L'epidemia di Ebola che sta colpendo duramente le popolazioni di Guinea, Liberia e Sierra Leone, preoccupa per la rapidità della sua espansione e genera timori anche fuori dall'Africa. Per comprendere le reali dimensioni del fenomeno, senza sottovalutarlo né sovradimensionarlo, ecco le risorse che offre il web.

Che cos'è l'Ebola

Gli studiosi sospettano che il virus Ebola sia un virus zoonotico (leggendo questo articolo recentemente pubblicato in lingua inglese dalla rivista scientifica eLife è possibile conoscere maggiori dettagli sull'origine animale del virus Ebola), ospitato da specie animali “portatrici sane” (come alcune popolazioni di pipistrelli e di gorilla dell'Africa centro-occidentale) e trasmissibile all'uomo attraverso il contatto diretto con fluidi di animali portatori del virus o contagiati. Ad oggi sono stati isolati cinque differenti ceppi virali, capaci però di mutare per adattarsi a diversi ambienti. Per maggiori informazioni sul virus e sull'epidemia è possibile consultare la voce presente sull'edizione italiana di Wikipedia.

 

Un'immagine al microscopio elettronico del virus Ebola

 

Come si trasmette il virus Ebola

Il portale Epicentro, curato dall'Istituto superiore di sanità e dagli esperti del ministero della Salute, offre molte informazioni riguardanti la trasmissione dell'Ebola e la diffusione dell'epidemia. Le indicazioni sono state ricavate da un analogo documento diffuso nel settembre 2014 dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Il virus Ebola si trasmette attraverso il contatto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di persone o animali infetti. Per quanto riguarda la trasmissione del virus Ebola da animale a uomo è stata documentata l’infezione a seguito di contatto con scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta (Pteropodidae), toporagni, scimmie, antilopi e porcospini trovati malati o morti nella foresta pluviale (Fonte Oms). Allo stesso modo, la trasmissione da uomo a uomo avviene solo tramite contatto diretto, nonostante il virus abbia dimostrato una certa resistenza anche al di fuori del suo “ambiente naturale”..

Quali sono i sintomi dell'Ebola

Il portale dell'organizzazione non governativa “Medici senza frontiere” offre informazioni dettagliate su quali siano i sintomi nel caso si fosse stati contagiati dal virus Ebola. Innanzitutto, la malattia ha un'incubazione che va da 2 a 21 giorni: in questo lasso di tempo possono manifestarsi febbre, astenia, dolore muscolare, cefalea e mal di gola. I sintomi successivi sono vomito, diarrea, eritemi, funzione renale ed epatica compromesse e fenomeni emorragici. Sfortunatamente, nelle primissime fasi, il virus non presenta sintomi specifici, rendendo quindi difficile una diagnosi veloce.

Dove si diffonde

Diversi portali web permettono di valutare l'evoluzione temporale e geografica dell'epidemia. Sfruttando i big data e strumenti di analisi statistica, è possibile offrire un quadro complessivo delle diffusione del virus Ebola. È quanto fatto, ad esempio, dall'agenzia non governativa svedese Flowminder, che ha utilizzato i dati delle celle della rete mobile dei Paesi coinvolti nell'epidemia per ricostruire i movimenti dei cittadini e studiare i possibili modalità di diffusione della malattia.

 

HealthMap

 

Il portale HealthMap, invece, è in grado di offrire agli utenti strumenti di analisi più avanzati e completi. Creato da ricercatori sanitari e sviluppatori informatici del Boston Children's Hospital, questo portale web sfrutta centinaia di fonti per ricostruire storia e diffusione delle malattie trasmissibili in genere. Per il virus Ebola, il team di sviluppo ha creato una sezione ad hoc, dove poter rileggere tutte le notizie e reperire tutte le informazioni sulla malattia sin dal primo morto accertato della nuova ondata epidemica il 14 marzo 2014 nel distretto di Macenta, Guinea.

Da qui la malattia si è diffusa in molti altri Paesi dell'Africa occidentale: Liberia, Sierra Leone, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi giorni si sono registrati casi anche negli Stati Uniti e Spagna.

Come tracciarlo

Le due risorse appena descritte, però, non sono le uniche a garantire una copertura storico-statistica della malattia. Anche altri portali permettono di tracciare la diffusione e l'evoluzione che l'epidemia del virus Ebola ha avuto nei passati sei mesi.

  • Center for Disease Control and PreventionRaccogliendo dati dal 1976 (anno della prima morte umana accertata causata dal virus Ebola) a oggi, il CDCP permette di valutare l'evoluzione storica della malattia (i vari focolai registrati in questi quaranta anni, le nazioni colpite, il numero di vittime e altro). Oltre alla sezione statistica, il portale mette a disposizione degli utenti informazioni di ogni genere: dall'origine dell'epidemia ai sintomi del contagio, dalla prevenzione all'esposizione al rischio

 

CDC

 

  • Organizzazione mondiale della sanità. Offre la possibilità di tenere traccia dell'evoluzione del virus Ebola e della sua diffusione con una serie di mappe ricavate dai dati ottenuti direttamente sul campo dagli operatori sanitari dell'ONU

  • Tableau e Health Intelligence. Sfruttando dati provenienti dalle fonti più disparate, Tableau Inc. (società specializzata nella realizzazione di grafi e analisti statistiche a partire dai big data) ha realizzato diversi strumenti web che permettono di avere un quadro d'insieme sull'evoluzione della malattia. Gli utenti potranno consultare il tracker, che permette di seguire l'andamento storico e geografico dell'epidemia; la cronologia offre un quadro storico-documentaristico sui vari casi di virus Ebola registrati; mentre la sezione dedicata alle predizioni sfrutta i dati statistici odierni per stimare la diffusione della malattia in futuro

 

Tableau

 

  • I dati. In molti casi, l'analisi statistica della malattia e della sua diffusione è stata frenata dall'impossibilità di reperire dati o utilizzare i dati diffusi dalle agenzie sanitarie nazionali (solitamente resi disponibili in formato PDF). Per sopperire a questa mancanza Caitlin Rivers, dottorando presso l'università Virginia Tech, ha sfruttato il proprio account GitHub per pubblicare i dati in formato aperto e utilizzabili da chiunque. Unitamente a questa iniziativa, il Network Dynamics and Simulation Science Laboratory ha indetto e ospitato una “maratona di programmazione” (una hackathon) per la creazione di applicazioni e programmi che potessero fornire una mano a combattere la diffusione del virus Ebola

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