Arte e Cultura

In agosto la cultura sceglie il sud…

In agosto la cultura sceglie il sud…

Tra le montagne dell'Alto Molise un tripudio di arti celebra l'estate. A Capracotta, teatro, pittura, folklore e musica, per uno scenario ricco di suggestioni. Dal cuore pulsante del sud, tradizione e innovazione vibrano all'unisono sulle note dei Martinicca Boison.

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Aria frizzante, panorami mozzafiato, prelibatezze culinarie e atmosfere fiabesche, solo alcuni dei motivi che d’estate spingono migliaia di persone fino a Capracotta, “regina degli Appennini”, che sovrasta a 1421m la provincia d’Isernia. L’incantevole cornice medievale di piazza Falconi ospita la cultura in tutte le sue forme: mostre, rappresentazioni teatrali, degustazioni, cabaret, incontri, animazione e, soprattutto, concerti.

Il successo dell’Estate di Capracotta dimostra che l’arte può frenare lo spopolamento che allontana i giovani dalle province italiane. “L’evento soddisfa tutti: la famiglia, l’anziano, il bambino e naturalmente la gioventù, prima protagonista della piazza”, dichiara Annamaria Labate, presidentessa della proloco. Quest’anno infatti il programma è ancora più ricco.

I vivacissimi mercatini d’antiquariato vedranno scorrere, tra un concerto e uno spettacolo teatrale, il flusso brulicante dei visitatori. Il laboratorio d’animazione di “Ritmolandia” darà vita a danze, corsi, incontri sportivi e si occuperà dello svago dei più piccoli. La Chiesa Madre ospiterà ben 4 esibizioni di musica classica eseguite da maestri di conservatorio, raccolti attorno al settecentesco organo soprannominato affettuosamente “Principalone”. Spazio anche alla moda, con una sfilata “sotto le stelle”, il 12 agosto, sempre in Piazza Falconi. Mentre mostre di pittura delizieranno, fino al 26, gli amanti delle arti visuali.

Per la gioia dei palati di tutte le età non può mancare la Sagra della Pezzata che, come ogni prima domenica d’agosto, inaugura il clou delle manifestazioni. La “Pezzata” prende il nome dall’omonima ricetta che rievoca la tradizione pastorale di Capracotta. Nella splendida cornice di Prato Gentile, d’inverno meta privilegiata degli sciatori, si potrà gustare il tipico piatto a base di capra, cucinato per ore con aromi e spezie di montagna. La specialità locale, da piatto povero della transumanza, è oggi diventata una prelibatezza e vanta innumerevoli, quanto vani, tentativi d’imitazione. Il segreto sta, infatti, nelle proprietà nutritive dei pascoli capracottesi che inturgidiscono i muscoli degli animali rendendoli particolarmente succulenti.

Ospite d’onore, la musica che, nel variegato calendario estivo, raccoglie i gruppi emergenti del panorama musicale nazionale. Ce n’è per tutti i gusti: folk, pizzica, jazz, rock animeranno una piazza gremita di giovani. Ma come la presidentessa tiene a sottolineare, l’emozione non ha età, “anche i più anziani, con un buon rosso locale ad annaffiare un pasto genuino, perdono ogni inibizione e si abbandonano alle note”.

A salire sul palco sono in tanti e non scelti a caso. Promesse della musica italiana che, virando le tradizioni nostrane su stimoli “di genere”, si aprono al futuro. C’è il jazz-swing di The Good Fellas (13 agosto) che ammicca alle alla Chicago proibizionista dei ‘30. Il reggae contaminato da sonorità ska della band romana Radici nel cemento (17 agosto). Le “umili” sonorità degli Eclettica Pagus (18 agosto) che, ricontestualizzate sul terreno del classico, uniscono la povertà di un corno alla sofisticatezza di un’arpa. Il 16, assolutamente da non perdere, il “folk elegante” ed eclettico dei Martinicca Boison che, con l’album Per non parlare della strega, danno nuova vita alla canzone d’autore italiana.

Il calendario, che va da luglio ad ottobre e si infittisce nel mese di agosto, è completamente gratuito. “Il budget è basso e non è facile realizzare un programma così ricco” continua Annamaria Labate, “ma anche quest’anno siamo fieri di constatare che, grazie al contributo di amministrazione locale, regione e alla gestione quadrata della proloco, ce l’abbiamo fatta”. Ed ecco il senso dell’evento: dimostrare che l’arte è più autentica quanto più libera dai meccanismi di potere. Può nascere spontanea dove le risorse sono poche ma la terra è fertile, in un sud da troppi considerato zona depressa, sterile, depositaria di tradizioni, ma incapace di esaltarle.



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Giulia Volpe
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