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Nude, l'app per proteggere le foto compromettenti sul telefono

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Nude, l'app per proteggere le foto compromettenti sul telefono FASTWEB S.p.A.
Nude, l'app per proteggere le foto compromettenti sul telefono
Smartphone & Gadget
Una sorta di cassaforte per smartphone ad intelligenza artificiale per proteggere la tua galleria delle foto osé

Le immagini di nudi sono una inconveniente realtà dell'era mobile. La combinazione che c'è tra fotocamere sempre migliori e meccanismi di condivisione sempre più semplici hanno reso lo scambio di immagini esplicite un fatto, per chiunque cerchi qualsiasi tipo di relazione online. Ma nella gestione di queste immagini esplicite la tecnologia non è sempre nostra amica. La galleria fotografica nel telefono non rileva l'esistenza di foto compromettenti al suo interno perciò si rischia sempre di mostrare nudità personali o di altri agli amici che sfogliano la galleria. E, come dimostrato dalle numerose notizie di celebrità che hanno subito furti di immagini personali dai servizi di storing online come iCloud, questa soluzione è ancora troppo vulnerabile.

In assenza di attenzioni da parte dei produttori iOS e Android, alcuni imprenditori hanno deciso di riempire questo vuoto, creando Nude, una nuova app realizzata da due programmatori 21enni dell'Università di Berkeley, in grado di creare la più sofisticata applicazione per la conservazione di contenuti privati mai vista prima. L'innovazione chiave è l'utilizzo della tecnologia di machine learning nelle librerie di immagini, che scansiona di fatto le fotografie riconoscendo immediatamente i nudi e spostandoli all'interno di una sorta di cassaforte. L'app è attualmente disponibile per iOS.

Jessica Chiu e Y.C. Chen, che hanno realizzato l'app assieme ad un piccolo team di sviluppo, dicono di aver ricevuto costanti domande, durante la presentazione al TechCrunch Disrupt, del tipo "Oh, io non ho foto di nudo nel telefono, ma potreste dare qualche dettaglio in più?", per poi concludere con "Oh sì, ne avrei davvero bisogno?".

La Chiu ha detto di aver iniziato ad interessarsi al business delle cose relative alle nudità private, dopo aver parlato a lungo con diverse celebrità di Hollywood. Ognuna di esse possedeva una grande quantità di fotografie compromettenti sul proprio telefono o laptop, e tutte esprimevano dubbi e perplessità sull'effettiva sicurezza. Una volta rientrata a Berkeley, la ricercatrice ha chiesto in prestito i telefoni dei suoi amici per recuperare le foto fatte all'evento e scorrendo nelle gallerie si è inevitabilmente imbattuta in alcune foto di nudo.

Quindi, assieme al collega Chen, allo sviluppatore armeno Edgar Khanzadian e ai fondi di un programma per le imprese, hanno costruito Nude.
Ma come funziona?
Quando l'app trova ciò che pensa essere una foto di nudo, la sposta automaticamente in un album privato e protetto da codice PIN all'interno della stessa app. Questo funziona però con le immagini appena ricevute o scattate, quindi per tutte le altre già in memoria si dovrà provvedere a spostarle manualmente.

Dopo aver lanciato una finestra di dialogo per confermare lo spostamento dell'immagine, l'app provvederà alla sua cancellazione sia dalla galleria che da iCloud. Inoltre, Nude utilizzerà la fotocamera frontale del dispositivo per scattare una foto di chiunque cerchi di entrare all'interno dell'app sbagliando il PIN.
Nude invierà la foto a sé stessa, conservandola all'interno della sua memoria.

Tutto questo è possibile grazie a CoreML, il framework di machine learning creato da Apple con iOS 11 (molto simile a Tensorflow per Android, utilizzato per la versione non-Apple dell'applicazione). Queste librerie consentono agli sviluppatori di richiedere compiti sempre più dettagliati al sistema di machine learning, come il riconoscimento del dispositivo stesso o del suo reale utilizzatore senza inviare l'immagine al server. Questo limita la capacità dell'hacker alle prime armi di avere libero accesso ai contenuti compromettenti. (Per i dispositivi con iOS 10 o precedenti, Nude utilizza il sistema di Facebook Caffe2, ma allo stesso modo gestisce l'analisi locale del telefono).

Chiu e Chen hanno utilizzato immagini di nudo reali, per "educare" la machine learning, ma hanno anche scoperto che il risultato è spesso inaccurato specialmente con le persone di colore. Quindi, per risolvere la cosa, hanno costruito un software che analizza siti come PornHub per immagini rappresentative, collezionando circa 30milioni di immagini d'esempio. L'algoritmo non è ancora perfetto, dicono i creatori, sotenendo che "se sei uomo e hai un po' di tette, il software importerà l'immagine nel sistema". Ma migliorerà, nel tempo.

Ovviamente è possibile utilizzare Nude per memorizzare molto più che solo foto di nudo: i fondatori dicono che è un ottima soluzione per conservare foto dei documenti e dati sensibili di qualsiasi natura. Ma è dedicato principalmente alle foto di nudo – così come lo slogan dice "l'app più sexy che mai" – che può riconoscere da sola. L'app, inoltre, è un sistema di business sostenibile: il suo utilizzo costa solo un dollaro al mese.

18 ottobre 2017

Fonte: theverge.com

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