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Pagare su Facebook e Telegram con le criptovalute

Su Facebook e Telegram sarà possibile inviare soldi ai propri amici oppure pagare servizi e beni utilizzando le criptovalute: ecco come funzionerà

facebook bitcoin

Il prossimo grande business dei servizi di messaggistica istantanea come Facebook Messenger, Telegram o Signal potrebbe essere quello delle criptovalute. Ma non ai fini speculativi, bensì come strumento per permettere agli utenti di scambiarsi denaro, acquistare o vendere beni e servizi tramite un portafoglio espresso in una criptovaluta dal valore stabile. Le indiscrezioni in merito sono ben più di una, le conferme da parte dei diretti interessati praticamente zero, mentre i potenziali utenti di un servizio del genere potrebbero essere, letteralmente, miliardi. Per gestire un servizio di scambio di denaro elettronico espresso in criptovaluta, ovviamente, servirebbe un robusto sistema di Blockchain come quello che sta dietro alla moneta virtuale più famosa di tutte: Bitcoin.

Il progetto Blockchain di Facebook

facebook criptovaluta

Facebook non ha mai confermato ufficialmente di avere in cantiere un servizio di scambio di denaro tramite Messenger. O, meglio: scambiarsi denaro tramite Facebook Messenger in alcuni paesi è già possibile dal 2015, ma lo si può fare solo collegando al proprio account una carta di credito dei circuiti Visa o Mastercard. In questo caso, quindi, la transazione non è a carico di Facebook ma esterna ad esso. Tuttavia, tramite gli annunci di lavoro pubblicati nel tempo dall'azienda di Mark Zuckerberg su LinkedIn, siamo certi che Facebook abbia un team di quasi 50 persone che lavora sulla Blockchain. Tra questi annunci, poi, alcuni erano relativi alla posizione di esperto per "Marketplace Payments Blockchain".

Sono in molti a credere che uno dei primi mercati al mondo dove Facebook potrebbe lanciare un servizio di pagamento tramite criptovaluta gestita con Blockchain sia l'India. Cioè un mercato enorme, dove una gran fetta della popolazione è a basso reddito e non ha accesso a servizi bancari evoluti. I vantaggi per Facebook derivanti da un servizio del genere, non solo in India ma in tutto il mondo, sarebbero enormi: quando andrà a termine la fusione tra Messenger, WhatsApp e Instagram Direct, infatti, questo servizio potrebbe essere disponibile per ben 2,7 miliardi di utenti. Già oggi Facebook è pieno di gruppi privati all'interno dei quali si vende di tutto, ma si paga all'esterno. E, infine, perché non pensare anche a gestire le rimesse di denaro inviate a casa dagli immigrati? Maneggiare tutte queste transazioni, facendo pagare una fee anche minima, sarebbe un affare gigantesco.

criptovaluta facebook

La Initial Coin Offering di Telegram

Il servizio di messaggistica istantanea Telegram, a differenza di Facebook, sta giocando a carte scoperte per creare un metodo di scambio di denaro basato su criptovaluta. A inizio dell'anno scorso, infatti, Telegram ha rastrellato 1,7 miliardi di dollari tramite una "Initial Coin Offering" (ICO). In gergo finanziario una ICO è un tipo di raccolta fondi: l'azienda vende token di una criptovaluta ancora non esistente in cambio di dollari veri. Si tratta di uno strumento finanziario non regolato dalla legge negli Stati Uniti e che, per questo, non è ben visto dalle autorità. L'ICO è stata usata, in passato, anche per lanciare altre criptovalute come Ethereum e Mastercoin. A Telegram serve per raccogliere denaro vero da impiegare nella costruzione dell'infrastruttura necessaria a mettere in piedi il sistema di scambio delle criptovalute. Chi ha finanziato l'ICO, quindi, sarà il primo a poter usare domani il sistema. Alla guida di questo progetto c'è Pavel Durov, uno dei due fondatori di Telegram.

Criptovalute stabili

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Il vero problema che ha impedito fino ad oggi di usare le criptovalute per scambiare soldi tramite i vari servizi di messaggistica istantanea, oltre alla possente infrastruttura tecnica necessaria a gestire la Blockchain, è senza dubbio l'instabilità di tali valute. Con grandi oscillazioni non si può gestire un efficiente e onesto servizio di compravendita di alcunché: tra il giorno dell'acquisto di un bene e quello della consegna del pacco, infatti, il valore della moneta potrebbe cambiare completamente. Una volatilità del genere scoraggerebbe presto gli utenti, che avrebbero ben più di una ragione a non voler usare un servizio di scambio di denaro basato su una valuta che può perdere moltissimo valore in pochissimo tempo. Per questo Facebook, Telegram e tutti gli altri stanno puntando sulle cosiddette "stablecoin", cioè sulle valute virtuali stabili. Si tratta di moneta gestita esattamente come i Bitcoin, quindi con la sicurezza e la trasparenza della Blockchain, ma dal valore ancorato ad una moneta reale. Tipicamente il dollaro americano.

 

4 giugno 2019

A cura di Cultur-e
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