Il programma informatico perfetto è ancora molto di là da venire. Non ce ne vogliano i pur bravi programmatori, ma ogni programma nasconde in sé qualche bug. È, potremmo dire, fisiologico: al crescere delle righe di cui è composto il programma, crescono le probabilità che lì in mezzo ci sia nascosto qualche piccolo errore. Ed i sistemi operativi, come dimostra la realtà quotidiana, non sono esenti da problemi di questo genere. Per questo esistono gli update. In cosa consistono? Periodicamente le case sviluppatrici di software rilasciano degli aggiornamenti per risolvere i “buchi” trovati e rendere più sicuro e performante il tuo PC. Microsoft, ad esempio, ogni secondo martedì del mese rilascia le patch per Windows e le sue componenti: è il cosiddetto Patch Tuesday, durante il quale il programma Windows Update scarica e installa tutti gli aggiornamenti realizzati dal team di sviluppo Microsoft.

Come mai gli aggiornamenti assumono così tanta importanza? Perché bisogna rilasciare (e installare) gli update se un programma, anche se buggato, continua a funzionare? I motivi sono due. Innanzitutto, se un software ha un bug, non funziona al suo meglio. Un aggiornamento o una patch servono proprio a correggere malfunzionamenti del programma, magari segnalati dagli utenti stessi. Sono utili, per quanto possibile, ad avvicinarlo alla perfezione. Un esempio ci aiuterà a capire meglio ciò di cui stiamo parlando. Quando lo scorso luglio Apple rilasciò OS X Mountain Lion, ossia la nuova versione del sistema operativo utilizzato dai Mac,gli utenti riscontrarono immediatamente un problema gravissimo. La durata della batteria dei loro MacBook passò dalle usuali otto ore ad appena quattro. Un errore gravissimo in fase di progettazione software aveva reso la nuova release del sistema operativo Apple una vera e propria “batteriasuga”. Nel giro di pochi giorni (e innumerevoli segnalazioni da parte degli utenti), la casa di Cupertino rilasciò una patch che rimise a posto le cose.

In secundis, ogni bug è un piccolo  spiraglio che un abile hacker può trasformare in un vero e proprio portone d’ingresso. Nelle passate settimane Java è stata nell’occhio del ciclone a causa di un bug zero-day che ha spalancato le porte di milioni di computer ad abilissimi hacker. Nel giro di pochissime ore Oracle ha rilasciato la consueta patch, che ha reso nuovamente sicuri i computer di mezzo mondo. Un buon update, quindi, rafforza la sicurezza non solo del programma, ma dell’intero sistema.

Almeno fino alla scoperta del bug successivo.

 

26 febbraio 2013

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb