Andava a vedere la televisione dai vicini quando era piccolo. Nella casa dove ha trascorso la sua infanzia la “scatola magica” non c’era. Tanto basta per capire che le “novità” tecnologiche non hanno mai fatto parte della vita di Antonio Di Pietro. Ma al ministro dei “che ci azzecca”, a colui che mette tutto e tutti in discussione, non è sfuggito un dato di fatto: la politica italiana si ostina a ignorare l’importanza assunta dalla Rete come mezzo di comunicazione. E vista la dichiarata insofferenza dell’ex giudice di Mani Pulite nei confronti di tutto quello che accentua il divario - tipicamente nostrano - tra sfera pubblica e privata, Di Pietro è sbarcato, primo tra i politici del Bel Paese, su Second Life.
Dopo alcuni mesi di attività nell’isola virtuale di Never Land (dove sventola la bandiera dell’Italia dei Valori, già si sono svolte conferenze in avatar-diretta e azioni di protesta), è arrivato il momento di fare una prima analisi di questo esperimento di webpolitica 2.0.
Perché ha deciso di sbarcare su Second Life? Com’è nata l’idea di realizzare l’isola de “L’Italia dei Valori”?
Non ci sono alternative: o si sale sulla barca del futuro, o si resta sulla spiaggia del passato. Io ho scelto il futuro e sono sbarcato su Second Life, formidabile spazio virtuale utilissimo ad avvicinare la gente alla cosa pubblica. Spazio ideale, aperto, nel quale il cittadino-avatar ha la possibilità di dire la propria anche per quanto riguarda la politica, contribuendo a diffondere un’informazione vera, senza l’intermediazione dei media. Never Land è l’isola di Italia dei Valori, sulla quale abbiamo ricreato un’agorà. Simboleggia la partecipazione attiva dei cittadini ad una discussione pubblica e politica. L’isola è aperta al confronto e all’interazione, in modo che ognuno possa dar voce alla personale opinione.
Era emozionato al momento di tenere la prima conferenza stampa su SL?
Si, lo ero. Per uno come me, che quando era bambino andava a vedere la televisione dai vicini, attraccare alla realtà virtuale e avere un avatar, è stata un’esperienza nuova ed entusiasmante. I tardoni della politica, ovviamente mi includo nella lista, devono modernizzarsi per dialogare direttamente con i cittadini e mettersi al passo con loro. Cittadini che, a differenza di molti politici che li rappresentano, seguono l’evoluzione delle nuove forme di comunicazione e di interazione, quali internet e la realtà virtuale.
Come ha vissuto le contestazioni su Never Land: si aspettava dei blitz come quello di Legambiente, dove alcuni avatar hanno srotolato striscioni con la scritta “Qui puoi costruire tutte le autostrade che vuoi”?Ogni protesta e contestazione l’accetto e la rispetto, sia nel mondo reale che in quello virtuale. Sono però dell’idea che debbano sempre avere uno spirito civile, democratico e costruttivo.
Ci sono in programma nuove iniziative sulla sua isola? Quali sono i prossimi progetti su SL?Sull’isola avranno luogo manifestazioni pubbliche, incontri con la stampa italiana ed estera e saranno disponibili aree per la proiezione di filmati. Per il momento abbiamo piantato la bandiera di Italia dei Valori ma, tra breve, doteremo Never Land di uffici, sale per conferenze e punti informativi sui programmi dell’IdV. Già ora chi entra è accolto da avatar di personale del nostro Partito.
Se avesse un po’ più tempo, quali luoghi di Second Life vorrebbe visitare? Insomma, dove porterebbe il suo avatar?
Ha detto bene: se avessi del tempo in più che invece non ho, penserei a dove portare il mio avatar…
Quale opinione ha del rapporto tra la politica italiana e web?E’ un dato oggettivo che la politica italiana si ostini a non riconoscere l’importanza della Rete come mezzo di comunicazione con i cittadini. Forse perché alcuni politici ignorano le potenzialità della stessa o, non conoscendola appieno, ne sono intimoriti. Un ulteriore passo indietro che accentua ancor più il profondo divario, tutto italiano, tra sfera pubblica e privata.
Silvia Santoni Copyright © CULTUR-E