Se è vero che Facebook rischia di perdere l'80% degli iscritti nei prossimi 3 anni e che gran parte dell'emorragia sarà causata dalla fuga dei teenager, ormai stufi delle dinamiche del social network di Mark Zuckerberg, sembra che sia già pronto in rampa di lancio una piattaforma sociale pronta a prenderne posto ed eredità. SI chiama We heart it (traducibile, con un po' di fantasia, con ci piace), è un social network “fotografico” e per alcuni – molti – ricorda da vicino Pinterest.

Come nasce We heart it

Questa piattaforma sociale nasce su iniziativa di Fabio Giolito, designer brasiliano di chiare origini italiane. Nel 2007 Giolito crea, all'interno del suo sito personale, una sezione chiamata I heart it, una sorta di portfolio fotografico dove raccogliere tutte le immagini che, in una maniera o nell'altra, lo ispiravano o avevano una certa rilevanza nei suoi lavori di design. Nel giro di qualche settimana Giolito divenne una vera e propria celebrità tra gli altri studenti del proprio corso: tutti erano affascinati e interessati a quella sorta di galleria fotografica, tanto che chiesero al giovane designer di poterla utilizzare anche all'interno dei loro siti.

 

We heart it

 

We heart it nasce quindi nel dicembre 2007 – due anni prima di Pinterest – anche se bisognerà attendere più di qualche tempo prima che diventi di “pubblico dominio”. Inizialmente, infatti, Giolito si limita a condividere l'infrastruttura software con i suoi amici e compagni di corso, senza stare ad allargare troppo il giro di contatti. Solo dal 2009, quando la voce iniziò a spargersi con più forza e convinzione, Giolito coinvolse nell'impresa il suo amico Bruno Zanchet ed entrambi iniziarono a cercare fondi per metter su una startup.

Il sogno si realizzò nel 2011, quando i due riuscirono a fondare la società in California, iniziando ad assumere alcuni sviluppatori per integrare e migliorare il codice della piattaforma fotografica.

Cos'è e come funziona We heart it

We heart it è una piattaforma sociale per la condivisione di immagini e foto ispiratrici di qualche idea o ricordo. Il funzionamento – e l'interfaccia grafica – ricordano a grandi linee quella di Pinterest. Le differenze sussistenti tra le due piattaforme si contano sulle dita di una mano e sono, nella gran parte dei casi, piccole sfumature nei nomi e nelle impostazioni generali.

 

Il quadro di We heart it

 

Mentre in Pinterest, ad esempio, troviamo la pagina del profilo e le bacheche, in We heart it ci sono il quadro personale – dove raccogliere le foto caricate sulla piattaforma – e le raccolte. Anziché appuntare le foto sulla propria bacheca, queste vengono contrassegnate da un cuore – heart in inglese – e i commenti sono vietati, così da non alimentare polemiche e dare vita ad atti di bullismo. Per il resto pochi cambiamenti di forma, anche se da We heart it ci tengono a sottolineare come i cambiamenti reali siano nella sostanza. “Le immagini presenti su We heart it – afferma Alex Rosen, membro del consiglio di amministrazione – sono fonte d'ispirazione per tutti i nostri utenti. Un concetto del tutto opposto a Pinterest, dove le gallerie personali sono trasformate in una sorta di catalogo di prodotti di varia natura”.

 

Il pulsante heart

 

L'aggiunta di nuove immagini nel database di We heart you può avvenire attraverso diverse strade. Si può, ad esempio, scaricare l'estensione per browser web, che permette di caricare sulla piattaforma social le immagini che si incontrano nel corso della navigazione grazie al pulsante heart. In alternativa, dopo aver salvato le immagini sul proprio disco rigido, possono essere trascinate all'interno della finestra del browser dove è aperto il sito di We heart it, così da lasciare al sistema il compito di caricarle nel database.

Chi c'è su We heart it

Ad oggi We heart it, nonostante sia ancora un fenomeno di nicchia, conta ben 25 milioni di utenti unici mensili e cresce al ritmo di un milione di nuovi utenti ogni mese. Di questi, ben l'80% sono donne al di sotto dei 24 anni di età – con percentuali analoghe per quanto riguarda l'utilizzo con lo smartphone. Segno che il social creato dal nulla da Giolito ha fatto centro in una delle fasce demografiche più importanti e interessanti per i marketeer e le aziende di tutto il mondo.

 

We heart it in versione smartphone

 

Insomma, stando a questi dati sembra che buona parte degli utenti in fuga da Facebook siano stati “drenati” all'interno di We heart it. Potrebbe anche essere una tendenza parziale, ma se il tempo dovesse confermare questo fenomeno ci si potrebbe trovare di fronte al terzo incomodo nel mercato dei social network.

 

9 febbraio 2014

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb