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Voto elettronico, come funziona

Con il voto elettronico al posto della scheda elettorale e delle matite si utilizza una sorta di tablet per esprimere la propria opinione

voto elettronico

Il 22 ottobre 2017 per la prima volta in Italia si è utilizzato il voto elettronico. Per il referendum consultivo della Regione Lombardia, la Giunta Regionale ha deciso di dotare gli oltre 8.000 seggi con delle voting machine, dei dispositivi che somigliano a dei tablet e che permettono di esprimere il proprio voto premendo con il proprio dito uno dei bottoni presenti sullo schermo (simbolo del partito in caso di elezioni, "Sì" o "No" in caso di referendum). Nessuna scheda elettorale cartacea e nessuna matita per esprimere il proprio voto, tutto avviene tramite dispositivi digitali. Per il Bel Paese si tratta di una vera e propria rivoluzione, anche se per il momento è stato solo un esperimento. Sono ancora molte le cose da migliorare, soprattutto sul lato della sicurezza.

Il voto elettronico cambia completamente le procedure di spoglio dei voti. Il presidente del seggio e gli scrutatori, una volta conclusa la fase di voto, non dovranno effettuare lo spoglio manuale dei voti, ma tutto avverrà in automatico. Il presidente del seggio deve solamente premere un pulsante e in automatico verrà stampato un foglio riassuntivo con tutte le preferenze espresse. In questo modo, oltre a risparmiare tempo e denaro, per i rappresentanti di lista è praticamente impossibile cercare di far assegnare ai propri candidati le schede dubbie. Il voto elettronico, però, ha un grande problema: quello della sicurezza. Utilizzando dei dispositivi elettronici, è necessario che tutto il sistema che sorregge le votazioni sia a prova di hacker. Le altre Nazioni potrebbero assoldare dei pirati informatici per influenzare l'esito del voto. Ecco cosa è e come funziona il voto elettronico.

Cosa è il voto elettronico

 

 

Il voto elettronico sarà la modalità in cui in futuro esprimeremo la nostra intenzione di voto. Al posto della scheda elettorale cartacea e della matita, ci sarà una voting machine, un dispositivo elettronico molto simile a un tablet e con schermo touch, con il quale il cittadino potrà esprimere il proprio voto. Sul display apparirà la scheda elettorale e premendo sul simbolo del partito, sul nome del candidato, sul "Sì" o sul "No" (solo in caso di referendum) si completerà la fase di voto. Per il momento il voto elettronico è stato utilizzato solo nelle votazioni per il referendum consultivo per la Regione Lombardia ed è servito come banco di prova per capire cosa fare per poterlo migliorare.

Cosa sono le voting machine

 

voting machine

Per esprimere il voto elettronico si utilizzano delle voting machine. Dispositivi simili ai tablet ma molto più grandi perché incorporano anche una stampante. La Regione Lombardia ha speso 22 milioni di euro per dotare gli 8000 seggi elettorali con 24000 voting machine, che dopo il voto sono state ricondizionate e donate alle scuole per utilizzarle come strumento didattico. Le voting machine utilizzate durante il Referendum sono prodotte da Smartmatic, azienda specializzata in questo settore e che da almeno venti anni produce voting machine. I suoi dispositivi vengono utilizzati per il voto elettronico in Venezuela, Zambia, Brasile, Estonia, Messico e negli Stati Uniti.

Come funziona il voto elettronico

L'esempio che faremo per il voto elettronico si basa sull'esperienza delle votazioni del 22 ottobre 2017 per il referendum consultivo per l'autonomia della Lombardia. Per poter votare è necessario recarsi al seggio con un documento d'identità valido e la scheda elettorale (per il referendum consultivo non è necessaria). Dopo aver concluso le fasi di riconoscimento, si entrerà all'interno della cabina elettorale e avremo davanti a noi la voting machine. Premendo sul pulsante inizia, apparirà la scheda elettorale. Per esprimere il proprio voto è necessario premere su uno dei bottoni presenti sullo schermo: per il referendum le opzioni di voto erano "Sì", "No", Scheda bianca". Una volta fatta la scelta, la si dovrà confermare premendo il tasto "Vota", oppure modificarla premendo su "Cambia" (sarà possibile farlo solamente una volta). Una volta completata la fase di voto, bisognerà aspettare cinque secondi affinché la voting machine elabori il tutto. Il cittadino ha anche la possibilità di non esprimere nessuna preferenza e in questo caso il presidente di seggio annullerà il voto.

 

come funziona voto elttronico

Se il voto elettronico sarà utilizzato in futuro per le elezioni amministrative o per quelle politiche, il funzionamento sarà molto simile. Sullo schermo, al posto dei bottoni per il "Sì", "No" e "Scheda bianca", ci saranno i simboli dei vari partiti con il nome dei candidati: basterà pigiare su chi si vorrà votare per esprimere la propria scelta.

Cosa cambia con il voto elettronico

Il voto elettronico non è poi così differente dal voto manuale. Ciò che cambia è solamente lo strumento con il quale esprimere la propria opinione. Differenti sono, invece, le operazioni di spoglio: gli scrutatori e il presidente del seggio non dovranno più contare scheda per scheda, ma una volta completata la fase di voto, basterà premere n semplice pulsante per stampare una tabella riassuntiva con tutti i voti. I rappresentanti di lista non potranno nemmeno protestare sull'annullamento di una scheda: avverrà tutto in automatico. Alla fine delle votazioni, i presidenti di seggio dovranno prendere la pennetta USB collegata alle voting machine e consegnarla insieme al foglio stampato all'ufficio elettorale della città.

Problema sicurezza

Oltre ai problemi legati alla rottura di una voting machine durante le fasi di voto, sono gli hacker l'ostacolo maggiore da superare affinché il voto elettronico venga utilizzato per tutte le elezioni. Essendo dei dispositivi elettronici connessi a una Rete comune, le voting machine potrebbero essere prese di mira dai pirati informatici e condizionare il risultato finale delle elezioni. Un pericolo vero, soprattutto in un periodo storico dove alcune Nazioni hanno affiancato all'esercito dei veri e propri battaglioni formati da hacker professionisti che hanno l'unico compito di realizzare virus capaci di rubare documenti riservati.

24 febbraio 2018

A cura di Cultur-e
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