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Cos'è il DRM

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Cos'è il DRM FASTWEB S.p.A.
DRM
Agenda Digitale
Set di tecnologie ideato con lo scopo di difendere il diritto d'autore e prevenire la copia illegale di contenuti multimediali, ha vissuto alterne fortune

Il Digital rights management (gestione dei diritti digitali se tradotto in italiano, spesso abbreviato in DRM) è una classe di tecnologie utilizzata dai produttori di hardware, dagli editori, dai possessori del copyright e da individui con l'intento di controllare l'utilizzo dei contenuti digitali e dei dispositivi dopo la loro vendita. La definizione di DRM non è comunque univoca: la prima generazione di software DRM aveva come obiettivo il prevenire la copia dei contenuti digitali; la seconda generazione, invece, vuole controllare l'esecuzione, la visione, la copia, la stampa e l'alterazione di contenuti e dispositivi protetti dal diritto d'autore.

A cosa si applica il DRM

Data una definizione così ampia, i campi di applicazione di questo set di tecnologie è altrettanto largo ed eterogeneo. Il Digital rights management può trovarsi in una copia di un videogioco, in un e-book, nella copia digitale di un film e in un CD musicale. Molte le società che, nel tempo, lo hanno applicato ai loro prodotti digitali: tra le altre Amazon, Apple, Google, BBC, Microsoft, Electronic Arts, Sony e Valve Corporation.

 

DRM

 

Pro e contro

Inutile dire che l'applicazione del DRM non sia universalmente accettata. Alcuni produttori sostengono che questo set di tecnologie sia necessario per combattere la violazione del diritto d'autore messa in atto dai cosiddetti pirati informatici e proteggere chi detiene la proprietà artistica e intellettuale dei prodotti; altri sostengono che il “lucchetto digitale” sia da ritenersi necessario per proteggere la proprietà intellettuale allo stesso modo in cui la proprietà personale viene protetta da possibili tentativi di furto.

Di contro troviamo una strenua opposizione, intellettuale e non, al concetto stesso di digital rights management. Prima di tutto, sostengono gli oppositori, è tutta da confermare l'ipotesi per la quale il DRM proteggerebbe i contenuti digitali ed eviterebbe la loro copia fraudolenta. Come se non bastasse, questo set tecnologico arginerebbe il contributo che i piccoli produttori e distributori potrebbero dare allo sviluppo tecnologico e intellettuale del mondo dell'editoria, dei video games, della musica e molto altro ancora.

Le varie tecnologie DRM

Le tecnologie DRM possono ridursi a due grandi gruppi: contratti di licenza restrittivi e utilizzo di tecnologie crittografiche con incorporazione di tag di riconoscimento. Nel primo caso l'accesso ai materiali digitali coperto da diritto d'autore è costantemente controllato (ad esempio, tramite delle credenziali di autenticazione; nel secondo, l'accesso al materiale e la sua riproduzione è controllato tramite crittografia e utilizzo di tag di riconoscimento.

 

DRM

 

  • DRM e software. Nel campo dei software, tutto ciò può tradursi in diverse tattiche di protezione dei contenuti. Alcune software house, ad esempio, limitano il numero di sistemi su cui il programma può essere installato: a seconda della tipologia di licenza che accompagna il prodotto, questo può essere installato su una, due, tre, cinque o più macchine. Electronic Arts, Ubisoft e molte altre, invece, legano l'utilizzo del programma all'autenticazione online: solo gli utenti che possiedono una copia originale del gioco e il relativo codice d'attivazione possono autenticare la loro identità digitale e giocare con il videogames

  • DRM ed ebook. Allo stato dell'arte, esistono quattro differenti tipologie di Digital rights management legate al mondo dell'editoria digitale. Il DRM di Amazon è un adattamento del sistema di crittografia originale già adottato con il formato Mobipocket. Il DRM Adobe si applica a diverse tipologie di formati ebook, ePub e PDF su tutti. Negli ultimi mesi del 2013, la società statunitense ha annunciato l'intenzione di voler utilizzare un nuovo schema DRM, anch'esso utilizzabile da diversi dispositivi e formati digitali. L'Apple Fairplay DRM si applica esclusivamente al formato ePub ed è leggibile solo attraverso l'applicazione iBook su dispositivi iOS. Il DRM Marlin è stato sviluppato – ed è tutt'ora mantenuto – da un gruppo aperto di industrie conosciuto come Marlin Developer Community. Al suo interno troviamo big del calibro di Sony, Samsung e Philips

  • DRM e film. Un primo tentativo di utilizzare tecnologie DRM legate al mondo cinematografico è datato 1996. Alcuni produttori cinematografici iniziarono ad utilizzare un algoritmo crittografico che impedisse la libera riproduzione e copia dei materiali digitali contenuti nei DVD. I produttori di lettori DVD, affinché il disco fosse leggibile, avrebbero dovuto implementare la tecnologia crittografica all'interno dei loro dispositivi, così da poter decodificare i filmati. Nel 1999 Microsoft presentò il Windows Media RDM, software capace di leggere in maniera automatica cosa l'utente potesse fare e cosa non potesse fare con i contenuti multimediali in suo possesso. Oggi, invece, il Marlin DRM è il set DRM più utilizzato in ambito multimediale, grazie anche al supporto dei vari Samsung, Sony e Philips

 

Lettore ebook

 

  • DRM e musica. I primi tentativi di applicare tecnologia DRM in ambito musicale si ebbero al tempo della massiccia diffusione dei CD musicali. Sony, ad esempio, installava software ad hoc sui computer degli utenti, così da impedire la copia illegale dei contenuti musicali del CD. L'installazione di software di tale genere esponeva i computer a seri rischi, rendendoli facilmente hackerabili. Il metodo, inoltre, si rivelò antieconomico e nel 2007 tutti i produttori musicali decisero di non adottare più tecnologie DRM su CD e altri supporti musicali.

    Stessa sorte toccò ai DRM applicati ai contenuti scaricabili dai vari negozi iTunes, Amazon e Sony. Apple, con l'iTunes Store, fu la prima ad abolire totalmente il Digital rights management nel 2009, offrendo ai suoi iscritti solamente tracce musicali DRM-free

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