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 Un'identità biometrica digitale per tutti, tramite un'app per smartphone.

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 Un'identità biometrica digitale per tutti, tramite un'app per smartphone. FASTWEB S.p.A.
Yoti si prefigge l'obiettivo di fornire a ognuno un'identità biometrica digitale, il tutto tramite un'app per smartphone.
Smartphone & Gadget
YOTI o Your Own Trusted Identity verificherà la tua identità con l'utilizzo di parametri biometrici tramite un'app gratuita

Yoti, una start-up britannica, sta provando a istituire un sistema globale di identificazione per proteggere gli utenti da qualsiasi furto di identità conservando, catalogati e archiviati, i dati di tutti. Le informazioni infatti resteranno all'interno dell'ecosistema Yoti, dove le varie informazioni come nome, genere, data di nascita, ecc saranno criptate e archiviate separatamente. Solo l'utente interessato potrà accedervi e recuperarle integralmente.

Yoti, nome che deriva da Your Own Trusted Identity, richiede un semplice smartphone e sarà disponibile nelle versioni sia per iOS che Android. Il pubblico interessato sarebbe potenzialmente di miliardi di utenti.

Yoti richiederà agli utenti di creare un'identità digitale. Questo implica che dovranno fornire identificativi biometrici come una ripresa video del volto e della voce, in aggiunta a una fotografia registrata su un documento di identità valido per il governo, come ad esempio quella del passaporto o della patente di guida.

Yoti eliminerà il tutto subito dopo aver creato il profilo ID. Il co-fondatore e CEO, Robin Tombs, assicura infatti che le foto dei passaporti vengono cancellate dopo sette giorni.
Gli utenti in possesso di un telefono con Sistema Android con NFC possono leggere direttamente il chip dal loro passaporto, mentre per gli utenti Apple questo non è ancora possibile.

Se una compagnia vorrà verificare l'identità di un utente, potrà farlo tramite un QR code di riferimento e l'app Yoti. Essi potranno verificare la propria identità Yoti inserendo un codice digitale di 5 cifre o il loro profilo biometrico, facendo un video a loro stessi o pronunciando parole casuali in direzione dello schermo del proprio smartphone. Se si sta usando lo smartphone con la camera nella modalità normale, l'app girerà automaticamente la fotocamera nella modalità frontale per permettere il riconoscimento in maniera facile e veloce.

Tombs afferma che il sistema non è completamente a prova di truffa perchè un utente potrebbe essere in possesso di passaporto o patente falsi. In ogni caso risulta più sicuro di altri metodi basati su un riconoscimento tramite nome e indirizzo di residenza, posizione, compleanno, cognome da nubile della propria madre o generalità simili.

Un altro vantaggio per gli utenti sarà quello di poter verificare e confermare le proprie identità senza dover divulgare informazioni personali. Per esempio nel caso in cui ci sia la necessità di esibire un proprio documento per provare che si è maggiorenni, questo porta a trasmettere molte più informazioni personali oltre alla data di nascita, senza che ce ne sia la necessità.

Un ulteriore vantaggio è che le persone potranno usare una singola identità Yoti per molti scopi, come supermercati, locali, banche o quant'altro. Essa funziona inoltre come un sistema peer-to-peer che si può utilizzare quando si incontra per la prima volta qualcuno che non si conosce.

Inoltre, ovviamente, Yoti lavora online a livello globale. Si può usare infatti per effettuare il log-in sui siti web ed è dotato di password.

Yoti non ha bisogno di vendere i dati personali degli utenti o spazi pubblicitari, dato che si finanzia facendo pagare le compagnie per il loro servizio di ID.

"Noi abbiamo un modello di business maturo" afferma Tombs. "Molte aziende al momento pagano per controllare in background con una percentuale di successo dell'80%. Questo sicuro non è un buon risultato quanto di avere una percentuale di successo del 100%... e noi siamo più a buon mercato di un normale database."

Certamente però c'è però il classico problema dell'uovo e della gallina nel momento della scelta di adottare o meno un servizio come Yoti. Molti utenti non accettano di creare una propria identità digitale se non ne hanno un pressante bisogno e molte compagnie non sono propense a richiedere un sistema di riconoscimento Yoti se nessuno dei loro dipendenti ne è in possesso.

Questo problema sarebbe facilmente risolvibile se Facebook o un grosso dipartimento del governo dovessero adottare integralmente la soluzione Yoti. Essere adottata da una banca o da una grossa catena di supermercati a livello nazionale, che risulta possibile se un circuto come NCR  (sistema bancomat USA) dovesse supportare il sistema, sarebbe un enorme passo avanti. Anche Twitter trarrebbe giovamento dall'adozione di un sistema come Yoti.

Al momento Yoti sta lavorando con un paio di dozzine di realtà. Fra queste troviamo NSPCC, l'associazione nazionale di beneficenza del Regno Unito, NCR, Reed, una grande agenzia di reclutamento, e Deltic, la più grande catena di nightclub del Regno Unito.

Le persone che utilizzano siti liberi da pubblicità per comprare e vendere oggetti potrebbero usare Yoti per confermare la loro identità e ricevere un Trusted Member badge. Questo approccio potrebbe funzionare su eBay, Gumtree o Craiglist e su siti di incontri online.
Yoti, secondo dati rilasciati dalla stessa compagnia, ha ottenuto 140 mila download finora e ben 95 mila arrivano da utenti britannici.

L'azienda, fondata nel 2014, a oggi conta circa 180 dipendenti, la maggior parte a Londra. Lo scopo di Yoti è di raggiungere il milione di utenti "entro l'estate del 2018, espandendosi in India, Stati Uniti ed Europa". Il servizio è già in grado di accettare passaporti da 140 nazioni.

13 novembre 2017

Fonte: zdnet.com

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TAGS: #privacy #identità digitale #sicurezza

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