Agiscono di soppiatto, si muovono in punta di piedi, tentano di minimizzare al massimo i rumori che provocano. Esattamente come fossero un gruppo di ribelli in territorio nemico. In effetti, il team di ingegneri Google che nel 2006 costituì il Data Liberation Front (qui il blog) ricorda un po’, sia per i modi che per il vestiario, un gruppo di guerriglieri sudamericani degli anni ’70. Ma, a differenza loro, l’obiettivo dei professionisti di Mountain View è molto più “materiale” e modesto: dare la possibilità agli utenti di scaricare i propri dati personali archiviati nei server Google. E per farlo hanno dato il là al progetto Takeout.

 

 

Il Data Liberation Front (letteralmente Fronte per la Liberazione dei Dati, nome mutuato in parte da Monty Python) potrebbe essere descritto come un movimento di fronda che si muove all’interno di Big G per minarne le fondamenta. Ma è esattamente il contrario. Gli ingegneri di Google diedero vita a questa impresa dopo aver ripetutamente ascoltato Eric Schmidt, allora CEO della società di Mountain View, parlare contro le trappole e i vicoli ciechi. E proprio il recupero dei dati personali quando si decide di abbandonare un servizio web è tra le trappole più ostiche da cui liberarsi.

Così, dopo 4 anni circa di sviluppo, il team di Data Liberation Front ha rilasciato il tool Google Takeout, che permette di scaricare i propri dati (foto, aggiornamenti di status, file vari, mail, allegati, video, ecc.) prima di cancellarsi da uno dei servizi offerti da BigG. In maniera facile e intuitiva. Cosa bisogna fare? Accedere a Google Takeout, scegliere uno dei servizi ad oggi “coperti” e premere sul pulsante di download. In qualche minuto (dipende dalla quantità di dati da scaricare) rientrerete in possesso dei vostri documenti archiviati in un file zip. Il tutto utilizzando formati file aperti e liberamente consultabili da tutti.

 

 

A oggi sono 27 i servizi Google dai quali è possibile scaricare i propri dati. Tra questi troviamo Google+, YouTube, Gmail, Voice, Latitude, iGoogle, Maps e Reader.

 

14 marzo 2013

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb