Arte e Cultura

Una sedia non poteva bastare

Una sedia non poteva bastare

Harry Bertoia in mostra a Pordenone, con la sua celebre sedia e la carriera che lo portò al successo nei mondi dell'arte e del design. Scultore, grafico, musicista, innovatore oltre le convenzioni, fu un grande friulano trapiantato negli States.

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Di Harry Bertoia, friulano trapiantato in America, tutti ricordano il successo planetario della sedia Diamond. A trent’anni dalla morte, Pordenone dedica alla sua carriera una grande mostra presso la doppia sede del Civico Museo d’Arte e degli Spazi Espositivi della Provincia; la prima esposizione realizzata in Europa con prestiti dal Guggenheim Museum di New Work e dal Vitra Museum di Weil am Rhein.

Sullo sfondo dell’America di Jackson Pollock, Alexander Calder, Josef Albers, della diffusione dell’astrattismo e dell’esplosione del design, Bertoia si conquistò in America un suo spazio a cavallo dei mondi dell’arte e del design, diventando protagonista assoluto di entrambi.

Rifuggì dalle etichettature di industrial designer, scultore, grafico o musicista, muovendosi da un campo all’altro all'insegna di una contaminazione innovativa. Se la sedia ideata per la Knoll International ha fatto storia, le sue sculture sorprendono per la funzionalità.

La sua esperienza maturò nello straordinario contesto della scuola americana Cranbrook di Bloomfiel Hills, dove perfezionò la lavorazione dei metalli, la realizzazione orafa e le tecniche di disegno. In seguito Florence Knoll gli offrì di lavorare in libertà ad un progetto che s’inserisse nella logica aziendale della Knoll: nacque la serie Diamond, esposta in anteprima mondiale nel 1952 a New York. Grandi architetti come Eero Saarinen e Minoru Yamasaki gli avrebbero chiesto sculture pensate per dialogare con gli spazi architettonici.

In mostra, una sezione introduttiva parla degli anni giovanili di Bertoia, delle sue prime produzioni grafiche e dei gioielli, banco di prova per l'esperienza scultorea. Nella successiva sezione il rapporto con Hilla Rebay, fondatrice del Museo di Non-Objective Art di New York, nucleo embrionale del Guggenheim Museum. Infine, la parte dedicata alla scultura che riunirà, per la prima volta in Europa, le sue principali esperienze, dalle opere degli anni cinquanta di impostazione geometrica, alle scultore sonore. Esposta anche documentazione d’epoca, tra cui fotografie, video, documenti. La casa natale dell’artista a San Lorenzo d’Arzene (PN) resterà aperta nei fine settimana.

HARRY BERTOIA 1915 – 1978.

Decisi che una sedia non poteva bastare”
Dal 23 maggio al 20 settembre 2009
Pordenone, Civici Musei d’Arte (Corso Vittorio Emanuele II, 51)
e Spazi espositivi Provinciali (Corso Garibaldi, 8).
Per informazioni e prenotazioni:

Civico Museo di Pordenone, tel. 0434. 392311-312
Sito Internet: www.harrybertoia.net

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Annarita Camardella
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