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Cos'è e come funziona Mastodon

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Cos'è e come funziona Mastodon FASTWEB S.p.A.
Il simbolo di Mastodon
Social
Nato nella prima metà del 2017, permette di scrivere toots di 500 caratteri e offre filtri contro linguaggio offensivo e spoiler

Il 2017 non sarà di certo ricordato come il miglior anno nella storia di Twitter. In questi dodici mesi, la rete di microblogging ideata da Jack Dorsey è passata di crisi in crisi, tanto che qualcuno ha creduto che la stessa sopravvivenza di Twitter fosse pericolosamente messa a rischio. Dopo le voci di cessione (a Google, a Disney, a Microsoft e decine di altri potenziali acquirenti) stoppate dallo stesso Dorsey, il social network cinguettante è passato attraverso le forche caudine digitali delle fake news (e della rete di bot che le diffonde) e del mai risolto problema del cyberbullismo e dei post o commenti offensivi.

In questo panorama tutt'altro che roseo ha provato a inserirsi Mastodon, una rete sociale "tale e quale" a Twitter che prova a sfruttarne il momento negativo per guadagnare utenti e visibilità. Nata nei primissimi mesi del 2017, Mastodon ha conosciuto un'improvvisa notorietà tra fine marzo e inizio aprile dello stesso anno, quando Twitter ha cambiato le modalità di visualizzazione delle repliche ai tweet. Una modifica che non ha incontrato (almeno inizialmente) i favori degli utenti, molti dei quali hanno deciso di dare una chance a Mastodon.

Nel giro di poche ore il numero di iscritti è cresciuto del 73%, ma la base utenti resta comunque limitata. A fine 2017 Mastodon può contare su circa 200 mila iscritti (qualcosa in meno, probabilmente), mentre Twitter resta stabile tra i 320 e i 330 milioni di utenti attivi mensilmente. Insomma, i rapporti di forza tra le due reti sociali sono ancora fortemente sbilanciati, ma Rochko spera in qualche altro passo falso del social network cinguettante per veder crescere la propria fan base.

Che cos'è Mastodon

A voler essere un po' cattivi, Mastodon può essere definito come la copia di una vecchia versione di Twitter, cui sono stati cambiati i colori dell'interfaccia utente e aggiunte alcune funzionalità da tempo richieste dalla community degli utenti del social di Jack Dorsey. Mastodon è un social network gratuito, open source e distribuito basato sul microblogging. Per iscriversi gli utenti non devono pagare nulla, mentre il codice sorgente può essere liberamente scaricato da GitHub, insieme alle API del servizio. Ciò vuol dire che chiunque può creare una sua versione di Mastodon o realizzare applicazioni e tool che migliorino il funzionamento della rete sociale senza che Rochko debba mettere mano al codice sorgente della sua creatura.

 

Interfaccia utente di Mastodon

La natura open source e distribuita della rete sociale, consente di mantenere piuttosto bassi i costi di gestione dell'intera infrastruttura. Al momento il "ramo principale" della rete sociale è finanziato da una campagna di crowdfunding su Patreon, che consente a Rochko di ripagare i costi che lui sostiene per tenere aperto il canale principale di Mastodon. Altri canali (o istances, come sono chiamate nel gergo del social) possono essere creati e gestiti (e mantenuti, dunque) da chiunque decida di aprirne uno.

Come funziona Mastodon, per chi gestisce istances

Come detto, Mastodon è open source e basato su un'infrastruttura distribuita. Ciò vuol dire che chiunque può scaricare il codice sorgente (o le API) e installarlo su un proprio server, creando quella che in gergo è chiamata istances. Per questo si potrebbe anche dire che Mastodon è, in realtà, una "federazione" delle varie istances che lo compone, ognuna delle quali rappresenta un nodo di una grande rete in grado di mettere in contatto tra loro decine di migliaia di utenti in tutto il mondo.

Sullo stile dei canali delle vecchie chat di inizio anni 2000 (chi non ricorda i canali di IRC o le stanze di Yahoo! chat?), ogni istances può essere dedicata a un particolare argomento e assegna agli iscritti un nome utente leggermente differente. I gestori, inoltre, possono decidere autonomamente regole di moderazione e comportamento differenti dalla principale: ognuno, insomma, può creare una community a propria immagine e somiglianza.

 

Mastodon

Come funziona Mastodon, per gli utenti

Chi è abituato a utilizzare Twitter, non avrà difficoltà a creare contenuti su Mastodon. Come detto, infatti, si tratta di una sorta di "copia" della rete sociale cinguettante, con alcuni lievi aggiustamenti. Il più evidente riguarda la lunghezza dei post o contenuti (chiamati toots): se su Twitter è stata portata dai canonici 140 caratteri a un massimo di 280 caratteri, Mastodon dà la possibilità di scrivere toots di ben 500 caratteri. I toots, inoltre, saranno ordinati in mero ordine cronologico: non c'è un algoritmo che assegna una priorità a un contenuto piuttosto che un altro come accade, invece, su Twitter e le altre reti social.

Particolarmente interessanti, poi, sono le impostazioni di privacy e sicurezza: oltre a offrire un filtro anti-abusi e offese, Mastodon fa scegliere agli utenti il livello di privacy di ogni singolo post. Sta agli utenti Mastodon, dunque, decidere chi può leggere i loro toots e chi invece no scegliendo tra quattro differenti livelli: Public, Private, Unlisted (nessuno potrà leggerlo) o Direct.

Per quel che riguarda il nome utente, tutto dipende dall'istances cui ci si è iscritti originariamente. Se, ad esempio, ci si è iscritti alla istances principale, il proprio nome sarà "user@mastodon.social"; se l'iscrizione è avvenuta su un'istances secondaria il nome sarà "user@mastodon.xyz" o "user.mastodon.technology". Ovviamente, l'iscrizione a differenti istances non pregiudica la possibilità di poter comunicare con tutti gli altri iscritti di Mastodon, ma ne rende complessa la ricerca tra i vari server. Come spiegato da Rochko, il nome utente deve essere pensato come una sorta di indirizzo di posta elettronica: se si vuole contattare qualcuno, sarà necessario scrivere per intero il suo user name, compreso di istances.

10 dicembre 2017

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