Anche se molti credono che una foto sfocata sia irrecuperabile, con i giusti strumenti a disposizione si può tentare un recupero in extremis. Apportando la giusta modifica alla foto, infatti, si può ridurre la sfocatura e la sensazione di foto in movimento: non bisogna attendersi miracoli, ma in molti casi la “visibilità” dell'immagine torna a livelli accettabili.

I tipi di sfocatura

Bisogna dire, innanzitutto, che non esiste un unico tipo di sfocatura. I fattori che possono influenzare la riuscita o meno di uno scatto fotografici sono molteplici: un tremolio inavvertito, movimenti improvvisi del soggetto, problemi di messa a fuoco.

  • Fotocamera in movimento. Può capitare soprattutto se si cerca di immortalare un soggetto distante diverse decine di metri utilizzando lo zoom (nel caso di fotocamere compatte o bridge) o un teleobiettivo (per le fotocamere reflex). In casi come questi, anche un leggero tremolio può trasformarsi in una foto totalmente sfocata, dove il soggetto è difficilmente identificabile.

  • Soggetto in movimento. Un'eventualità molto comune tra i fotografi sportivi e tra i fotografi naturalisti. Capita, magari, che si resta appostati decine di minuti prima di scattare la foto ad un'aquila o ad un leone e, nel momento esatto in cui si sta premendo il pulsante di scatto, questo decide di muoversi. Mandando all'aria il lavoro di una giornata. Se si è fortunati, la foto sfocata potrà somigliare ad un'opera d'arte astratta. Ma capita veramente di rado.

  • Messa a fuoco. Anche quando tutto può sembrare perfetto, l'inghippo è sempre dietro l'angolo. Si punto il soggetto, si attende la messa a fuoco automatica della macchinetta (oppure si decide di mettere a fuoco manualmente) e si scatta. Il risultato, però, non è quello atteso: il punto reale di messa a fuoco è un altro rispetto a quello voluto e il soggetto appare quindi sfumato

Per porre rimedio a questi fattori – così come gli altri che causano le foto sfocate – si può fare ricorso a programmi di fotoritocco creati ad hoc per il deblur delle immagini (dall'inglese blur, sfocata o sfumata).

Smart Deblur

 

Smart Deblur in azione

 

Tra i più utilizzati, mette a disposizione diversi strumenti per agire su ogni tipologia di foto sfocata: da quella uscita mossa (sia per il soggetto in movimento, sia per un leggero tremolio della mano) sino a quella con messa a fuoco errata. Proprio per questa sua ricchezza, Smart Deblur può risultare poco intuitivo le prime volte che lo si utilizza, ma con un po' di pratica e grazie ad un'interfaccia utente chiara e ben studiata, si riuscirà ben presto a padroneggiare tutti i tool per la modifica delle foto.

Blurity

 

 

Immediato e intuitivo. In una parola: facile. Blurity punta tutto sulla semplicità di utilizzo richiedendo, da parte dell'utente, uno sforzo nullo o quasi. Si carica la foto sfocata, si seleziona il livello di “severità” del deblur (ovvero l'incisività del fotoritocco) e si dà avvio alla modifica della foto. Nel giro di qualche secondo – dipende dalla quantità di lavoro richiesta dal deblur – si potrà visualizzare l'anteprima delle modifiche e decidere se salvare il risultato ottenuto o tentare nuovamente modificando le impostazioni.

Focus Magic

 

Focus Magic

 

Disponibile sia come programma standolone (ovvero a sé stante), sia come plugin per Photoshop, Focus Magic promette letteralmente di cancellare l'effetto sfocatura e restituire a nuova vita ai propri scatti. L'interfaccia grafica non è delle più accattivanti, ma ciò non scalfisce la capacità del programma di correggere i vari difetti che possono affliggere una foto: basta selezionare il particolare dell'immagine su cui applicare il filtro di deblur, settare alcune impostazioni e attendere che Focus Magic faccia il proprio lavoro.

Unshake Blur

Realizzato in Java-2 e C, questo piccolo tool permette di migliorare la resa visiva degli scatti sfocati “ipotizzando” come sarebbero dovuti essere se non fossero stati fuori fuoco. L'interfaccia grafica è piuttosto spartana, ma non per questo Unshake deblur è meno funzionale rispetto a programmi analoghi. Anche se pecca un po' di intuitività, Unshake mette a disposizione dell'utente diversi strumenti per correggere gli scatti: si può scegliere il grado di “intensità” della correzione, le aree di applicazioni e altre impostazioni che permetteranno di ottenere risultati discreti in pochi click.

Photoshop e gli altri

Nel caso non ci si fidi, si può sempre decider di fare ricorso a Photoshop o un altro programma di grafica e fotoritocco professionale. Software del genere, infatti, sono dotati di un'ampia galleria di filtri che potranno correggere le foto sfocate ottenendo, in alcuni casi, risultati migliori rispetto a quelli dei programmi sin qui descritti. Per fare ciò, però, sarà necessario possedere un po' di perizia e una conoscenza avanzata delle funzionalità del programma.

Per correggere una foto sfocata bisognerà giocare con le impostazioni e le funzionalità presenti nel menu Nitidezza (o Sharpen in inglese). Questi strumenti permettono di incidere – anche in maniera pesante – sull'effetto . La maschera di contrasto, ad esempio, permette di regolare il livello di contrasto e luminosità della foto, apportando significativi miglioramenti all'immagine. Nel caso in cui queste modifiche non fossero ancora sufficienti, si potrebbe provare a modificare i settaggi o applicare altri filtri deblur sull'immagine.

 

24 maggio 2014

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb