“Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' prodi Atride e il divo Achille”. Inizia così uno dei poemi antichi più famosi di ogni tempo: l’Iliade di Omero narra di vendette, di ira e passioni, di guerra e sconfitte, di giuramenti e alleanze, di tradimenti e bugie. 


Esattamente tutto quello che avviene, in modo un pochino meno epico ed enfatico, sui social network, per la precisione nell’ambito delledinamiche relazionali che si instaurano tra gli utenti. Pensavate che Facebook e Twitter fossero luoghi virtuali dove rilassarsi? Niente di più sbagliato: tattiche, strategie, alleanze, bugie, passioni, tradimenti, vendette. Le parole postate prendono il posto delle armi e le foto pubblicate diventano spesso lance che possono trafiggere il cuore, privo di uno scudo con cui proteggersi. 

Ad affermare che i meccanismi di relazione in gioco nei social network sono più' simili a quelli descritti nei poemi epici che a quelli dei romanzi moderni, è uno studio della Coventry University: la ricerca ha analizzato, tra gli altri, l'Iliade e il poema inglese Beowulf. Con quale risultato? Le interazioni tra i personaggi dei due poemi sono coerenti con quelle osservate nei social media. Lo studio è stato attuato analizzando le relazioni tra i personaggi secondo due criteri senza tempo: cordialità e ostilità.

I risultati portano, dunque, indietro nel tempo, esattamente ai versi scritti dall’intramontabile e sempre attualissimo Omero. 


09 agosto 2012

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb