppia, un sistema di sicurezza che interrompe il flusso di gas in assenza di fiamma. Infine, le aperture di ventilazione nei locali dove sono presenti apparecchi a gas devono essere sempre libere. Ostruirle può aumentare il rischio e, in caso di incidente, comportare anche responsabilità legali.

  • 4. Quali sono i segnali di rischio
    Gas domestico

    Shutterstock

    Alcuni segnali indicano che qualcosa non va e non vanno ignorati. Una fiamma gialla o arancione, invece del classico colore blu, può segnalare una combustione non corretta. Anche una fiamma instabile o che si spegne facilmente è un campanello d’allarme. Macchie di ruggine, corrosione o umidità su tubi e raccordi indicano un possibile deterioramento dell’impianto. Un aumento improvviso dei consumi di gas, senza cambiamenti nelle abitudini, può essere legato a una perdita. Anche sintomi fisici come mal di testa, nausea o vertigini possono essere segnali di presenza di gas o monossido di carbonio.

    Non basta sapere quali sono i rischi, bisogna anche interpretarli subito. Il primo segnale è l’odore di gas in casa. Il metano è inodore, ma viene trattato con sostanze che gli conferiscono un odore riconoscibile, simile a quello dell’aglio. Un rumore simile a un fischio può indicare una fuoriuscita da tubi o raccordi. Per individuare una piccola perdita si può usare un metodo semplice: applicare acqua e sapone sui giunti. La formazione di bolle indica la presenza di una fuga. Esistono anche rilevatori elettronici di gas, che monitorano l’aria e attivano un allarme quando la concentrazione supera i livelli di sicurezza domestica.

  • 5. Cosa fare in caso di perdita di gas
    Perdite gas domestico

    Shutterstock

    In caso di sospetta perdita, la prima cosa da fare è aprire subito porte e finestre per far circolare l’aria. Subito dopo, bisogna chiudere il rubinetto del gas per interrompere il flusso. È fondamentale evitare qualsiasi azione che possa generare scintille: non accendere luci, non usare dispositivi elettrici e non accendere fiamme. Se l’odore è forte, bisogna uscire dall’abitazione e chiamare i soccorsi (115 o 112) dall’esterno.

    La prevenzione resta la misura più efficace. La manutenzione regolare e i controlli periodici aumentano la sicurezza della casa. È consigliabile installare un rilevatore di gas e, se possibile, anche un rilevatore di monossido di carbonio. Quando si esce di casa per più giorni, è buona abitudine chiudere il gas. Infine, affidarsi sempre a tecnici qualificati per qualsiasi intervento è la scelta più sicura per garantire il corretto funzionamento dell’impianto.

    Per saperne di più: Energia elettrica: tecnologia, innovazione, sostenibilità e risparmio energetico

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Domande frequenti (FAQ)

  • Come capire se l’impianto a gas è sicuro?
    È importante controllare periodicamente lo stato di tubi, raccordi e apparecchi come caldaia e fornelli. Un impianto sicuro deve essere certificato e mantenuto da un tecnico abilitato, che verifica eventuali perdite, usura dei materiali e corretto funzionamento. Anche la ventilazione dei locali gioca un ruolo fondamentale.
  • Ogni quanto va controllato l’impianto a gas?
    La caldaia va revisionata generalmente una volta l’anno, mentre l’impianto nel suo insieme deve essere verificato secondo le indicazioni del tecnico e della normativa. Alcuni componenti, come i tubi flessibili, vanno sostituiti ogni cinque anni anche se non presentano problemi evidenti.
  • Quali sono i segnali di una possibile fuga di gas?
    I segnali più comuni sono l’odore di gas, una fiamma gialla o instabile, rumori simili a un fischio provenienti dai tubi e un aumento anomalo dei consumi. Anche sintomi fisici come mal di testa, nausea o vertigini possono indicare la presenza di gas o monossido di carbonio nell’ambiente.
A cura di Cultur-e
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