In inglese sono chiamate anche mindcheats, trucchetti per il cervello. Una definizione che, forse, ci aiuta più di ogni altra a capire a fondo la complessità che si nasconde dietro le illusioni ottiche. Per alcuni potrebbero essere anche dei semplici “trucchi da prestigiatore”, nella realtà si tratta di complessi trucchi capaci di mandare in tilt il cervello con informazioni sensoriali discordanti.

Sono famose, ad esempio, quelle legate Psicologia della gestalt: immagini “bifronte”, che possono assumere doppia valenza a seconda della prospettiva o del punto di vista da cui le si osserva. E, a proposito di prospettiva, è impossibile non fare riferimento all'anamorfosi.

Come funziona l'anamorfosi

Pur potendo sembrare una parolaccia o una brutta parola, l'anamorfosi non è altro che una tecnica grafica per la quale un'immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto roginario riconoscibile solamente se guardato dalla giusta prospettiva e distanza.

 

 

Ne sono un esempio alcune tipologie di segnali stradali orizzontali, come i limiti di velocità dipinti sull'asfalto in modo da poter essere perfettamente – e correttamente – visibili dall'automobilista in corsa. Nel rinascimento furono molti gli artisti e i pittori che utilizzarono l'anamorfosi per creare strane illusioni ottiche all'interno dei loro dipinti o per creare dei “messaggi cifrati”. Leonardo Da Vinci, ad esempio, era particolarmente affascinato da questa tecnica, tanto da utilizzarla in svariati dipinti. L'affresco del soffitto della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma è interamente realizzato con questa tecnica, per dare senso di profondità e maggiore slancio verso l'alto all'intera struttura.

 

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Roma

 

L'anamorfosi, però, trova applicazione anche ai nostri giorni. Molti registi e produttori cinematografici, ad esempio, la utilizzano per realizzare riprese con un formato differente rispetto alla grandezza della pellicola cinematografica. Un altro esempio di anamorfosi è quello dei tabelloni e insegne pubblicitarie in alcune discipline sportive (calcio e Formula 1 in particolare). Pur apparendo perfette dalla soggettiva della telecamera, le insegne sono disegnate distorte sul suolo.

La scacchiera di Adelson

 

Scacchiera di Adelson

 

Guardate l'immagine. I quadrati indicati dalla lettera A e dalla lettera B sembrano riempiti con colori differenti. Niente di più falso: aprendo un qualsiasi programma di fotoritocco o computer grafica ci si accorgerà che sono esattamente dello stesso colore. L'illusione ottica appena descritta è nota a tutti come “Scacchiera di Adelson”, dal nome del professore del MIT che per primo la scoprì. Il cervello è mandato letteralmente in tilt dal gioco di luci e ombre creato dal tronco in alto a destra e dai colori dei quadrati limitrofi. Tendiamo quindi a vedere il quadrato A più scuro rispetto al quadrato B perché il primo è circondato da quadrati chiari e il secondo da quadrati scuri. L'ombra complica ulteriormente la situazione.

Immagine in bianco e nero... colorata

Un'altra illusione ottica che gioca sui colori e sul cambio di colore è quella delle immagini in negativo. Prendendo una qualunque foto colorata e trasformandola nel suo negativo utilizzando un programma di fotoritocco come Photoshop, si può creare un effetto ottico davvero particolare.

Aggiungendo un puntino nero al centro dell'immagine e fissandolo per 10-20 secondi, si ocntinuerà a vedere l'immagine a colori, anche se sostituita con una in bianco e nero. Questo perché, focalizzando la propria attenzione sul puntino, il cervello crea una sorta di “immagine fantasma” di ciò che lo circonda. Da qui l'illusione di vedere a colori una foto in bianco e nero.

 

 

Scacchiera deformata

Photoshop può essere utilizzato anche per creare delle scacchiere deformate in perfetto stile anni '60 nel giro di pochi minuti. Tutto ciò che si dovrà fare è creare un pattern di quadrati bianco e neri (a scacchiera, quindi) e ripeterlo su una superficie sufficientemente vasta. Applicando successivamente i filtri di distorsione che si trovano nelle gallerie del programma di computer grafica, si potrà deformare l'immagine nel modo che più piace.

 

 

Foto di profilo... frontale

 

Profilo frontale

 

Con il programma di Adobe (illusione ottica riproducibile, però, con qualunque programma di grafica computerizzata) è possibile creare una foto di profilo... frontale. Come mostrato in questa guida, prendendo due immagini dello stesso soggetto – una frontale e una di profilo – sarà possibile creare uno strano ibrido a metà tra una ripresa frontale e una ripresa di lato. Un'immagine aiuterà a comprendere più di mille parole.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb