Il nome scelto è piuttosto inquietante ma, visto lo scopo per il quale è stato creato, possiamo dire senza tema di smentita che è più che adatto. Ideato nel 1947 dal board del Bulletin of the Atomic Scientists (rivista che tratta di temi legati alla sicurezza globale e alla politica pubblica), il Doomsday Clock (o Orologio dell'Apocalisse in italiano) sembra essere sempre più vicino a suonare i suoi funerei rintocchi. Secondo l'ultimo aggiornamento di inizio 2018 mancano appena due minuti alla "mezzanotte", momento nel quale scatterà l'ora X per il nostro pianeta e tutte le specie che ospita. Inclusa la nostra, ovviamente.

Che cos'è il doomsday clock

Il concetto alla base del doomsday clock è piuttosto semplice: più la lancetta dei minuti si avvicina alla mezzanotte, più il mondo è avviato verso un disastro di proporzioni irreparabili. L'orologio non fornisce una misura esatta degli alti e bassi che si registrano nelle relazioni internazionali tra le varie potenze economiche e militari, ma è pensato per fornire un quadro delle variazioni del livello di pericolo costante e continuo nel quale l'umanità vive da quando è entrata nell'epoca delle armi nucleari.

A cosa serve l'orologio dell'apocalisse

Creato nell'immediato secondo dopoguerra, quando Stati Uniti e Unione Sovietica iniziavano ad "affilare" le armi nucleari e il mondo si apprestava a entrare nel pieno della Guerra Fredda, l'orologio dell'Apocalisse segna i "minuti" mancanti al momento nel quale la sopravvivenza della specie umana sarà messa a rischio da varie minacce. I minuti, ovviamente, sono figurativi, ma il conto alla rovescia è reale: tenendo conto di vari fattori e di varie minacce, gli scienziati sono in grado di valutare quanto ci si avvicini, ma anche quanto ci si allontani, dalla possibile apocalisse.

 

Nel 2018, il doomsday clock è tornato a 2 minuti dalla mezzanotte

I fattori che il Bulletin tiene in considerazione sono i più svariati, ma tra i principali troviamo il pericolo di guerra nucleare, i cambiamenti climatici, biosicurezza e bioterrorismo, minacce varie incluse cyberwarfare e utilizzi "inappropriati" dell'intelligenza artificiale.

Quanto è utile il doomsday clock

Per come è concepito e utilizzato, il doomsday clock non è esente da critiche. Anzi: sono molti gli scienziati che criticano il metodo impiegato dai fisici del Bulletin nel calcolare il loro conto alla rovescia verso la fine del mondo e dell'umanità. Secondo alcuni, la stima delle probabilità che uno degli eventi e delle minacce possa accadere non è solo inadeguata, ma è del tutto fuorviante e fuori luogo. Alcune delle assunzioni sulle quali si basano le stime e gli algoritmi utilizzati per scandire il tempo dell'orologio dell'apocalisse, infatti, potrebbero rivelarsi inesatte, inficiando così tutti i calcoli che portano allo scorrere del tempo.

Storia dell'orologio dell'Apocalisse

Va comunque ricordato che i curatori del doomsday clock non hanno mai aspirato alla piena accuratezza: la loro volontà iniziale (e quella attuale) è quella di informare il pubblico sui rischi e le minacce alla sopravvivenza e allo sviluppo della specie umana. Anche per questo motivo, le lancette dell'orologio del Bulletin sono in grado di muoversi sia in avanti, sia all'indietro. Basta scorrere alcuni dei cambiamenti più rilevanti per comprenderne gli scopi.

 

 

  • 1947, 7 minuti alla mezzanotte. La minaccia nucleare fa partire il doomsday clock a soli sette minuti dalla mezzanotte
  • 1949, 3 minuti alla mezzanotte. Primo test atomico dell'Unione Sovietica: il mondo si prepara a una possibile apocalisse nucleare
  • 1953, 2 minuti alla mezzanotte. Gli Stati Uniti completano e testano la prima bomba all'idrogeno
  • 1963, 12 minuti alla mezzanotte. Messa al bando dei test nucleari atmosferici
  • 1984, 3 minuti alla mezzanotte. I rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica raggiungono il loro livello più basso da decenni a questa parte
  • 1991, 17 minuti alla mezzanotte. Fine della Guerra fredda
  • 2015, 3 minuti alla mezzanotte. I cambiamenti climatici e la crescente minaccia nucleare, causata dalla modernizzazione degli arsenali e dalla loro sempre maggiore diffusione, pongono un serio interrogativo sulla futura esistenza della nostra specie

15 marzo 2018

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb