In molti l'hanno conosciuta grazie al flash mob organizzato lo scorso ottobre davanti l'ingresso di Palazzo Madama, sede del Senato italiano. Alcuni attivisti italiani di Avaaz protestarono, a modo loro, per alcuni provvedimenti in discussione nella Camera alta del Parlamento ed ottennero una fama e una rilevanza internazionale forse inattesa. Decine di giornalisti in fila per intervistarli, ma il flash mob andato in scena a Roma non è che una delle tantissime azioni di protesta – reali e virtuali – che la comunità online di avaaz mette in atto ogni giorno.

Cos'è Avaaz

Il quotidiano britannico “The Guardian” la definisce come la più grande e la più potente comunità online di attivisti civici. E non potrebbe esserci definizione migliore per Avaaz. Questa associazione senza scopo di lucro nasce nel 2007 a New York con l'obiettivo di organizzare i cittadini di tutto il mondo attorno a temi sensibili come il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. Il tutto per far somigliare sempre di più il mondo in cui abitiamo al mondo che la maggior parte delle persone sognano.

 

 

Nata quasi dal nulla e con pochissimi membri, oggi Avaaz può contare su una foltissima comunità online: oltre 25 milioni di utenti registrati in 194 Paesi di tutto il mondo. Questi possono essere considerati membri attivi nel momento in cui partecipano alla buona riuscita di una campagna supportandola in diversi modi (partecipano, sottoscrivono o diffondono via web le attività dell'associazione). Avaaz, inoltre, può contare sul supporto fisico di alcuni attivisti, il cui compito è quello di consegnare ai politici le petizioni loro rivolte.

Le campagne

Dal 2007 ad oggi Avaaz ha appoggiato e promosso centinaia di milioni di campagne di attivismo civico. Potendo contare su una comunità online vasta e in rapida espansione, ha potuto portare avanti campagne contro la corruzione in Brasile, India e Italia; lanciato petizioni per la salvaguardia dell'ecosistema oceanico e per la foresta pluviale; si è impegnata attivamente per difendere la libertà della Rete e dei media; e per difendere l'anima democratica delle rivolte legate alla cosiddetta Primavera araba.

 

 

A coordinare queste e altre centinaia di migliaia di campagne c'è un nutrito team di attivisti distribuito in oltre 30 Paesi. È compito loro ideare e realizzare le campagne di comunicazione a favore delle varie petizioni lanciate sul web, tentando di coinvolgere attivamente la comunità online.

Sono gli stessi utenti a suggerire la nascita di nuove campagne online. Quelle ritenute più interessanti dal team di controllo di Avaaz vengono testate su un campione di 10.000 utenti, cui viene chiesto di supportare la campagna sottoscrivendola e diffondendola ai propri conoscenti. Se la campagna sperimentale riceve un supporto adeguato, questa viene resa pubblica e lanciata in tutto il mondo (o tra i membri del Paese interessato dalla petizione).

Il ruolo della tecnologia

Tutto ciò, però, non sarebbe mai stato possibile senza il supporto della tecnologia e dell'informatica in particolare. In passato, infatti, i gruppi di attivisti civici dovevano costituirsi di volta in volta su singole azioni di protesta: il coordinamento tra i membri del gruppo – soprattutto quando la protesta riguardava due o più nazioni – era piuttosto complicato e il più delle volte queste campagne non ricevevano il supporto sperato. Il tutto, insomma, era destinato a terminare con un buco nell'acqua.

Oggi, grazie all'utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie, tutto è più semplice. Sfruttando a dovere le potenzialità della Rete, Avaaz è riuscita a creare, in poco più di sette anni, un team di attivisti a livello globale, capace di muovere e smuovere l'opinione pubblica internazionale. A differenza di altre comunità di attivisti civici online, Avaaz riesce a dare vita a campagne a risposta immediata, flessibili e facilmente esportabili in tutti i Paesi del mondo.

Questa comunità online è in grado di attirare su di sé l'attenzione dei media internazionali, permettendo di portare in primo piano questioni ritenute sino ad allora marginali. Avaaz, si legge nel loro sito web è “un faro che può illuminare l'indignazione generale sparsa qua e là in una campagna precisa; un camion dei vigili del fuoco pronti a dare una risposta efficace a un'emergenza venuta fuori all'improvviso; una cellula staminale per fare pressione che cresce in qualunque forma è migliore per rispondere al bisogno urgente”.

 

23 dicembre 2013

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb