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Fleetnorth e Gravesend sono due piccole cittadine del Kent sulla riva destra del Tamigi, Sud Est di Londra. Domenica 10 maggio le strade erano deserte. Metà degli abitanti era allo stadio di Wembley e l’altra metà a seguire come poteva la finale della Coppa d’Inghilterra. In campo c’era la squadra di casa, l’EBBSFleet United, che battendo di misura il Torquay United si è aggiudicato il Football Association Carlsberg Trophy, massimo riconoscimento nazionale per il calcio semi-professionistico.
Una notizia da cronaca sportiva locale, in apparenza. Anche se per le vie dei due paesi l’eco della festa è ancora viva, con i giocatori e la Coppa portati in trionfo a bordo di un pullman scoperto. Alcuni fanno fatica a tornare alla realtà, tanto che sul sito ufficiale del club la storica vittoria viene definita “The impossible dream”. A concepirlo per primo è stato un ex giornalista sportivo, Will Brooks. Uno col pallino di possedere una squadra di calcio.
Giusto un anno fa Brooks ha aperto un sito internet: MyFootballClub. Al popolo del web chiedeva di versare 35 sterline a testa, con l’obiettivo di raccoglierne almeno un milione e 400 mila per lanciare un’OPA sul pacchetto di maggioranza (51%) del “Fleet”. Risultato? A luglio 2007 i versamenti erano già a quota 700 mila sterline, ed esprimevano il desiderio di diventare azionisti di 20 mila tifosi: cittadini del Kent, perlopiù, ma anche tanti stranieri. A novembre il definitivo passaggio di mano della società, attiva anche nel settore femminile e giovanile.
È nata così, la prima squadra di calcio user-generated della storia. Posseduta e partecipata dai tifosi-azionisti, che sul blog di MyFootballClub offrono statistiche, valutano le performance personali dei calciatori e dettano schemi. Fanno la squadra, insomma. E il capitano-allenatore-manager, Liam Daish (nella foto a Wembley con Brooks) li sta ad ascoltare. “Prima, durante e dopo le partite – ha spiegato il coach - i supporter mi dicono quali giocatori potrebbero o no giocare o entrare in campo”.
Incredibile. Eppure, il Fleet è nono in classifica nella Blue Square Premier, simile al torneo italiano di Promozione. È a solo sei punti dalla quota play-off: A due passi dalla storia e da “The Championship”, il campionato inglese per eccellenza, quello gestito dalla Football League che controlla la serie B, C e D.
Chissà se in Italia funzionerebbe. Comunque, per chi volesse, le sottoscrizioni del Fleet sono ancora aperte.
Rino Del Sarto Copyright © CULTUR-E