Non si conosce chi abbia dato il là alla partita, né perché si stia giocando. Tutto ciò che si sa è che, nel giro di pochi giorni è diventato un vero e proprio fenomeno globale, che coinvolge diverse decine di migliaia di videogiocatori in tutto il mondo. Dallo scorso 12 febbraio migliaia di internauti si succedono nel giocare a Twitch plays Pokemon (Twitch gioca a Pokemon in italiano), riproposizione web del famoso gioco per Nintendo Game Boy. Un vero e proprio fenomeno di massa, iniziato come esperimento sociale – per ammissione dello stesso creatore, rimasto ancora anonimo – e finito con l'essere uno degli eventi videoludici multiplayer più giocati di sempre.

Cos'è Twitch plays Pokemon

Twitch è una piattaforma streaming dedicata ai videogiochi. Con oltre 45 milioni di utenti iscritti è la più grande del genere e divenuta nel tempo una vera e propria autorità per tutti gli appassionati di videogame. Da qualche giorno, però, la piattaforma è presa d'assalto per motivi ben diversi: migliaia di giocatori – e milioni di spettatori – accedono alla stanza dedicata a Twitch plays Pokemon, simulatore Python della versione Rosso celebre titolo per Game Boy della saga Pokemon.

 

 

Lanciato un po' in sordina, il gioco è diventato immediatamente virale, richiamando l'attenzione di milioni di curiosi (basta dare una veloce occhiata alle statistiche per capire la portata del fenomeno). Oggi si ha una media di 50.000-70.000 visitatori contemporanei, di cui il 10% circa partecipa attivamente al gioco. D'altronde non è che ci voglia poi molto: basta inserire nella chat uno dei comandi accettati dal simulatore – sopra, sotto, destra sinistra, a, b – e attendere che venga processato - con una decina di secondi di ritardo – dal gioco. Oltre a voi, però, ci sono migliaia di giocatori che, contemporaneamente, compiono la stessa operazione, assegnando magari un comando esattamente opposto rispetto a quello che avete appena dato. Ciò rende il gioco molto più complicato, lungo e, naturalmente, avvincente.

Con il passare dei giorni, quindi, Twitch plays Pokemon si è trasformato in un grande esperimento di crowdsourcing, dove migliaia di internauti collaborano alla risoluzione del gioco.

Guerra di religione

Con il passare dei giorni, all'interno della community di giocatori si è venuta a creare una forte contrapposizione quasi religiosa, tra chi predilige i domofossili e chi, invece, stravede per gli helixfossili. Il momento della scelta ha costituito un vero e proprio punto di non ritorno all'interno del gameplay, portando alla formazione di due fazioni ben distinte.

 

Contrapposizione religiosa in Twitch plays Pokemon

 

I videogamer, attorno a questa scelta, hanno creato una pseudo-religione: i fossili Helix, infatti, vengono visti come una sorta di dio benevolo, sempre intenti a sorvegliare il gioco e proteggere gli adepti. Allo stesso modo, i fossili Dome sono visti come fossero rappresentazione del diavolo e come tali “trattati”. Fatto più importante nell'economia e nell'evoluzione del gioco, la scelta tra domo o helix distingue tra due tipologie di giocatori ben precise: i domofan vorrebbero completare il gioco nel minor tempo possibile e si impegnano, notte e giorno, affinché questo avvenga; gli helixfan, invece, vogliono solamente godere del gameplay, optando per la sconfitta così da poter ripetere tutto quello che è stato appena fatto.

Anarchia vs. Democrazia

All'interno del gioco, però, non si contrappongono solamente due differenti visioni teologiche. La comunità di giocatori si divide anche per i differenti punti di vista politici assunti nel corso della partita. Dopo qualche giorno, infatti, il creatore di Twitch plays Pokemon ha introdotto una nuova modalità di gioco, chiamata Democrazia, concettualmente opposta alla modalità “originale”, chiamata Anarchia.

Nella sua versione originale, infatti, il gioco esegue sequenzialmente tutti i comandi che gli vengono dati nella sessione multiplayer: può così accadere che due comandi successivi si annullino a vicenda, portando spesso e volentieri il gioco al punto di partenza. Insomma, il caos e l'anarchia (appunto) regnano sovrane. Nella versione introdotta successivamente, invece, il gioco eseguirà solamente i comandi assegnati più frequentemente, mettendo un po' d'ordine nell'evoluzione della storia.

 

Un momento del gioco

 

Il passaggio da una modalità all'altra è affidata agli stessi giocatori: nel caso in cui si voglia giocare in modalità anarchy (o democracy) basterà assegnare il relativo ordine via chat: la modalità scelta sarà quella con il maggior numero di “voti”. Può quindi capitare che il cambio tra l'una e l'altra avvenga quasi istantaneamente, senza che i giocatori se ne accorgano, aggiungendo un ulteriore elemento di casualità all'interno del gioco.

 

23 febbraio 2014

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb