Una vita spesa nel mondo dell'alta tecnologia alla ricerca di una casa – reale e virtuale – che ora sembra aver trovato a ridosso della Città Proibita di Pechino. La vita di Hugo Barra, l'uomo che ha portato Android a dominare il settore dei sistemi operativi mobile, è fatta di scelte repentine e, per alcuni versi, incomprensibili. Come quella che l'ha portato ad accettare l'offerta di Xiaomi, la cosiddetta Apple cinese.

Gli anni universitari

Hugo Barra nasce in Brasile e sin dalla più tenera età mostra una particolare passione per il mondo dell'informatica. Per coltivare questa passione si trasferisce negli Stati Uniti, dove si laurea in Scienze Informatiche e Ingegneria Elettronica presso il Massachusetts Institute of Technology (presso la Sloan School of Managment del MIT ottiene anche una laurea in Scienze manageriali).

Il mondo del lavoro

Appena laureato, Hugo Barra collaborò con multinazionali del calibro di Netscape Communications, Walt Disney Imagineering and McKinsey & Co. Nel 2000 fonda la sua prima società. Si chiamava Lobby7 e sviluppava software per cellulari e smartphone. Nel 2003 la società veniva inglobata da Nuance, dove rivestì il ruolo di direttore dello sviluppo di applicazioni mobile. In particolare, Barra si interessava dei settori della messaggistica vocale per smartphone, con un occhio di riguardo alla ricerca vocale da smartphone.

Nel corso di questa esperienza, Hugo Barra acquisì e sviluppò capacità tecniche fuori dal normale, che gli tornarono utili nel 2008, quando fece il suo ingresso nel mondo della grande famiglia Google. Qui entrò subito a far parte del team di sviluppo di Android e, nel giro di pochi mesi, ne divenne il responsabile della gestione e dello sviluppo.

I motivi dell'addio

Nelle ultime settimane, Barra è salito all'onore delle cronache per la sua decisione di dire addio alla compagnia di Android e tuffarsi a capofitto in una nuova avventura evidentemente più stimolante. Il suo approdo ai cinesi di Xiaomi è stato letto e interpretato in decine e decine di modi, ma è lo stesso Hugo Barra a fornire una spiegazione ufficiale al suo addio. Lo fa con un'intervista rilasciata al blog statunitense AllThingsD, costola tecnologica del Wall Street Journal.

 

Hugo Barra presenta il Nexus 7

 

Il rapporto tra Barra e Bin Lin affonda le proprie radici nei primi giorni di lavoro dell'ingegnere brasiliano per il gigante di Mountain View. A quel tempo entrambi lavoravano allo sviluppo dell'innovativo sistema operativo mobile di Big G, anche se con ruoli e in continenti differenti. Non era raro, però, che i due si incontrassero e avessero occasione di scambiarsi idee e opinioni sul futuro della telefonia mobile. Un rapporto forte, che continuò anche quando Bin Lin decise di abbandonare Google e mettersi in proprio. "Era mio interesse – confida Hugo Barra- continuare ad avere rapporti con Bin Lin. Visitavo spesso i loro siti produttivi in Cina e portavo sempre con me alcuni loro modelli da mostrare poi nel corso dei meeting a Mountain View".

I rapporti si intensificano quando Xiaomi inizia a lavorare sul Mi2s, modello di punta della start-up cinese che avrebbe dovuto permetterne l'espansione al di là del mercato cinese. 

Un'azione di convincimento molto potente, tanto che da lì a poco Hugo Barra accetta la corte del dirigente cinese e si accasa da Xiaomi. Ed è proprio l'ex ingegnere Google a guidare l'internazionalizzazione di quella che è destinata a diventare la startup di maggior valore al mondo: nel giro di pochi mesi la Apple cinese sforna modelli su modelli, rosicchiando importanti quote di mercato in Cina e in altri Paesi del sud-est asiatico.

Amore che viene, amore che va

La luna di miele tra Hugo Barra e Xiaomi, però, non dura molto. Il rapporto, infatti, non arriva neanche al settimo anno (il proverbiale anno della crisi) che le due parti già si separano. A inizio 2017 l'ingegnere brasiliano dà l'addio a Xiaomi, dicendo di aver dato molto alla causa dell'azienda e di aver pagato un conto molto alto a livello personale. Lo status di disoccupato, comunque, non dura a lungo: un paio di giorni dopo aver salutato gli amici cinesi, Hugo Barra scatta un selfie molto particolare per due ragioni.

 

 

Prima di tutto è un selfie del suo avatar in realtà virtuale; in secondo luogo al suo fianco troviamo Mark Zuckerberg, "grande capo" di Facebook e di Oculus Rift. Barra, infatti, è chiamato a dirigere lo sviluppo delle attività di realtà virtuale di Facebook e delle aziende controllate: un ruolo nuovo, per Barra, ma che difficilmente potrà spaventarlo.

 

24 settembre 2013 (aggiornamento 3 marzo 2017)

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb