Cinema

Lourdes e i suoi miracoli

Lourdes e i suoi miracoli

Il corpo e l'anima, la fede e il dubbio, la ricerca del senso e la casualità del miracolo. Temi di grande portata quelli affrontati dalla giovane regista Jessica Hausner nel suo apprezzatissimo "Lourdes", in uscita l'11 febbraio nelle sale italiane.

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Uscirà proprio nel giorno dell’anniversario della prima apparizione della Madonna alla giovane contadina Bernadette, l’atteso "Lourdes" della regista austriaca Jessica Hausner.
Un film che arriva direttamente dall’ultima edizione del Festival di Venezia, dove si è guadagnato premi (premio Signis dell'Organizzazione Cattolica Internazionale per il Cinema; premio La Navicella della Fondazione Ente dello Spettacolo e della Rivista del Cinematografo e il premio Brian dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e commenti favorevoli, mettendo anche per una volta d’accordo cattolici ed atei.

Affetta da sclerosi multipla e paralizzata da anni, la giovane Christine (la brava Sylvie Testud) decide di intraprendere un viaggio della speranza nel celebre santuario nel cuore dei Pirenei. Una mattina, svegliandosi, capirà di essere in grado di stare in piedi e camminare, malgrado la malattia sia sempre in agguato e il comitato dei medici di Lourdes esprima un verdetto incerto sulla sua guarigione.

Sullo sfondo di un mondo in cui convivono fede e business, fiducia e invidia, dolore, riti e incredulità, il film racconta di un miracolo, ma nasce soprattutto – come sottolinea la non credente regista – dalla voglia di "parlare dei limiti che abbiamo nella vita, di come non possiamo avere tuttoAvere fede significa credere che esista qualcosa che non si può spiegare e che supera i limiti della comprensione. I credenti lo chiamano dio. La fede consente di accettare che i miracoli possano accadere, è questa l’essenza della fede. Nel mio film il miracolo esiste: accade qualcosa di «miracoloso», che però in seguito diventa abbastanza banale. Allora ci si rende conto che questo «miracolo» non racchiude necessariamente una morale o un senso…che forse è soltanto un caso”.
Così, non importa se la guarigione della protagonista sia reale oppure no, perché quello che preme evidenziare nel film è "la consapevolezza della transitorietà della vita" e come essa possa rivelarsi "al tempo stesso meravigliosa e banale".

Cronaca di un viaggio di speranza, che incuriosisce anche per il punto di vista scelto dalla regista per addentrarsi e analizzare il fenomeno della fede e della speranza nel miracolo, "Lourdes" è un lavoro interessante e delicato, a cui non mancano stile e humour.
Distribuito in 70 copie da Cinecittà Luce, il film sarà in sala a partire da giovedì 11 febbraio, e verrà proiettato anche nelle scuole italiane.

9 Febbraio 2010

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Stefania Seghetti
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