Piattaforme come AirBnB e Booking dovranno pagare una cedolare secca del 21% (o secondo la propria aliquota fiscale) sugli affitti inferiori ai 30 giorni. È quanto prevede il nuovo decreto legislativo 50/2017 approvato dal Governo poco prima dell'inizio dell'estate. Sebbene fosse obbligatorio pagare le tasse sugli affitti brevi anche prima dell'approvazione del decreto legislativo, erano pochissime le persone che lo facevano, creando un mercato nero degli affitti che negli ultimi anni, con l'esplosione delle prenotazioni online, ha fatto registrare numeri da capogiro. Per i locatori era molto semplice evadere le tasse, dato che non avevano l'obbligo di registrare il contratto, essendo inferiore ai 30 giorni. Ma con le nuove norme sarà diverso: i locatori (AirBnb, Booking, le agenzie immobiliari o chi intasca il canone d'affitto) si trasformano in sostituti d'imposta e devono effettuare il pagamento tramite il modulo F24 dell'Agenzia delle Entrate. E per chi non rispetta le regole sono previste multe molto salate.

Le nuove norme volute dal Governo cercheranno di mettere un freno all'evasione che si è creata in questi ultimi anni intorno agli affitti brevi, obbligando i locatori a pagare le stesse tasse vigenti sugli affitti a lungo termine.

Chi dovrà pagare le tasse sugli affitti brevi

 

affitti brevi

 

Il decreto legislativo 50/2017 prevede per gli affitti brevi il pagamento di una ritenuta del 21% da corrispondere alle Agenzie delle Entrate. Per capire come il locatore dovrà muoversi all'interno delle nuove norme, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare con tutte le spiegazioni necessarie. La cedolare secca dovrà essere versata dal locatore, anche nel caso in cui siano delle piattaforme online come AirBnb o Booking o le semplici agenzie immobiliari. In precedenza, i locatori non avevano l'obbligo di comunicare i contratti che stipulavano nel caso in cui l'affitto era inferiore ai 30 giorni. Con le nuove norme, il contratto non dovrà essere registrato, ma il locatore avrà l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate il proprio nome, cognome, codice fiscale, durata del contratto, importo dell'affitto e indirizzo dello stabile. Se in un mese l'edificio è stato affittato più volte, può essere effettuata un'unica comunicazione aggregata.

Come e quando pagare le tasse sugli affitti brevi

Come prevedono le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, il primo pagamento con le nuove norme dovrà essere effettuato entro il 17 luglio del 2017 e dovrà tenere in considerazione tutti i contratti per gli affitti brevi stipulati dal 1 giugno 2017. Per effettuare il pagamento, il locatore o sostituto d'imposta dovrà compilare il modulo F24 utilizzando il codice 1919. La trasmissione dei dati dovrà essere effettuata tramite i canali online dell'Agenzia delle Entrate.

 

come pagare gli affitti brevi

 

I termini per pagare le tasse sugli affitti brevi

Una volta entrate a regime le nuove norme, il locatore dovrà pagare entro il 16 del mese, la ritenuta del 21% sugli affitti lordi del mese precedente. Gli affittuari dovranno pagare la ritenuta direttamente alla stipula del contratto di locazione: per le piattaforme come AirBnB e Booking sarà tutto molto semplice, dato che gli utenti pagano l'affitto della stanza o di un'abitazione in anticipo.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb