L'antica città simbolo del Perù ha rappresentato una concreta sfida dell'uomo nei confronti della natura. La perfezione e la bellezza delle mura, l'atmosfera e il fascino che emana sorprendono ancora a distanza di tanti secoli.
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Sembra di sentire l’eco scaturito dalle pietre e la voce degli dei che risuonano ancora tra i resti archeologici del Perù, in una sfilata senza tempo di vestigia culturali in attesa di essere ammirate. Grazie alla presenza affascinante di templi, palazzi e città costruiti sia con la pietra che con il fango, con granito o con mattoni crudi, il Perù mette in evidenza il magnifico passato con testimonianze che, per nostra fortuna, si sono rifiutate di sparire.
Il sito archeologico di Machu Picchu è il simbolo incontrastato dell’epoca inca, in grado di sprigionare una magia speciale legata a popoli, miti, misteri e leggende. I resti dell’antica cittadina inserita tra le Sette Meraviglie del Mondo si trovano ad oltre un centinaio di chilometri da Cuzco, nella valle dell’Urubamba. Il nome deriva dai termini in lingua quechua, l’idioma nativo degli inca, di machu che significa vecchio e pikchu che vuol dire cima o montagna.
Da quando fu scoperta, il 24 luglio del 1911 dall’esploratore e politico statunitense Hiram Bingham, Machu Picchu è stata considerata uno dei monumenti architettonici più importanti del pianeta, per la sua magnificenza e la perfetta costruzione. Si estende per quasi un chilometro e sorge alla base di un picco, circondata da un rilassante silenzio fatto di montagne e profondi canyon. Sorprendente è vedere la perfezione della sua solida struttura, l’uso equilibrato dello spazio e l'armonioso inserimento con l’ambiente naturale circostante.
Costruita totalmente in pietra, si distingue nella zona urbana, ricca di piazze, osservatori, orologi solari, templi, palazzi, scalinate e fontane, e la zona agricola composta da vari tipi di terrazze per la coltivazione. I suoi architetti avevano disegnato i piani della città in funzione degli elementi naturali che circondano il luogo. Tutto sembra essere stato costruito rispetto al dio principale degli Incas, il sole. Si narra che un uccello chiamato Kakaqllu conoscesse la formula per ammorbidire le pietre, ma che, per ordine forse degli antichi dei inca, si strappò la lingua per non divulgarla.
Un’altra leggenda racconta di una pianta magica che scioglieva la roccia e che si poteva compattare, per questo si ammira la sorprendente perfezione e bellezza delle mura costruite unendo pietra su pietra, senza cemento o altro materiale incollante. I misteri legati alla città perduta degli Inca ancora oggi non sono stati svelati: gli archeologi non hanno potuto decifrare la storia e la funzione di Machu Picchu, ma probabilmente è anche per questo che il sito sorprende ancora con il suo inesauribile fascino.