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Truffe online, il 33% nasce sui social, Telegram supera WhatsApp

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Dal romance scam alle finte offerte di lavoro, passando per TikTok Shop e le chat private: il report Revolut 2025 svela come si muovono oggi i truffatori online

criminale e truffe online Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • Le truffe online continuano a crescere e sono più redditizie: secondo il report Revolut 2025, gli schemi basati sull’inganno generano somme in media 13 volte più alte.
  • Social network e chat private restano il canale principale delle frodi: Facebook è il più coinvolto, cresce TikTok e Telegram supera WhatsApp come strumento di contatto per i truffatori.

Il fenomeno delle truffe online continua a crescere e, a livello globale, le perdite per le vittime si quantificano in miliardi di euro ogni anno. A fotografare lo scenario è il Revolut Consumer Security and Financial Crime Report 2025, che analizza le attività dei cybercriminali e permette di tracciare i casi di frode individuati fino a oggi.

Il dato più significativo riguarda il canale di diffusione: il 33% delle truffe nasce sui social network, con una prevalenza netta delle piattaforme Meta. In Italia, inoltre, emerge un altro segnale rilevante: Telegram supera WhatsApp come strumento di contatto per le frodi, confermando il ruolo centrale delle chat private nelle dinamiche di inganno.

Quali sono le truffe online più diffuse

Il report distingue due grandi categorie di frodi finanziarie: da una parte le transazioni non autorizzate, come il furto dei dati della carta o attacchi informatici, dall’altra le truffe vere e proprie, dove la vittima viene convinta ad autorizzare un pagamento.

Ed è proprio la seconda categoria a generare i maggiori profitti. Secondo Revolut, le somme estorte tramite truffe sono in media 13 volte più alte rispetto a quelle sottratte con la semplice compromissione degli strumenti di pagamento.

Nel caso delle transazioni non autorizzate, i criminali tendono a muovere piccole somme per non attirare l’attenzione. Nelle truffe, invece, il pagamento è volontario, almeno in apparenza, perché effettuato con l’inganno e può quindi raggiungere importi molto più elevati.

Tra gli schemi più diffusi spiccano le false vendite di beni e servizi, investimenti falsi o il cosiddetto romance scam, basato sulla costruzione di una finta relazione affettiva.

Proprio il fattore relazionale si conferma decisivo: più la comunicazione diventa personale e diretta, maggiore è la probabilità che la vittima si fidi.

Quali sono i social più colpiti dalle truffe

Il 33% delle truffe ha origine dai social network e tra questi Facebook è coinvolto nel 21% dei casi, mentre Instagram e TikTok si fermano al 6%, con la differenza che nel secondo caso c’è stata una crescitadel 500% rispetto ai report precedenti.

Secondo i ricercatori, l’aumento dei casi sulla piattaforma cinese è legato al successo del marketplace TikTok Shop, che ha ampliato le opportunità di frodi legate all’e-commerce e alle inserzioni sponsorizzate.

Accanto ai social, resta fondamentale il ruolo delle app di messaggistica. In Italia, il report segnala che Telegram ha superato WhatsApp come canale utilizzato dai truffatori, grazie alla possibilità di creare gruppi, usare username anonimi e spostare rapidamente le conversazioni fuori dalle piattaforme pubbliche.

Il modello è sempre lo stesso: primo contatto pubblico, poi trasferimento su chat privata, costruzione di un rapporto diretto e infine richiesta di denaro.

Chat usate per le truffe

Uno degli elementi più interessanti emersi dal report è il peso delle cosiddette interazioni personalizzate via chat. I truffatori non si limitano più a messaggi generici o spam massivo: investono tempo nella costruzione di conversazioni credibili.

Questo approccio aumenta la fiducia e consente di arrivare a somme più alte. Non è un caso che le truffe relazionali e finanziarie risultino molto più redditizie rispetto ai semplici furti di dati.

Il rischio, quindi, non è solo tecnico ma psicologico. E si muove su piattaforme che milioni di persone utilizzano ogni giorno per comunicare con amici e familiari.

Truffe sul lavoro, attenzione alle offerte perfette

Accanto alle frodi legate a investimenti, vendite online e relazioni personali, il report evidenzia anche la crescita delle truffe rivolte a chi cerca lavoro. Si tratta di schemi che sfruttano l’urgenza economica o il desiderio di trovare rapidamente un’occupazione, proponendo offerte apparentemente vantaggiose.

Il meccanismo è ricorrente: un contatto via social o app di messaggistica, la promessa di un impiego semplice e ben retribuito (spesso un lavoro da remoto) e la richiesta di un pagamento iniziale per “spese amministrative”, corsi di formazione o strumenti necessari per iniziare.

In altri casi viene chiesto di anticipare somme di denaro con la promessa di un rimborso successivo.

Anche in questo ambito il passaggio dalla piattaforma pubblica alla chat privata personalizzata è centrale. Il truffatore costruisce un rapporto diretto, fornisce dettagli credibili e documenti apparentemente ufficiali, aumentando la fiducia della vittima.

Il rischio è amplificato dalla diffusione di annunci sponsorizzati e gruppi dedicati alle offerte di lavoro, dove distinguere tra opportunità reali e tentativi di truffa diventa sempre più complesso.

Per scoprire di più: Sicurezza informatica: guida alla navigazione sicura sul web

Come funzionano le truffe degli investimenti online?

Le truffe degli investimenti online partono da contatti su social network o chat, spesso generati con l'AI, che portano a falsi siti finanziari e richieste di denaro sempre più consistenti.

Domande frequenti (FAQ)

  • Quali sono le truffe online più diffuse?
    Le truffe online più diffuse si dividono in transazioni non autorizzate e truffe vere e proprie, con queste ultime che generano profitti significativamente più alti.
  • Quali sono i social più colpiti dalle truffe?
    Il 33% delle truffe online ha origine dai social network, con Facebook coinvolto nel 21% dei casi, seguito da Instagram e TikTok.
  • Quali chat vengono utilizzate per le truffe?
    Le chat private, in particolare su Telegram, sono sempre più utilizzate dai truffatori per creare un rapporto diretto con le vittime e convincerle a compiere pagamenti.
A cura di Cultur-e
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