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Biometria, futuro roseo grazie ad Apple

L'introduzione della tecnologia TouchID sull'iPhone 5S di Apple apre nuovi orizzonti per la biometria. Ma qualcuno ha dubbi sugli standard di sicurezza garantiti

Il nuovo tasto centrale dell'iPhone, con il lettore di impronte digitali integrato

Nei 6 anni e mezzo di vita dell'iPhone, moltissime tecnologie hanno beneficiato dell'ampissima diffusione dello smartphone realizzato da Apple. Basti pensare al multitouch, la tecnologia di controllo multitocco introdotta sul mercato dal gigante di Cupertino e successivamente adottata da tutti (o quasi) i produttori mondiali di smartphone, tablet e personal computer. L'ultima tecnologia che potrebbe sfruttare a proprio vantaggio il fascino commerciale è la biometria.

TouchID

Dopo tanto vociare, infatti, la società della mela morsicata ha introdotto sull'iPhone 5S la tecnologia TouchID. Il lettore di impronte digitali dovrebbe, nei piani dell'azienda, rendere più sicuro il dispositivo mobile e, allo stesso tempo, velocizzare alcune operazioni (come l'acquisto di contenuti dall'App Store). “È un modo veloce e sicuro per accedere alle funzioni del proprio telefono – si legge in una nota rilasciata da Apple. La tua impronta digitale può anche servire per acquistare contenuti dall'iTunes Store, dall'App Store e dall'iBook Store senza la necessità di dover inserire la password dell'account”.

 

iPhone 5S

 

I sensori utilizzati da Apple nella realizzazione dello scanner di impronte digitali sono realizzati da AuthenTec, società acquistata lo scorso anno da Cupertino per una cifra superiore ai 360 milioni di dollari. I sensori AuthenTec sono tra i migliori disponibili sul mercato e da diversi anni sono adottati, con grande successo, su laptop e altri dispositivi portatili. Insomma, l'investimento di Apple nel settore della biometria potrebbe ben presto pagare grossi dividendi.

Corsa all'oro

L'introduzione della biometria nel campo degli smartphone potrebbe infatti aprire nuovi orizzonti commerciali e finanziari. Certo, l'iPhone 5S non è il primo telefonino ad implementare un lettore di impronte digitali – in passato c'avevano già provato Motorola ed un produttore giapponese, senza grossi risultati –, ma ora sembra che i tempi siano maturi per una diffusione commerciale di questa tecnologia.

 

L'icona del TouchID nella nuova interfaccia grafica di iOS7

 

In un futuro nemmeno troppo lontano, la tecnologia TouchID potrebbe diventare la chiave di volta delle politiche di sicurezza di tutta la linea di prodotti Apple. Dall'accensione degli iBook e degli iMac, a password fisica per l'acquisto di contenuti – come tra l'altro già avviene – e per il pagamento contactless.

Integrando le funzioni dello scanner di impronte digitali con le funzionalità di Passbook, ad esempio, gli utenti Apple potrebbero gestire le loro carte di credito, i loro abbonamenti e carte d'imbarco in piena sicurezza. A quel punto sarà necessaria la scansione del proprio pollice (o indice) prima di concedere l'autorizzazione al pagamento o all'apertura stessa dell'app-portafogli di Apple.

Quale sicurezza

In molti, però, nutrono seri dubbi sugli standard di sicurezza assicurati da TouchID. In passato, lettori di impronte digitali come quello utilizzato da Apple sono stati “imbrogliati” utilizzando delle fotocopie delle dita, della plastilina sulla quale era rimasta impressa l'impronta digitale o, addirittura, delle caramelle gommose a forma di orsetto. Insomma, l'ostacolo-TouchID potrebbe essere tutt'altro che insormontabile.

 

Apple TouchID

 

Molto dipende dalla qualità di realizzazione dei sensori. “La tecnologia che permette la scansione delle impronte digitali non è stata inventata assieme al TouchID, ma è sul mercato da molto tempo – afferma Antonio Vila, un passato in Microsoft e ora co-fondatore di Smartaccess, start-up spagnola attiva nel campo della firma digitale e sicurezza informatica. Esistono sensori di ogni tipo e realizzati con materiali più o meno di qualità. È facilmente immaginabile, quindi, che ci siano sistemi di riconoscimento che possano essere bypassati in maniera più semplice di altri”.

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Una possibile soluzione è rappresentata dall'utilizzo combinato di una firma digitale con il lettore di impronte digitale o con metodi più “vecchi” come PIN e password. Ma Anil Jain, docente di sicurezza informatica presso la Michigan State University, ci tiene a rassicurare un po' tutti. “Ogni meccanismo di sicurezza può essere aggirato o bypassato. Un lucchetto o una serratura possono essere rotte e una password può essere rubata. I sistemi di sicurezza basati sulla scansione di impronte digitali sono più sicuri degli altri metodi, seppur non infallibili. Negli anni sono stati fatti diversi progressi e oggi è quasi impossibile imbrogliare un sensore utilizzando una fotocopia. L'importante è tenere presente che non esiste nessun sistema totalmente sicuro e, probabilmente, non verrà mai nemmeno inventato”.

Crescita sicura

Nonostante tutti i dubbi sollevati attorno alla tecnologia TouchID – c'è chi mette in dubbio la durata dei sensori, destinati a degradarsi nel giro di un anno o due – una certezza resta. Il settore è destinato a crescere a ritmi impressionanti. Dopo l'acquisto di AuthenTec da parte di Apple, le valutazioni di società attive nel settore dei sensori per impronte digitali sono raddoppiate e si prevede che nei prossimi mesi anche gli altri produttori di smartphone e tablet dovrebbero adottare sistemi di sicurezza similari. Voci di corridoio affermano che HTC è già pronta a lanciare un dispositivo dotato di lettore di impronte digitali, mentre Samsung starebbe guardando al mercato con molto interesse.

Un'iniezione di fiducia – e capitali freschi – non da poco, per un mercato che già cresce a ritmi annui del 10% ma che spera di incrementare ulteriormente i propri ritmi.

 

12 ottobre 2013

A cura di Cultur-e
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