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Sulla strada del Web semantico

Sulla strada del Web semantico

Un nuovo motore di ricerca che risponde alle domande con grafici, testi e tabelle piuttosto che con un elenco infinito di collegamenti ipertestuali. Wolfram Alpha è il primo passo verso il web semantico, anche se Google, al momento, non sembra doverne temene la concorrenza.

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Presto, forse, un dialogo uomo macchina come quello fra Hal 9000 e un essere umano non sarà più solo una scena di “2001: Odissea Nello Spazio”. La nuova frontiera di internet, dopo che il Web 2.0 ha aumentato esponenzialmente il livello di interazione sito-utente, è la semantizzazione della rete: con il termine "web semantico", si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all'interrogazione, all'interpretazione e, più in generale, all'elaborazione automatica. L'obiettivo è un sistema di ricerca capace di interpretare il linguaggio naturale, di analizzarlo e di fornire come risposta una frase altrettanto coerente, o un documento che contenga le informazioni richieste dall'utente piuttosto che un elenco sterminato di link ipertestuali.

Qualcosa, in questo senso, si è già mosso: è stato infatti presentato Wolfram Alpha (dal nome del suo creatore, Stephen Wolfram), un motore di ricerca che riesce a capire le richieste fatte dagli utenti e a offrire risposte specifiche, su misura, come farebbe un essere umano.
Wolfram interpreta la domanda e cerca di trovare una risposta coerente, fornendo i dati richiesti sottoforma di tabelle, testi e grafici.

Ma le sue funzioni vanno oltre il semplice reperimento di informazioni: la vera innovazione che porterà questo nuovo motore di ricerca, sarà la capacità di trovare soluzioni a domande complesse in tempo reale. Si potrà per esempio chiedergli di comparare il Pil della Francia con quello dell'Italia, oppure di mettere a confronto l'altezza, o il numero di piani dell'Empire State Building con quello del Burj Dubai.

Quanto basta per far strillare alla rivoluzione e annunciare una futura (ma al momento improbabile), discesa di Google. Sì, perchè Wolfram Alpha, come ricorda il suo nome, è ancora in una fase di sperimentazione e il suo limite più grande è proprio quello di operare le ricerche solo all'interno del suo database, fornendo, a volte, dati non proprio dell'ultim'ora. Una soluzione di nicchia, per ora: 100 milioni di queries in poco più di una settimana di vita, per quanto possano sembrare tante, sono veramente poche se confrontate a quelle generate da Google nello stesso arco di tempo. Piuttosto che detronizzare "Big G", come dichiarato anche da Stephen Wolfram in persona, il nuovo motore di ricerca potrebbe essere un prezioso collaboratore dell'azienda di Mountain View.

A prendere lo scalpo di Google, quasi un anno fa, ci aveva provato Cuil, una "costola" di Google nata sull'impulso di Anna Patterson e Russel Power, ex dipendenti della “grande G”. I punti di forza di Cuil, nelle intenzioni dei creatori, sarebbero stati l'indicizzazione delle ricerche per contenuto (più accurate e meglio "contestualizzate", anche grazie a oltre 120 miliardi di pagine “analizzate” ) e il rispetto della privacy degli utenti. A differenza dei rivali, Cuil non conserva log, ip e cookies delle sessioni di ricerca. Peccato che, in occasione del lancio, Cuil abbia “crackato” a causa dell'alto numero di connessioni.

Nel dettaglio, la creazione di un'intelligenza artificiale semantica può trovare diverse applicazioni soprattutto in campo aziendale. E' il caso di Expert System, che dal 1989 ha perseguito l'obiettivo di sviluppare software semantici in grado di ricavare conoscenza dai testi in modo simile a quanto fatto dalle persone.
Il risultato si chiama “Cogito”: una tecnologia che legge e interpreta tutta la conoscenza potenzialmente interessante di documenti elettronici, identifica in automatico le relazioni fra le varie informazioni, rendendo più semplici ed efficaci le attività legate alla gestione della conoscenza.
Consigliata da Expert System a chi si occupi di Knowledge Management, Customer Care e Corporate Intelligence, ma non dovrebbe dispiacere nemmeno alle pubbliche amministrazioni.

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Alessandro Giannace
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