Un tool che permette a ciascun utente di marcare con un flag i post degli amici ritenuti a rischio di autolesionismo o suicidio è stato reso disponibile a tutti gli utenti. Inizialmente, in fase di test, questa opzione era utilizzabile solo nei paesi anglosassoni. Gli altri potevano segnalare il post in questione attraverso un form, ma l'implementazione di questo tool rende tutto più semplice.

In un annuncio ufficiale, Facebook ha detto che il servizio di prevenzione al suicidio sarà disponibile in tutte le lingue supportate dalla piattaforma. Il capo della Sicurezza Antigone Davis e la ricercatrice Jennifer Guadagno hanno scritto che il tool è stato sviluppato in collaborazione con le Organizzazioni di Salute Mentale e grazie ai feedback di utenti che hanno in qualche modo avuto esperienze con autolesionismo e suicidio.

Ogni utente quindi sarà in grado di segnalare un post ritenuto particolarmente a rischio. Facebook verificherà la veridiictà della segnalazione e deciderà se avvertire l'utente segnalato, suggerendo numeri utili, o se avvertire le autorità.

Facebook ha però un solo problema: dover bilanciare la prevenzione al suicidio con il diritto di privacy dei suoi 1.65 miliardi di utenti attivi ogni mese. Come precedente, infatti, c'è l'associazione inglese Samaritans, che nel 2014 a seguito di segnalazioni, ha dovuto sospendere la sua app di prevenzione al suicidio proprio per problemi legati alla privacy. Al momento, l'azienda sta studiando un metodo che rispetti il diritto di privacy di ognuno, ma che sia utile alla prevenzione.

Anche in Italia

Intanto il tool di Facebook che mira a prevenire suicidi e comportamenti autolesionistici è sbarcato anche in Italia. La funzione è stata realizzata in collaborazione con Telefono Azzurro e Telefono Amico Italia, che garantiscono una risposta rapida nei casi più urgenti 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Grazie ai nuovi strumenti, presenti anche nel nostro Paese, se una persona pubblica contenuti su Facebook che destano preoccupazione potete segnalare al servizio il post. "È molto difficile, specialmente online, discriminare tra un tono provocatorio, sarcastico o serio. Tuttavia, se un adolescente minaccia di farsi del male, non bisogna sottovalutare le sue parole: forse chi scrive desidera proprio che qualcuno se ne accorga. La nostra speranza è riuscire ad intervenire prima che sia tardi", ha commentato Barbara Forresi, psicologa e responsabile del Centro Studi di Telefono Azzurro al giornale italiano Quotidiano.net.

15 giugno 2016 (aggiornato il 7 luglio 2016)

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